giovedì 28 marzo 2013

Arrestato Giuseppe Montenera il mandante del delitto Romano..

Nelle sue dichiarazioni da collaboratore di giustizia,Giovanni Marino,racconta un particolare che vale la pena riportare.Quando lui e Salvatore Baldassare sbagliarono bersaglio,e anziché ammazzare Domenico Gargiulio,massacrarono il povero Pasquale Romano,il gruppo si divise in due.Non si capiva a chi addossare la responsabilità di tale errore,Giuseppe Montenera il mandante secondo i pentiti,ammoni' il gruppo,obbligando tutti a non parlare di tale omicidio per nessuna ragione.Il guaio e stato fatto,e quando si ammazza un bravo ragazzo prima o poi vieni arrestato,questa fu la conclusione di Giuseppe Montenera,e mai precisazione fu profetica.Ieri la polizia lo ha arrestato,si nascondeva insieme a una donna,in un piccolo appartamento in provincia di Napoli,a Cercola.Era l'ultimo fuggitivo per l'agguato che costo' la vita a Pasquale Romano,il resto del gruppo era stato arrestato.Anche l'esecutore materiale fu arrestato poco tempo fa a Marano,un comune a nord di Napoli,con se aveva una pistola semiautomatica pronta a sparare.Il ministro Cancellieri lo aveva promesso alla famiglia del giovane Lino ammazzato per sbaglio,e la promessa e' stata mantenuta,organizzatori,esecutori e mandanti sono stati tutti arrestati.Rimane solo un dubbio,che spero tale rimane,quasi tutti i componenti tra organizzatori ed esecutori si sono pentiti,se caso mai,dovesse pentirsi anche Montenera e Baldassare chi lo paga questo ennesimo agguato,costato la vita a un giovane innocente?

Arrestato Carmine Cerrato,il reggente degli scissionisti..

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Il suo film preferito,era karatè kid,sognava un giorno di diventare un campione di arti marziali,proprio come l'attore del film.Aveva iniziato a girare per tante palestre,per apprendere meglio le arti marziali e dopo tanto tempo c'era riuscito.Aveva inaugurato due palestre,proprio per insegnare ai piu' piccoli quello stile di lotta così antico.Tutto sembrava girare liscio,finche' un giorno non si imparento' con il capo degli scissionisti Cesare Pagano.Erano cognati,e forse Carmine Cerrato osservando lo stile di vita di Cesare Pagano,inizio' ha dubitare di ciò che per anni era stata la sua unica ossessione,aprire una palestra di lotta.Infatti quello che lui guadagnava in un mese,dopo tanta fatica,il cognato lo guadagnava in due tre giorni,questo sicuramente e' stata la scintilla che si e' accesa nella testa di Carmine Cerrato,e pian piano inizia ad avvicinarsi al mondo del crimine.Inizialmente gli scissionisti lo sfruttano per le sue doti di picchiatore,i commercianti che si rifiutano di pagare il pizzo si trovano da un momento all'altro Carmine tekendo che usa la sua arte per convincerli a pagare.Ma anche molti avversari del clan sono stati picchiati da Carmine Cerrato,che aveva un temperamento molto violento.In poco tempo inizia a gestire piazze di droga e riesce a guadagnare centinaia di euro al giorno.Per molti collaboratori di giustizia e' lui,insieme a Mariano Riccio il reggente degli scissionisti a melito.Era sfuggito alla cattura nel 2011 quando l'inchiesta denominata c3 decapito' il clan degli scissionisti.Quando fu arrestato il padrino Cesare Pagano,con lui c'era il cugino omonimo Carmine Cerrato detto a recchia che diventerà anche lui un collaboratore di giustizia,e proprio lui inizia ad accusare il cugino per tanti fatti di cronaca e camorra.L'altro ieri comunque i carabinieri lo hanno stanato,si nascondeva in una palazzina nel comune di Mugnano,era in compagnia della moglie,e con se aveva oltre cinquantamila ero in contanti.Le accuse vanno dall'associazione camorristica,al traffico internazionale di droga,ora avrà tutto il tempo necessario per riflettere in carcere,che forse era meglio fare il karatè kid,e non il camorrista...

domenica 24 marzo 2013

Il calvario di Domenico Pagano suicidatosi in carcere.

