giovedì 28 febbraio 2013

Napoli, asta del tesoro dei clan venduto l'anello di Celeste Giuliano

Napoli - Gioielli, orologi, statue da presepe, ma anche appartamenti, auto e moto, attrezzi da lavoro, biancheria intima e una bicicletta: il Tribunale di Napoli vende all'asta i beni confiscati alla criminalità, organizzata e non, e in questo modo recupera un pò di soldi per fare fronte alle esigenze della giustizia.

sabato 23 febbraio 2013

Lo stato alla conquista di secondigliano...

Era da inizio gennaio che volevo scrivere un post,sulla tanto sperata tregua che si respira a secondigliano.Una tregue imposta con forza dalle forze dell'ordine,che con grande professionalita' hanno troncato sul nascere una mini faida che rischiava di allargarsi ai comuni limitrofi innescando un meccanismo simile al 2004.Questa volta il merito e' tutto loro,le forze dell'ordine,che con dedizione e pochi mezzi a disposizione sono riusciti ancora una volta ha dimostrare che lo stato c'e e quando interviene lo fa con forza e determinazione.Questa volta i clan la loro tregue non se la sono scelti loro,come successe nel 2004 quando i Di Lauro e gli scissionisti si massacravano senza regole e senza distinzioni tra uomini e donne.Ci volle tutta la determinazione di Salvatore Lo Russo per far tacere le armi,con un abile doppio gioco riuscì dove altri avevano fallito,fece sedere attorno a un tavolo i boss in guerra e in queste circostanze fu sancita la tregua tra i Di Lauro e gli scissionisti.Situazione molto diversa invece si e' avuta per la faida attuale tra i clan Abete-Notturno-Abbinante in guerra con il gruppo di fuoco della venella grassi,una guerra costellata da tradimenti e colpi di scena,stroncata dalle forze dell'ordine prima che degenerasse sul modello del 2004.Anzi questa volta il provvidenziale intervento di polizia e carabinieri va letto come un monito,visto anche che nel 2004 furono presi un po' tutti alla sprovvista,e i camorristi si ammazzavano tra di loro in modo indisturbato.Oggi lo scenario e' cambiato,oltre la professionalita' e la determinazione nel combattere questa piaga sociale,sono stati fatti passi da gigante,anche nell'ambito investigativo,tra l'altro lo dimostra il tempestivo intervento nel catturare i baby boss in guerra e le chiusure di tutte le piazze di spaccio di scampia.Una situazione che ancora oggi sta marciando visto che polizia e carabinieri presidiano ventiquattro ore al giorno le zone dove prima si spacciava ogni sorte di stupefacente.In meno di sette mesi,sono stati arrestati tutti i boss in guerra che stavano insanguinando scampia,poi con l'arresto di Arcangelo Abbinante da un lato,e Antonio Mennetta dall'altro tutto sembra finito,gli omicidi gli agguato sono terminati da un giorno all'altro.Anche se per tutti gli arrestati vale la premessa che devono essere ritenuti innocenti fino ad una eventuale condanna definitiva,credo che già che non ci sono piu' agguati,niente sparatorie allora meglio che restino tutti in carcere per un bel po',e lasciano vivere la stragrande maggioranza che e' fatta di gente perbene che abita a scampia e secondigliano.Infatti sono tutti in attesa di giudizio e non e' detto che fino alla fine del processo non esce fuori un nuovo collaboratore di giustizia che inchioda i colpevoli alle loro responsabilità,e altro che responsabilità se si sono contati decine di agguati.Agguati con morti che prima o poi la giustizia ordinaria scoprirà sicuramente chi sono i mandanti e chi gli esecutori materiali....

