giovedì 31 luglio 2014

Le confessioni gi joe banana.

«SONO uno degli otto capi della Vannella Grassi». Si presenta così, nel suo primo interrogatorio da collaboratore di giustizia, Rosario Guarino detto Joe Banana. È il 5 dicembre scorso, il trentenne leader del gruppo emergente di Scampia chiede di parlare con i magistrati del pool anticamorra: «Sono padre di tre figli, ho una moglie che è rimasta sola e una mamma vedova. Voglio un futuro migliore per loro», assicura. E RACCONTA di aver salvato la vita a uno dei figli del padrino Paolo Di Lauro vietando che gli sparassero durante un conflitto a fuoco. Guarino risponde al pm Maurizio De Marco, titolare delle indagini con i pm Stefania Castaldi e Anna Laura Alfano del pool coordinato dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo. Fra i vari episodi, riferisce «nei minimi dettagli» uno dei delitti che diedero fuoco alle polveri della nuova faida, quello di Antonello Faiello, assassinato il 14 aprile 2011. Cominciò tutto per caso, secondo la ricostruzione di Guarino ( nella foto il suo arresto ): i "cattivi ragazzi" della Vannella stavano andando «a mangiare una pizza» per festeggiare un compleanno quando incrociarono un loro affiliato in moto che scappava perché «i Di Lauro lo stavano inseguendo per picchiarlo». Ne scaturisce un conflitto a fuoco fra gli esponenti delle due fazioni. Faiello viene colpito perché Fabio Magnetti, uno dei capi della Vannella, «si impressionò vedendo che Faiello stringeva una pistola in mezzo alle gambe». Così, Magnetti «esplose un colpo di pistola alla tempia di Antonello Faiello, credendo di averlo ucciso, perché cadde a terra. In quello stesso momento Antonio Mennetta (altro esponente di spicco della Vannella n.d.r.) ingaggiò un conflitto a fuoco con i Di Lauro». A un tratto, Guarino dice di essersi ritrovato «con Raffaele Di Lauro nei pressi di un negozio». Uno dei sicari della Vannella gridòa Magnetti: «Uccidi il Lello». Ma Joe Banana si oppose. «Io racconta - mi misi davanti a Raffaele Di Lauroe gridaia Fabio Magnetti: "Tu non uccidi nessuno" e lui rinunciò. A quel punto il conflitto a fuoco con i Di Lauro era cessato e io feci allontanare il Lello». Nel frattempo Faiello, ferito al capo ma ancora vivo, «si alza da terra barcollando». Raffaele Di Lauro «lo sorregge per farlo salire su uno scooter» ma, nella versione fornita ai magistrati da Rosario Guarino, Mennetta «esce da dietro a una macchina dove si era riparato e si avvicina ai due. Dice a Raffaele Di Lauro: "Vattene". Lo fa allontanare e uccide Faiello con un colpo alla testa che lo fulmina». Magnetti e Mennetta sono ora imputati con l' accusa di aver ucciso Antonello Faiello. Assistiti dall' avvocato Giuseppe Ricciulli, hanno chiesto il rito abbreviato, la prossima udienza è in programma venerdì. Dopo l' omicidio, Guarino riferisce di essere tornato a casa, le armi furono distrutte e i vestiti di Magnetti e Mennetta bruciati «in una carriola». La nuova faida era appena cominciata. (d. d. p.)