Se ne e' andato cosi',in solitudine,nello squallore di una cella del carcere di opera,Milano,dove era recluso al 41 bis,per espiare una pena a vent'anni di carcere per associazione e altro.Una morte orrenda,in solitudine,senza chiedere aiuto a nessuno,e' morto cosi' Domenico Antonio Pagano detto zi' mimi',fratello di Cesare Pagano,e cognato di Raffaele Amato o lell,ritenuti i capi degli

Si e' impiccato il capo degli scissionisti Domenico Antonio Pagano (zi mimi')

Domenico Antonio Pagano, 46 anni, considerato uno dei capi del clan degli scissionisti di Secondigliano e detenuto in regime di 41-bis nel carcere di Opera, in provincia di Milano, si è suicidato impiccandosi nella sua cella. Pagano, in carcere dal febbraio del 2011 per scontare 20 anni di reclusione per reati di camorra, da quanto si è appreso, il 15 marzo scorso è stato trovato dagli agenti di polizia penitenziaria in fin di vita in quanto si era impiccato alle sbarre della sua cella.

sabato 23 marzo 2013

La superalleanza: arrestati tre capiclan


Articolo copiato da il giornale il roma,scritto da Valentina Noviello..
Un’alleanza solida, un vero e proprio patto di ferro, stipulato
da tre superclan per mettere in ginocchio, con il pizzo e le estorsioni,
l’intero litorale domizio. Un sodalizio
voluto fortemente dai Bidognetti,
stando alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, per cercare alleati affidabili con i quali fronteggiare le numerose indagini, coordinate
dai magistrati della Procura Distrettuale, dopo l’arresto dei componenti della frangia estremista dei Casalesi capeggiati da Giuseppe Setola.

Inseguito e giustiziato come un boss


Non era un boss ma lo
hanno inseguito e ammazzato come se lo fosse, con almeno 10 pallottole calibro 9 e il classico colpo
di grazia alla testa, per non dargli
scampo. È quasi un giallo l’omicidio del pregiudicato 40enne Michele Calcavecchia, residente in
via Botteghelle, a Ponticelli, conosciuto come ladro d’auto e che
nel 2007 fu anche trovato armato.
Non ha assolutamente legami con
la camorra e inoltre era stato scarcerato da poco ed aveva preso a
spacciare anche piccole quantità

venerdì 22 marzo 2013

Omicidio in via delle Mongolfiere a Poggioreale, ucciso un 40enne


Un omicidio è avvenuto poco fa in via delle Mongolfiere, nel quartiere di Ponticelli a Napoli. La vittima, secondo quanto si apprende, è un uomo al momento non ancora identificato che è stato raggiunto da diversi colpi di pistola.

Pizzo e omicidi: ecco la superalleanza

Con l'arresto di Gennaro Trambarulo (nella foto), bloccato dai Carabinieri dei Ros stamani, finisce in carcere l'ultimo componente della "triade" che guidava il cosiddetto "gruppo misto", costituito dai clan della camorra Mallardo, Licciardi e dei Casalesi, per gestire le attività illecite sul litorale Domitio, nel Casertano, ma anche in quella zona di confine del Napoletano, come Giugliano in Campania. Gli altri due elementi di vertice, Pellegrino e Diana, erano già stati assicurati alla giustizia da forze dell'ordine e magistratura.