venerdì 22 febbraio 2013

La misteriosa scomparsa di Cristofer Oliva

Belli e' dannati,infiniti canaloni,rupi crepe e pozzi tanto che gli investigatori li hanno da sempre definiti i canaloni della camorra.Costeggiano tutto intorno la discarica di Chiaiano che per anni ha inghiottito tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Napoli,appartiene ad un pezzo di terra che taglia quasi a meta' Chiaiano e zone limitrofi.E propri qui' inizia e finisce questo racconto,un racconto che parla di tre bravi ragazzi della Napoli bene,studenti con tanti sogni nel cassetto,che per gioco si sono accorti che quelle terre avvelenate dai rifiuti non avevano perso la loro fertilità.Cristofer Oliva,Fabio Furlan e il loro amico kaled iniziano a perlustrate quelle terre alla ricerca di un piccolo apprezzamento di terreno lontano da occhi indiscreti.La loro idea e' seminare piccoli semi di marijuana e avviare una piccola attività giusto per soddisfare il fabbisogno dei tanti amici studenti che per comprarla si spostano fino a scampia.Inizia così tra curiosità e gioco questo piccolo traffico tra amici di marijuana che permette ai tre di togliersi qualche piccolo capriccio e vestire alla moda.Fabio Furlan da tempo vive e dorme a casa di Cristofer Oliva,tanto che la mamma e il papa' considerano Fabio Furlan come uno di famiglia,visto l'intesa e l'amicizia che lega Fabio e Cristofer.Entrambi si vogliono un gran bene,condividono gli stessi interessi,stesse amicizie e si innamorano della stessa ragazza.Iniziano le prima scaramucce e i primi dissidi tra i due,Cristofer si accorge che gli sono spariti circa tre chilogrammi di marijuana,Fabio da amico fraterno diventa ben presto un nemico di Cristofer che in piu' occasioni gli ha rinfacciato vari episodi che Cristofer attribuisce a Fabio.I due anche se non piu' legati come una volta continuano a frequentarsi,poi nel mese di novembre del 2009 succede qualcosa,Cristofer non ne parla con i familiari,lo scrive su facebook.Un grande vaffanculo ai traditori scrive,poi sempre sulla bacheca di facebook scrive un'altro po' e si parte per il Brasile.Un sogno,un viaggio che non farà in tempo ha realizzare,sempre a novembre del 2009 riceve sul suo cellulare una chiamata di Fabio Furlan che lo invita a lasciare il telefonino a casa per evitare tarantelle e ad uscire per in servizio.Cristofer Oliva esce di casa alle ore 20.00 circa e non farà piu' ritorno,aveva solo vent'anni.I genitori presi dallo sconforto denunciano la scomparsa del loro amato valloni,figlio alle forze dell'ordine,e si rivolgono anche alla trasmissione televisiva della Rai chi l'ha visto.Niente,Cristofer sembra essere stati inghiottito dal nulla,poi una telefonata anonima alla trasmissione televisiva chi l'ha visto orienta le indagini su ben altre strade.Infatti l'anonimo che aveva telefonato in diretta diceva che Cristofer era stato ammazzato dai suoi amici e il corpo buttato in una terra di secondigliano.Proprio così esclamava l'anonimo,buttato,una parola strappa brandelli di speranza e cuore ai genitori di Cristofer che in cuor loro sperano che il loro amato figliolo sia ancora vivo.Dopo alcuni anni la svolta,gli investigatori arrestano Fabio Furlan e lo rinchiudono nel carcere di poggioreale con l'accusa di essere l'autore materiale dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere che ancora oggi non e' stato trovato.Il processo e' tuttora in corso e Fabio Furlan si e' difeso con forza,si e' sempre professato innocente e per dimostrarlo ha ingaggiato due legali.Per la procura e visto anche i tanti indizi che stanno spuntando fuori e' Fabio l'assassino di Cristofer che con l'aiuto di altre persone da identificare ha ammazzato Cristofer e ne ha fatto sparire il corpo.Per la verità qualcosa di piu' concreto lo aveva raccontato nei giorni scorsi quell'altro amico italo-egiziano di nome kaled,arrestato insieme a Fabio Furlan e successivamente scarcerato.Infatti la procura credeva che il complice di Fabio fosse proprio Kaled visto che insieme i tre avevano iniziato quel piccolo traffico di stupefacenti.Poi invece e' stato scarcerato e durante il processo ha raccontato qualcosa che aumenta sensibilmente il quadro probatorio ai danni di Fabio Furlan.Kaled racconta ai giudici dei dissidi nati tra i due,e che una sera sua lui che Fabio stavano fumando uno spinello in macchina,Fabio gli dice che un giorno girovagando a casa di Cristofer aveva trovato una piccola agenda,incuriosito l'aveva aperta e aveva scoperto qualcosa che lo aveva sconvolto.Su una pagina era disegnata una pistola e sull'altra pagina una scritta,anche se sei il mio migliore amico ti devo ammazzare..Una verità che kaled ricorda e la racconta ai giudici,poi continua dicendo che Fabio gli aveva detto che il viaggio per il Brasile a Cristofer glie lo avrebbe fatto fare lui.Ancora indizi ma nessun riscontro obiettivo,in piu' il corpo di questo piccolo angelo biondo non si trova.Leandro Del Gaudio bravissimo giornalista del giornale il mattino sta seguendo da vicino questa vicenda,ne e' uscita fuori anche una puntata dedicata alla scomparsa di Cristofer che Leandro ha mandato in onda nel suo programma delitti imperfetti.Purtroppo Fabio Furlan si e' chiuso in un silenzio ostinato che non da spunti ne sul ritrovamento del corpo di Cristofer ne sulla sua colpevolezza,e sono due anni che e' chiuso in carcere.Io una mia idea personale di questa faccenda me la sono fatta,seguendo e leggendo articoli e testimonianze che mi danno una certa certezza su come siano andati i fatti.Ma voglio anche precisare che Fabio Furlan deve assolutamente essere ritenuto innocente fino ad una condanna definitiva e che se ci sara' qualche colpo di scena durante il processo sono pronto ad aggiornarlo su questo blog.Spero che sia così,anche per acquietare lo stato d'animo dei
genitori di questo ragazzo che continuano a sperare.Allora dico,bisogna cercare in quei valloni,quelle rupe di Chiaiano,quelle terre traditrici probabilmente li' e' stato sepolto Cristofer.Leggendo gli ultimo riscontri investigativi fu Fabio Furlan l'ultimo, quella maledetta sera,a telefonare e vedere Cristofer,puo' darsi che con una banale scusa lo ha condotto in quei valloni dove coltivavano la marijuana e con l'aiuto di qualche complice,ammazzato e sepolto in quel pezzo di terra lontano da occhi indiscreti.Una semplice ipotesi che in qualche modo diventa plausibile se si pensa alla conoscenza che i due avevano di quei valloni,dannati canaloni che sarebbe una vera impresa ciclopica perlustrare palmo a palmo,ma li' va cercato Cristofer ammesso che sia stato ammazzato da Fabio il suo caro amico che per mesi lo ha ospitato a casa sua condividendo sogni capricci e desideri di tre bravi ragazzi...

venerdì 15 febbraio 2013

Scompaginati i Feldi-Bocchetti...

Una batosta micidiale che in due blitz simultanei ha letteralmente scompaginato i clan Feldi-Bocchetti attivi tra il rione berlingieri e San Pietro a patierno.Difficilmente questa volta gli indagati ne usciranno puliti,le accuse sono pesanti,vanno dall'associazione a delinquere al traffico internazionale di stupefacenti,rapine armi omicidi e ricettazione.Un duro colpo per i due clan,che da tempo comunque erano già al declino dopo l'uscita dal carcere di alcuni elementi della venella grassi.Infatti anche se alleati i due clan si erano divisi zone e proventi dopo una prima difficile relazione culminata con il duplice omicidio Parisi-Ferrara,massacrati all'interno di un salone di barbiere.Che dire,le forze dell'ordine stanno proseguendo senza limiti e senza sosta questa lotta quartiere per quartiere per sdradicare questo cancro che affligge non solo secondigliano e zone limitrofe.Tra gli arrestati il piu' significativo e' Vincenzo Esposito suocero di Ugo De Lucia e di Fabio Magnetti,due elementi importanti dello scacchiere criminale secondiglianese.Ripeto,oggi per secondigliano si respira un'aria piu' pulita,piu' serena,un'aria di liberta',e con gli arresti dei mesi scorsi contro i gruppi di fuoco che avevano scatenato una nuova faida di camorra,noi onesti cittadini possiamo finalmente dire viva lo stato,w la polizia w la legalità.