domenica 17 marzo 2013

Cosi Ammazzai Francesco Feldi detto o' tufan

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Ha scatenato un putiferio anche da morto,questo blog fu letteralmente inondato di email e di commenti quando scrissi un post sulla sua vita e sulla sua morte.Due fronti opposti,che si spaccavano sulla figura carismatica di Francesco Feldi,detto o' tufano,boss del rione berlingieri per conto del clan Sacco-Bocchetti.Da un lato c'era chi lo difendeva,lo acclamava,lo amava,dall'altra persone che offendevano la sua memoria ridicolizzando la sua figura.Da questo,deduco che Francesco Feldi,sia stato una figura importante per la malavita secondiglianese,che ha saputo far parlare di se,anche da morto.E' di ieri la notizia che i killer

mercoledì 13 marzo 2013

«Quando sparo non mi fermo più»


Io quando poi inizio a sparare non mi fermo più»: così Salvatore Baldassarre, l'uomo arrestato dai Carabinieri con l'accusa di aver ucciso per errore, con 14 colpi di pistola, in un agguato di camorra, Pasquale Romano, spiegò a un altro affiliato al gruppo degli scissionisti, Carmine Annunziata, il clamoroso errore di persona costato la vita al giovane innocente.

Napoli, omicidio di Lino Romano. Preso il killer. In manette esce e manda baci alle sue donne


Il presunto esecutore materiale dell'omicidio di Lino Romano, 30 anni, ucciso per errore in un agguato di camorra il 16 ottobre, a Napoli, è stato arrestato dai Carabinieri nel capoluogo campano.
È Salvatore Baldassarre, 30 anni, ritenuto affiliato al clan "Abete-Abbinante-Notturno".

Arrestato il killer di Pasquale Romano...

Si vantava con i suoi complici,che lui quando sparava non si fermava piu'.La vittima designata difficilmente se la sarebbe cavata.Peccato che il non fermarsi quella maledetta sera,non gli abbia dati la lucidità giusta per capire che stava massacrando un giovane inerme,e innocente che con la camorra,i clan,non aveva niente da spartire.Finalmente dopo

martedì 12 marzo 2013

Il doppio gioco della Vanella Grassi...

Nel 2005 gli scissionisti escono vincenti dallo scontro armato contro il clan Di Lauro,gli schieramenti,le paranze,l'organigramma del clan va man mano ha prendere forma.Una forma mostruosa che in poco tempo inghiotte molti comuni confinanti con secondigliano e scampia.Le famiglie degli Amato-Pagano sono i nuovi imperatori di tutta secondigliano e scampia,sotto il loro potere cadono anche i comuni di Melito-Mugnano-Arzano e Casavatore,vengono indette nuove elezioni criminali per eleggere i nuovi capi paranza capi rioni e cosi' via.Gli scissionisti allacciano alleanze preziose anche con il clan dei Lo Russo di Miano e altri clan importanti,sempre di secondigliano.Il loro disegno criminale consiste nell'eliminazione completa del clan dei Di Lauro,e dei killer che durante la faida di scampia hanno massacrato i loro amici e parenti.Un clan

lunedì 11 marzo 2013

Il silenzio Imperfetto

Una volta la nostra citta' non era cosi',credetemi!Le cose erano diverse,non c'era tutta questa violenza.Di dissapori ce n'erano,ma tutto si appianava e la parola d'onore valeva e contava.C'era piu' educazione e piu' rispetto e l'onore non era solo una parola ma un modo di campare.Oggi tutto questo non esiste piu'.Questo fu lo sfogo di Salvatore Zazo da me soprannominato totore o' chef per le sue notevoli qualita' culinare.Era uno dei piu' grandi cuochi da me incontrato durante la diaspora di prigioniero.Tore o chef era un grande,amava cucinare,i suoi piatti erano raffinati,ma conservavano gli antichi sapori della cucina tradizionale napoletana.Quando tore cucinava,se chiudevi gli occhi ti sembrava di stare a casa,perche' il profumo era lo stesso.Tore o chef apparteneva a una delle famiglie piu' antiche e patriarcali di Napoli,i suoi racconti,le sue storie tramandati da nonni in generazioni a generazioni mi rapivano,e spesso passavo ore e ore ad ascoltarlo.Tanti anni fa,alla fine della guerra il porto di Napoli non era cosi' avanzato come oggi,il mare arrivava a pochi metri dal maschio angioino.Di fronte al mare c'era un vecchio borgo fatti di vicoli,detto o' buvero o' rito(borgo loreto.I vicoli non avevano nome ma erano contrassegnati con i

Alibi camorra per coprire le magagne...