martedì 12 febbraio 2013

Anatomia di un capo camorra

Erano gli anni 80 quando i fratelli Giuliano di forcella crearono un maxi cartello per frenare l'ascesa dell'esercito Cutoliano,che da mesi si stava imponendo con forza su tutta Napoli e provincia.Una strategia quella usata da Raffaele Cutolo efficacie e vincente.Alleava alla sua nuova camorra tutti i gruppi emergenti che in pochissimo tempo si trasformavano in veri e propri eserciti di morte.I fratelli Giuliano di Forcella erano uno dei pochi gruppi camorristici che stava tentando da mesi di frenare la sanguinosa ascesa dei Cutoliani nel centro storico di Napoli.Così il capo dei capi Luigi Giuliano organizza una mega riunione con tutti i gruppi,i capi e gregari anticutoliani,tra questi gruppi molti erano della provincia di Napoli,ma in quel periodo di morte guerra e distruzione chiunque era il benvenuto per i forcellesi.Così i fratelli Giuliano creano una super alleanza che battezzano con il nome di fratellanza napoletana,un gruppo ben organizzato che risponde colpo su colpo alle arroganze Cutoliane.Molti mesi dopo nella coagulazione anticutoliana entrano a far parte molti boss della provincia tra cui Luigi Vollaro,Mario Fabbrocino e Antonio Bardellino,il nome dell'organizzazione cambia da fratellanza napoletana a Nuova Famiglia cartello che sta ottenendo ampi consensi pure dalla mafia siciliana.Tra i tanti gregari che vanno ha studiare la scuola del crimine a Forcella ci sono molti giovanotti di secondigliano,come ad esempio Aniello La Monica,Paolo Di Lauro,Domenico Silvestri e Cianciulli Ciro.Molti sono semplici gregari,altri efferati killer,con l'unico scopo di decimare l'esercito Cutoliano.Anche nel fronte Cutoliano ci sono alcuni secondiglianesi doc,gente dura di poche parole che in poco tempo si sono imposti sulla scena criminale campana con determinazione.Come ad esempio Pasquale Antonucci (o riccio)vero numero due della nuova camorra organizzata,poi c'e Carlo Biino altro uomo di punta della nuova camorra,poi ancora lo spietato e freddo killer Pasquale D'Amico detto o cartunar.Giovani cresciuti in fretta che in fretta vogliono imporsi sulla scena criminale,i secondiglianesi Cutoliani facevano davvero paura a quel tempo,era uno dei tanti gruppi di fuoco Cutoliani che massacrava decine di avversari a settimana.Ma anche la Nuova Famiglia poteva contare sull'appoggio e fedeltà di alcuni secondiglianesi che di erano dimostrati secondi a nessuno,come Aniello La Monica il piu' carismatico dei secondiglianesi e il piu' impulsivo,si diceva che aveva fatto fuori molti nemici,la sua arma preferita era la pistola Pyton,aveva aperto anche un negozio di abbigliamento miezz a l'arco che aveva chiamato Pyton appunto.Comunque erano tutti gregari che ostentavano rispetto per i capi e fedeltà,a differenza di questi c'era un'altro secondiglianese che non aveva nessuna voglia di sottomettersi ne ai Cutoliani ne alla Nuova Famiglia,Gennaro Licciardi detto a scigna uomo di punta della camorra secondiglianese con una personalità forte e macchiavellica che chiedeva sottomissione e non provava la benché minima sudditanza psicologica.All'inizio sembrava una scheggia impazzita,odiava a morte i Cutoliani e possiamo dedurre che ne abbia ammazzati tanti se pensiamo all'agguato organizzato nelle celle di sicurezza di Castel Capuano dove il Cutoliano Michele Montagna ammazza con una pistola calibro nove Antonio Scialo',finiti i colpi estrae un lungo coltello a serramanico e infierisce contro Gennaro Licciardi con ben 26 cortellate.Gennaro Licciardi si difende a mani nude ma e' disarmato e gli tocca la peggio,il Cutoliano lo abbandona in un mare di sangue,anche le guardie subito giunte nella piccola cella oltre ad Antonio Scialo' danno per morto anche Gennaro Licciardi che invece combatterà per due settimane contro la morte uscendo dal coma dopo due settimane.Quando viene dimesso tutti i capi i killer e gregari della nuova famiglia lo vanno ad omaggiare,e' stato un'uomo coraggioso che a mani nude ha difeso non solo la sua vita ma anche il suo onore.Da semplice gregario diventa col passare dei mesi un mito per molti giovani gregari,non passano inosservate nemmeno la solidarietà che mostra verso i detenuti e gli amici che si trovano in difficoltà,convivono con lui due personalità,una quella di spietato assassino,l'altro uomo in grado di mostrare gesti e ampie azioni di solidarietà.Forse in quel periodo nascono i primi attriti con l'uomo che in futuro si trasformerà in uno dei nemici piu' odiati di Gennaro Licciardi,siamo nel 1983 Giuseppe Misso da poco e' uscito di prigione dopo tre anni di detenzione,il boss del rione sanità non solo ha dimostrato nel tempo di essere uno stratega brillante,ma anche lui dispone di una personalità forte che non vuole sottomettersi a nessuno.Il loro primo incontro lo racconta lo stesso Giuseppe Misso nel suo libro i leoni di marmo,un'incontro nato per caso da modo ai due futuri boss di misurarsi con cautela,studiarsi,forse un profetico segno del destino.Misso racconta che poche ore prima aveva trattato a muso duro due affiliati dei fratelli Giuliano,si erano presentati
In un negozio di scarpe di un suo amico fraterno Alfonso Galeota.Si erano fatti portare dalla commessa del negozio una trentina di paia di scarpe,e dopo che ne avevano provati altrettanti ne avevano scelti una ventina,dicendo ad Alfonso Galeota che il conto lo avrebbe pagato Guglielmo Giuliano.A quel punto racconta Giuseppe Misso intervenni io,ordinai alla commessa di riprendersi le scarpe e di non consegnare niente ai due.Uno dei due il piu' duro chiese con aria spavalda il perché e Misso di rimando gli disse che era la prima regola del commercio non far debiti,ma che Alfonso Galeota era un suo amico fraterno e che da quel momento in poi chiunque avesse comprato scarpe o altro doveva pagare in contanti senza lasciare sospesi.Dopo un po' Giuseppe Misso decide di andare da Luigi Giuliano per chiarire una volta per tutte come stavano le cose,da ora in avanti i fratelli di Forcella dovevano rinunciare a fare estorsioni ai commercianti di via duomo .Quando Giuseppe Misso si reca a casa del suo amico fraterno Luigi Giuliano si rese subito conto che era in corso una riunione importante,e che oltre ai napoletani stavano partecipando molti boss della provincia.Quando entrai racconta Misso Luigi Giuliano mi venne incontro con le braccia aperte,mi abbraccio' e bacio',gli stavo accennando quando successo poco prima e lui mi interrompe e mi dice che stavano discutendo anche di quello,mi disse che solo perche' ero un suo amico fraterno non era stata emessa nessuna condanna contro di me.Mi volle trascinare a forza in quella riunione in mezzo a quelle persone,c'erano armi sparse un po ovunque,mitra pistole e perfino bombe a mano,Luigi Giuliano volle per forza farmi sedere vicino a lui dicendo ai presenti che io per lui rappresentavo l'ideale della sua vita.In questo modo mi stava coinvolgendo a pieno titolo nella guerra in atto tra Cutoliani e nuova famiglia,da quel momento diventavo anch'io un bersaglio e mi sentivo un bersaglio.Stavano parlando delle strategie da adottare per massacrare quanti piu' Cutoliani possibili,si ammazzava per niente,anche se un barbiere metteva piu' attenzione con uno anziché un'altro poteva benissimo essere ucciso in qualsiasi momento,veniva accusato di simpatizzare con uno o viceversa.Stavano parlando della guerra in atto quando Luigi
Giuliano chiese silenzio e disse che visto che si erano impegnati a passarsi informazioni e altro,era opportuno sentire con le loro orecchie io cosa avessi da dire sul comportamento di Alfonso Galeota,un commerciante onesto che non aveva mai avuto niente a che fare con la camorra e i camorristi.Quella canaglia mi stava mettendo in grande difficoltà ma visto che volevo bene a Alfonso chiesi cosa centrava lui con quella riunione.Mi risposero tre o quattro di loro dicendo che erano sicuri che Alfonso Galeota avesse qualche tipo di rapporto con i Cutoliani,tra questi c'era uno in particolare che si sentiva importante in mezzo agli altri,si pavoneggiava e Luigi Giuliano quando si rivolgeva a
lui lo faceva con riguardo.Rimasi perplesso perché era un atteggiamento