Che alchimia questi signori dai colletti bianchi,trasformano fango in oro e oro in fango.Come se non bastasse poi,si e' messa anche la camorra di traverso,che molte volte fa comodo,mentre in altre occasioni no.Di cosa sto parlando?dei tanti inciuci che avvengono nella nostra amata città e che tante volte rimangono impuniti,oppure da copione già scritto si attribuisce la responsabilità alla camorra.Come e' successo ultimamente per la città della scienza,che subito i media e tanti altri hanno attribuito la responsabilità alla camorra.Ma veramente siamo arrivati a tanto?giustamente l'ultima parola spetta alla magistratura che sta indagando abbondantemente per stanare i colpevoli,semmai li troverà.La camorra e' una piaga sociale che affligge non solo Napoli,va combattuta con ogni mezzo e ogni sforzo per dare dignità alle persone oneste,ma allo stesso tempo vanno combattute anche le collusioni,il clientelismo,l'affarismo e tutti questi colletti bianchi collusi con la camorra e non solo.Si sta speculando molto ultimamente sulla crisi che sta travolgendo e flagellando le famiglie italiane.I tanti giovani che dal sud devono lasciare amici e parenti per trasferirsi al nord,perché?come mi domando su quale criterio le tante aziende che lavorano sul territorio della Campania,assumono i loro dipendenti senza un concorso pubblico?Il caso eclatante ma coperto da tutti e' lo scandalo della nota azienda di rifiuti che opera nel napoletano,migliaia di operatori ecologici assunti da chi?con quali requisiti sono stati assunti questi lavoratori?perché non vengono imposti i concorsi pubblici per le assunzioni?se ne inventi una che salva capre e cavoli.Poi dicono che a Napoli non c'e lavoro,ovvio,se non si conoscono i colletti bianchi collusi o non si paga il lavoro diventa solo un'utopia,bisogna distruggere questo meccanismo infernale che grava sulla vita di tutti noi,se non si paga o non ci si mette a disposizione di un colletto bianco allora bisogna emigrare,in massa..Prima il lavoro te lo dava la camorra,ricordate le dichiarazioni dei fratelli Giuliano boss di forcella?be' da solo bastano a far capire come e' marcio il meccanismo e come era facile inserire gli ex detenuti o finti disoccupati in aziende gestite anche dallo stesso comune,bastava che gli aspiranti lavoratori consegnavano venticinque milioni delle vecchie lire nelle mani di Salvatore Giuliano o montone,e il gioco era fatto.Molti meccanismi e molte realtà sono ancora piu' sporche e raccapriccianti della camorra stessa,che suo malgrado molte volte viene menzionata e tirata in ballo per coprire le magagne di chi sta molto piu' in alto e dovrebbe combattere determinate situazioni.

Una storia tra verità e bugie...