strano visto che Luigi Giuliano si sentiva sempre e ovunque superiore a tutti gli altri,e con quel suo carattere chiedeva sempre sottomissione.Questo tizio un certo Sabatino o macaco somigliava davvero ad una scimmia,una massa di grassume alto un metro e settanta.Misso nel suo libro non fa nessun riferimento formale di Gennaro Licciardi,ma non ci vuole la zingara per capire che quel Sabatino
o Macaco così chiamato fosse in realtà il capo della camorra secondiglianese futuro fondatore dell'alleanza di secondigliano.Noi facciamo la guerra e non possiamo credere ai buoni sentimenti,e io stesso o visto piu' volte Alfonso Galeota in tribunale mentre assistiva alle udienze in cui era indagato Raffaele Cutolo.Non credevo alle mie orecchie racconta Misso,si voleva uccidere un'uomo solo perché sospettato di simpatizzare per i Cutoliani,mi impegnai con tutte le mie forze per non far ammazzare Alfonso Galeota promettendo che tutti questi fatti o qualsiasi amicizia con i Cutoliani era sicuramente antecedente alla situazione in atto.Promisi che in caso contrario avrei ammazzato io stesso Alfonso Galeota se si sarebbe fermato anche per un solo secondo a parlare con qualche Cutoliano,o macaco non
voleva cedere nemmeno a questa soluzione ma Luigi Giuliano fece sentire tutto il peso del suo ruolo di capo e così si decise risparmiare Alfonso Galeota e dare credito alla mia promessa.O macaco mi lancio' un occhiata carica di odio,individui del genere si realizzano attraverso il sangue e la morte per affermare il loro potere,capii che quella specie di uomo sarebbe diventato ben presto un mio nemico,complessato com'era non riusciva a farsi una ragione che io arrivato fresco fresco lo avevo scavalcato.Questa e' la testimonianza che Giuseppe Misso riporta nel suo libro i leoni di marmo,profetico questo incontro per la guerra che in futuro scoppierà tra i due clan,guerra cruenta e lunga che durerà oltre un decennio,a Misso verra' ammazzata la moglie insieme a Alfonso Galeota mentre nella strage rimangono feriti
In maniera grave Giulio Pirozzi e la moglie.Ma per raccontare l'ascesa criminale di Gennaro Licciardi non basterebbe un libro intero,tanti sono gli aneddoti i racconti le gesta che nel tempo hanno trasformato Gennaro Licciardi in mito.Un mito che col tempo ha sfidato i piu' potenti capi camorra non solo della città di Napoli ma anche della provincia.Lo rispettavano i casalesi,mentre era temutissimo dai Moccia di Afragola che hanno mantenuto il controllo del territorio grazie anche all'amicizia fraterna che legava Vincenzo Moccia e Gennaro
licciardi.Verità giudiziarie incontrovertibili depositati in tanti processi contro esponenti della nuova
Famiglia di Carmine Alfieri.Il boss dei boss Carmine Alfieri nei primi anni novanta voleva ammazzare Gennaro Licciardi e chiese a
Luigi Moccia di portarlo nella sua masseria di piazzola di
Nola,Luigi Moccia prese tempo e disse al capo della camorra nolana che prima voleva parlare con il fratello Vincenzo di questa cosa.La potenza di Licciardi e' cosi' inattaccabile che negli anni 90 rischia di creare un conflitto assai piu duro di quello contro i Cutoliani.La camorra napoletana investiva
e guadagnava tanti soldi con il calcestruzzo e per evitare tensioni tutte le cosche campane dovevano rispettare l'ordine estorsivo di duemila lire al metro cupo.I promotori erano i casalesi e i moccia,Gennaro Licciardi pretese che questa quota da duemila lire doveva aumentare a cinquemila lire,e le estorsioni cominciarono in questo senso.Tutte le cosche campane
compresi i casalesi i Moccia gli Alfieri criticarono la scelta di Gennaro Licciardi ma nessuno ebbe il coraggio di attaccarlo.Del resto la sua mole criminale viene riconfermata nel 1994 quando con Antonio Bardellino scomparso,Alfieri e Galasso pentito lo scugnizzo di secondigliano stava
Per diventare il piu' potente capocamorra della Campania.Dove
non sono riusciti amici e nemici il piu' potente capocamorra napoletano viene stroncato da una semplice ernia ombelicale,un magistrato che pochi mesi prima era riuscito a convincere Carmine Alfieri ha collaborare ci prova anche con Gennaro Licciardi rinchiuso
nel super carcere di Voghera,il boss secondiglianese risponde per le rime.Io pentirmi?Nemmeno da morto...Muore così il boss che aveva trasformato il sogno in alleanza.Quella di secondigliano appunto...