Nel 2004 durante la faida tra i Di Lauro e gli scissionisti,in due agguati differenti e nell'arco di un giorno l'uno da l'altro venivano massacrati Massimo Marino e Antonio De Luise,il primo scissionista il secondo Dilauriano di appena vent'anni.Era il periodo della grande mattanza tra gli scissionisti e i di Lauro,ogni giorno polizia e carabinieri andavano su e giu tra secondigliano melito e casavatore a repertare bossoli e tutto ciò che serve per incastrare i killer.I corpi venivano fatti trovare in auto date alle fiamme,oppure lasciati tra i rifiuti o decapitati,ma molti cadaveri presentavano segni evidenti di torture e sfondamento del viso,per rendere piu' difficile l'identificazione.Massimo Marino era il cugino di Gennaro Marino uno dei capi del cartello dei narcotrafficanti che si era sganciato dai di Lauro per creare un gruppo autonomo,infatti in quel periodo le vendette trasversali arano all'ordine del giorno e anche le donne non erano immune da questa spirale di odio e violenza.Massimo Marino si era chiuso in casa,una splendida villa con giardino e alti muri di cinta che in qualche modo lo facevano sentire sicuro e protetto.Non la pensava così il clan di via cupa dell'arco che quel giorno volle tentare lo stesso mandando due killer per vedere se era possibile attingerlo all'interno della villa oppure se si riusciva con qualche scusa ha farlo uscire fuori il cancello e massacrarlo.Secondo i rilievi e la successiva testimonianza della moglie,i killer almeno due arrivarono all'esterno della villa a bordo di una potente moto,la parcheggiarono vicino alle alte mura della villa e si arrampicarono sopra,proprio in quel momento Massimo Marino si trovava nel giardino a giocare con il suo cane,i killer lo puntarono e spararono diversi colpi di pistola colpendolo alla testa e alla schiena.Tutto si svolse sotto gli occhi atterriti della moglie che vide i killer mentre ammazzavano il marito.Poi la solita scena la scientifica che analizza la scena del crimine e la salma che viene portata nella camera mortuaria in attesa dell'autopsia.Questo delitto ha dell'incredibile per due ovvie ragioni,ma prima voglio continuare il racconto perché diventa emblematico e surreale.La moglie distrutta dal dolore si reca con i parenti nella sala mortuaria per restare vicino alla salma del marito,il giorno dopo la polizia mortuaria porta un'altro cadavere che viene adagiato su quei freddi marmi in attesa dell'autopsia,il morto e' giovane appena ventenne,i killer gli hanno sfondato il cranio e distrutto mezzo viso ammazzandolo con diversi colpi calibro nove per ventuno.Poco dopo arriva una folla di parenti e amici distrutti dal dolore,Antonio De Luise era stato massacrato a melito,aveva inutilmente tentato una inutile fuga.Lui e il fratello erano affiliati al clan di Lauro,anche se lui piu che un affiliato era un semplice spacciatore.Anche in questo caso si era trattato di una vendetta trasversale,era stato colpito lui per mandare un messaggio al fratello che in quel periodo stava massacrando parenti e amici degli scissionisti.Infatti Giovanni De Luise era considerato dagli esperti investigatori organico a tutti gli effetti del gruppo di fuoco del clan di Lauro,l'incredibile e il fatto che quando Giovanni corre nella camera mortuaria dal fratello distrutto dal dolore per poco la moglie di Massimo Marino non ci rimette la pelle.E' sconcertata e spaventata da Giovanni De Luise perché sicurissima che il giorno prima ad ammazzare il marito sia stato proprio lui,infatti manda un sms captato dai carabinieri indirizzato alla cognata,gli scrive di trovarsi vicino all'assassino del marito,una cosa assurda che non ha eguali nel mondo,solo a Napoli poteva succedere,ma non e' tutto,perché sebbene De Luise in seguito viene arrestato e condannato all'ergastolo,questa macabra storia non finisce qui'.Infatti poi nel 2010 si pentono molti affiliati sia del clan di Lauro che degli scissionisti,e tutti concordano sul fatto che il killer di Massimo Marini non e' De Luise..Colpo di scena,secondo i collaboratori ad assassinate Massimo Marino fu Gennaro Puzella killer del clan di Lauro,arrestato e scarcerato proprio in merito a questo delitto.Ora i difensori di Giovanni De Luise chiedono la revisione del processo per il loro assistito,contraria invece la procura che rimane ferma sulle sue convinzioni in riguardo all'omicidio di Massimo Marino,secondo la procura fu Giovanni De Luise ad ammazzare Marino,dunque vengono meno anche le testimonianze dei collaboratori di giustizia che sono stato smentiti dalla stessa procura.Si aspettano ulteriori chiarimenti in riguardo a questa storia...

Arrestato Antonio Bastone narcos internazionale


Arrestato a Mugnano il latitante Antonio Bastone, considerato affiliato di primo piano del clan Abete-Abbinante-Notturno.
Il blitz è stato messo in atto dalla Guardia di finanza (Scico Roma e Gico del Nucleo Polizia Tributaria Napoli) in sinergia con i carabinieri, Ros Napoli. Bastone è considerato responsabile di traffico internazionale di sostanze stupefacenti: in particolare Bastone aveva stretti legami con la Colombia
Era in una villetta di Mugnano di Napoli dove stava per incontrare i suoi familiari, Antonio Bastone, 34 anni, quando è stato arrestato. Una villetta dove era pronto anche un nascondiglio-bunker ricavato alle spalle di una cabina armadio in camera da letto. L'apertura del bunker, di due metri per due, era azionata da un telecomando e lo collegava con la camera da letto per permettergli, in caso di irruzione notturna da parte delle forze dell'ordine, di potersi immediatamente rifugiare.

domenica 10 marzo 2013

Ancora un blitz contro il clan degli scissionisti,23 arresti.

C'e' tutto nella nuova ordinanza di custodia cautelare che ieri ha smantellato un'altra cellula camorristica del clan degli scissionisti Amato-Pagano.Sono 23 in tutto le ordinanze di custodia cautelare che reggono su accuse gravissime,omicidi,associazione camorristica,estorsione,e spaccio internazionale di stupefacenti.Una tegola giudiziaria che allontana di molto il sogno di liberta',di chi gia' detenuto sperava di lasciare presto il carcere,e una tegola pesantissima per gli arrestati che dovranno difendersi di accuse gravissime.Gli arresti fanno parte di un lungo lavoro investigativo messo in atto con intercettazioni ambientali e telefoniche,oltre a pedinamenti e accuse ben precise depositate da molti collaboratori di giustizia.Uno in particolare e' Giovanni Illiano ambasciatore del babyboss Raffaele Amato junior,che si penti' dopo il suo arresto per l'uccisione di Fortunato Scognamiglio.Il collaboratore infatti nei suoi tanti verbali parla non solo dell'ultima faida in atto tra le famiglie Abete-Notturno-Abbinante-contro lo schieramento della venella grassi,ma anzi,fa riferimento a tanti fatti inediti giornalisticamente,tutti antecedenti alla faida.Racconti ricchi di particolari,raccontati minuziosamente da Giovanni Illiano,che hanno fatto luce su tanti agguati commessi tra secondigliano e zone limitrofe.Ma il collaboratore racconta anche di come,Raffaele Amato junior il baby boss dal carcere dettava ordini all'esterno attraverso i colloqui che aveva con i familiari,infatti durante questi colloqui si passavano pizzini,ma non solo.Secondo Giovanni Illiano Raffaele Amato in carcere possedeva un cellulare di ultima generazione,e spesso proprio con questo telefonava agli affiliati consigliando le diplomazie da intraprendere con quelli della venella grassi.Un boss a tutti gli effetti che nonostante la giovane eta',molti affiliati lo venerano come il futuro capo del clan degli scissionisti..

mercoledì 6 marzo 2013

Importante per tutti i lettori...

Voglio informare tutti i lettori,che ho abilitato di nuovo il modulo commenti,che potete inviare anche in forma anonima.A tal proposito ho fatto una piccola modifica,giusto per evitare insulti infamie e altro,che consiste nel visualizzare in anteprima i vostri commenti,e se ritenuti idonee alla politica del blog verranno pubblicati.Tutto ciò avverrà sempre e assolutamente in rispetto al vostro intento di rimanere anonimi...Grazie e commentate anche anonimamente ma rispettando la persona e il blog che ospita i vostri commenti,Grazie.