domenica 10 febbraio 2013

Quando Francesco Feldi voleva attaccare i moccia...



Una sparatoria in un
club nel cuore di Secondigliano.
Un affronto al quale occorre rispondere con la forza. Così il boss
Francesco Feldi, ammazzato in un
agguato ordinò di rispondere e lo
fece dal carcere, incurante del fatto che potessero esserci delle microspie a sorvegliarlo. E quelle microspie c’erano e le forze dell’ordine sono riuscite a catturare tutte le fasi di un attacco tra i Feldi
e i Moccia di Casoria. Per il gip
che ha emesso l’ordinanza è sintomatico del fatto che avessero
disponibilità di armi. Il 4 novembre del 2008 in una intercettazione ambientale alla casa circondariale di Ariano Irpino tra Francesco Feldi Antonio Feldi.

Quando Vincenzo Licciardi ammoni' Gennaro Sacco.


Una delle gole “profonde” della cosca è Carmine Sacco.
Ecco una parte della ricostruzione sulla genesi della scissione.
«Quando Gennaro Sacco uscì dal
carcere trovò il clan Bocchetti un
po’ allo sbando, circostanza dovuta alla carcerazione di Gaetano
Bocchetti ed alla sua, ossia le due
persone più carismatiche per il
clan. Gli altri affiliati tradizionali ai
Bocchetti si arrangiavano come
potevano e faccio ad esempio riferimento a mio padre che era organizzato con la droga ed altro per
conto suo. Proprio mio padre
quando andò a salutare Gennaro

In carcere tutti i boss del clan Feldi


Un clan specializzato nei
traffici di droga, da Secondigliano
verso le regioni del Nord Italia, che
nel corso degli anni si era attrezzato alla grande per imporre anche il pizzo ai commercianti della
zona. Ma la lente d’ingrandimento dei carabinieri del Comando
provinciale di Napoli si era posata sui Feldi del Rione Berlingieri e
del Perrone già prima della scissione con i Licciardi della Masseria Cardone e così l’indagine coordinata dalla Dda ha portato ieri
a ben 25 arresti. Tra i destinatari

mercoledì 6 febbraio 2013

Ferdinando Cesarano l'irriducibile boss...

Sta scontando una dozzina di ergastoli al 41bis,in regime di carcere duro,piu' volte come pena accessoria gli e' stato applicato l'articolo 5,piu' duro del 41 bis stesso,ma lui era e rimane uno dei boss della camorra piu' irriducibili.Stiamo parlando di Ferdinando Cesarano detto nanducc e ponte persica,uno dei boss piu' completi usciti dalla scuola di Carmine Alfieri.Eppure anche se recluso in un regime carcerario particolare nanducc e ponte persica riesce sempre e comunque a far parlare di lui.La notizia piu' recente e che dopo una sfilza di esami tutti svolti in videoconferenza il boss di Pompei si e' laureato con ben centodieci e lode in lettere e filosofia,oltre le altre lauree prese sempre in carcere in scienze delle comunicazioni e un'altra in psicologia.Secondo i giudici e periti il suo coziente di intelligenza va oltre la norma,eppure nanducc e' stato sempre uno che questa sua intelligenza la sempre usata per commettere omicidi,estorsioni,stragi e col tempo ha diventare uno dei boss piu' spietati che
la camorra napoletana abbia partorito.Un criminale eclettico,bravo ad impugnare un mitra,cosi' come a trattare con i colletti bianchi,affarista senza scrupoli che quando parte non lo ferma niente e nessuno.Se Raffaele Cutolo e' stato sconfitto,i meriti sono tutti suo,infatti nanduccio e' stato l'esecutore materiale dell'omicidio di Alfonso Rosanova ragioniere della nuova camorra organizzata,l'uomo che trattava e curava tutti i canali politici ed economici della nuova camorra.Ma
nanduccio e' stato anche l'assassino di Vincenzo Casillo che insieme a Peppe Ruocco Mimmo Sarnino e Ettore Miranda,fecero saltare in aria a Roma.Vincenzo Casillo era il braccio armato della nuova camorra organizzata,il desiderio di ammazzarlo era così tanto che tutti i vertici della nuova famiglia,gravidavano attorno a Pasquale Galasso organizzatore dell'attentato commesso poi da Cesarano e da Ruocco.Nel clan di Carmine Alfieri sta chi si e' pentito,come lo stesso Alfieri,e chi si e' dissociato come Enzuccio Moccia,lui no,e' rimasto uno dei pochi irriducibili della nuova famiglia.Ferdinando Cesarano sta scontando piu di dodici ergastoli affibbiatogli durante il processo maglio,contro capi e gregari della nuova famiglia,e' stato accusato dagli stessi capi e dai suoi ex amici di battaglia di tanti omicidi,compresa anche la strage di Torre Annunziata dove i killer arrivarono con macchine e un pullman turistico ammazzando otto esponenti del clan Gionta e ferendo altrettanti affiliati.Prossimamente dedicherò una pagina statica per raccontare la vita,l'ascesa,le guerre,il carcere duro e gli ergastoli presenti costantemente nella vita e nanducc e pont e persic.Agli inizi degli anni 90 nanduccio da una ulteriore prova di cosa e capace,una prova eclatante ma progettata da nessun altro capo camorra,lui insieme a Giuseppe Autorino non solo la progetto' ma la porto' a termine durante il processo California che si stava svolgendo nell'aula bunker di Salerno.All'improvviso le guardie penitenziarie iniziarono a urlare e correre come forsennati avanti e indietro,sia nanduccio che geppino erano spariti dal gabbiotto messo in bella mostra nell'aula bunker di Salerno.Con l'aiuto di alcuni complici erano riusciti a scavare un tunnel sotterraneo che dall'esterno del tribunale di Salerno finiva proprio sotto il gabbiotto dove c'erano Geppino Autorino e Nanduccio.Come in un film i due boss della camorra si calarono con l'aiuto di corde e tavole di ponti fin dentro una piccola rete fognaria che andava a sbucare fuori la superstrada che collega i paesi vesuviani.I due boss nel tunnel avevano trovato anche tre pistole due mitra una granata e due bombe a mano per coprirsi la fuga,sbucano sulla statale e pistole in pugno rapinano un'auto di un automobilista di passaggio,7-8
chilometri e rapinano ancora una nuova
autovettura per deviare gli investigatori,poi i due boss si dividono,uno torna a
Nola deciso a ricompattare il clan Alfieri dopo il pentimento del boss,l'altro invece si occupa prevalentemente di investire i milioni di euro in attività pulite.Entrambi vengono stanati dopo alcuni anni,il primo e Geppino Autorino che sta gestendo le redini del clan Alfieri,da fuggiasco latitante Geppino ha messo in riga tutti gli affiliati e si e' proclamato capo,la polizia e il gruppo speciale dei NOCS lo intercetta nelle campagne del nolano,ma il boss una
volta scoperto e bloccata l'auto su cui viaggiava,anziché alzate le braccia e arrendersi esce dall'auto di corsa con due pistole in pugno,inizia a sparare inutilmente verso le forze di polizia.La sua sara' una morte atroce,il suo
corpo verra' crivellato di proiettili.Ferdinando Cesarano invece sara' piu' fortunato,viene localizzato a Torre Annunziata all'interno di una lussuosa villa,vive con la sua amante brasiliana e si e' fatto crescere barba e porta una parrucca.Il blitz scatterà alle quattro del mattino,un centinaio gli agenti che partecipano vista la pericolosità del fuggiasco.Nanduccio offre i polsi e si fa ammanettare,poi la storia processuale che lo ha visto in veste di esecutore e mandante di decine di omicidi,gli ergastoli che tuttavia non gli hanno impedito di gestire se anche recluso al 41bis le fila del suo clan che ancora oggi e' uno dei piu' ricchi e potenti dell'intera Campania.Si e' scritto tanto su nanduccio,alcuni lo hanno definito un diavolo,altri un angelo,altri un freddo stratega,altri l'alter ego di Carmine Alfieri,tuttavia resta il fatto che nella sua vita non e' stato mai secondo a nessuno,nemmeno ai casalesi che nel processo spartacus ne hanno parlato con timore e stima.Resta un irriducibile,uno dei pochi che sta scontando il carcere a vita,tenendo fede hai vecchi codici della camorra e del silenzio.Questo post e' stato scritto dall'amico professore quattro sperando che questa sua collaborazione non si fermerà a questo post.Grazie professore a buona lettura a tutti gli amici lettori..

venerdì 1 febbraio 2013

Delitto Bacioterracino: si riapre il dibattimento


Armando Morra, il neopentito del clan Sacco-Bocchetti, parlerà anche dell’omicidio di Mariano Bacioterracino, il pregiudicato del rione Sanità, ammazzato ai Vergini. Il momento dell’omicidio fu ripreso da una videocamera
di sorveglianza e il video fece il giro di tutto il mondo. Per quel delitto in primo grado è stato condannato all’ergastolo Costanzo Apice. Ieri in corte d’Appello doveva essere il giorno della discussione dell’avvocato Claudio Davino
ma invece il procuratore generale ha chiesto di riaprire il dibattimento ed
ascoltare il neopentito. Già nel suo verbale illustrativo aveva dichiarato di
poter parlare anche dell’omicidio di Bacioterracino oltre a quello di Carmine
Grimaldi dove Apice è sotto processo ma in primo grado.
Condannato all’ergastolo per l’omicidio di Mariano Bacioterracino. Raggiunto
da un’ordinanza per l’omicidio di Carmine Grimaldi. Una per camorra e traffico di droga. Ed è anche sospettato di essere l’assassino di Ciro Reparato.
È il profilo di Costanzo Apice, 31enne, che da sconosciuto alle forze dell'ordine, è salito alla ribalta grazie al lavoro investigativo di carabinieri e polizia.

Ora si teme la reazione della cosca



 Chi ha ucciso Antonio Minichini deve avere la consapevolezza di
essere abbastanza forte per affrontare
il cartello camorristico che attualmente la fa da padrone a Ponticelli, a Cercola e a Volla e che può contare anche
sull’alleanza con il clan Cuccaro-Aprea
di Barra. Insomma, chi ha organizzato
l’agguato del parco Conocal sa di avere “pestato i piedi” ad un vero e proprio
gigante della malavita organizzata. Per
questo gli investigatori temono una
sanguinosa faida ad est di Napoli, come quella scoppiata nel 1998 e 1999
proprio tra i De Luca Bossa-Minichini,