giovedì 29 novembre 2012

Omicidio di Lino, l'arresto e la pentita Quella notte vittime e carnefici erano tutti a cena nello stesso palazzo


di Rosaria Capacchione
NAPOLI - Anna è tutto tranne che anormale. È una donna ancora giovane, madre di due giovanotti, zia di una ragazza poco più che adolescente che ha un fidanzato impiegato nel Sistema.
La dote più spaventosa di Anna è quella di essere una persona dei suoi tempi - tempi di faida - e del suo quartiere, anche lei nel Sistema o, almeno, con figli e tanti amici nel Sistema. Solo che questi son

Il boss Licciardi va in caserma a firmare con la scorta armata: arrestato


Il boss della camorra Pietro Licciardi, 32 anni, ritenuto uno dei capi dell'omonimo clan di Secondigliano, è stato arrestato dai carabinieri insieme ad un pregiudicato armato che gli faceva da scorta.
Licciardi - che era sottoposto all'obbligo di firma dopo essere stato scarcerato nei giorni scorsi - era stato notato dai militari mentre si recava nella stazione di Secondigliano scortato da guardaspalle a bordo di una moto.

I carabinieri hanno arrestato insieme a Licciardi il 23enne Raffaele Fiore, già denunciato in passato, trovato con una pistola calibro 9 con il colpo in canna e 14 cartucce nel caricatore. L'arma è risultata rubata in provincia di Frosinone nel 2009. Altri due componenti della scorta, un 49 enne e un 35 enne, ritenuti affiliati al clan Licciardi, sono stati denunciati.Al momento non si capisce bene per quale motivo il boss Pietro Licciardi abbia deciso di farsi scortare visto che la sua famiglia si e' ben defilata prendendo le distanze dalle due frazioni in lotta per le piazze di spaccio di scampia...

lunedì 26 novembre 2012

Il babyboss come il padre: al carcere duro


 Vivere e morire da camorristi. Se un uomo desse importanza alla parola «vita», se riuscisse a capire che ogni giorno della propria esistenza va coniugato con un'altra parola - libertà - allora certamente rinuncerebbe a far parte di qualunque clan. Perché l'epilogo di chi interpreta il ruolo di protagonista in ogni storia criminale porta verso due strade: la morte violenta o il carcere.

domenica 25 novembre 2012

Arrestato il baby boss di Torre Annunziata ..

Purtroppo non esiste solo scampia dove si spaccia si ammazza e si fanno soldi a palate sulle spalle dei tanti poveri disgraziati schiavi di una criminalità volgare e predente.Oggi e' stato arrestato Mariano Abete,inserito nella lista dei cinque baby boss di scampia inseriti nello speciale programma di ricerca delle forze dell'ordine.La camorra respira vive e dilaga ovunque nelle zone della Campania,così si apprende che simultaneamente i carabinieri di torre Annunziata hanno arrestato il reggente del clan Gionta che a soli vent'anni aveva stretto a se le retini di uno dei
clan della camorra piu potenti dell'intera zona della provincia.Salvatore Paduano era un boss a tutti gli effetti,lo dimostra il curriculum criminale e i suoi tre anni passati da latitante.Forse uno dei giovani boss piu carismatici e spietati della camorra,un carisma criminale molto piu elevato rispetto ai cinque baby ras di scampia.Infatti era ricercato per associazione mafiosa,traffico internazionale di stupefacenti,detenzione illegale di arma da guerra rapina e con l'accusa piu' grave quella che da minorenne aveva partecipato all'agguato costato la vita ad un affiliato di un clan rivale.Un ragazzo inquieto che andava fermato ad ogni costo,intelligente e spietato tanto che in pochi anni era riuscito a dettare legge per quasi tutta torre Annunziata.

sabato 24 novembre 2012

Si riaccende la speranza per Antonio Lo Russo

Si riaccende una luce nel buio per Antonio Lo Russo condannato in via definitiva all'ergastolo per l'agguato dell'ambulanza in cui furono massacrati due uomini del clan rivale degli Stabile acerrimi nemici dei Lo Russo in guerra da oltre vent'anni.L'altro ieri sono stato arrestati altri cinque componenti del commando di killer che sullo svincolo della tangenziale di
Napoli all'altezza di capodimonte ammazzarono due affiliati del clan stabile.Dunque c'e la possibilità concreta che Antonio Lo Russo possa chiedere di essere giudicato di nuovo con una revisione del processo,questo grazie anche alle dichiarazioni di ben dodici collaboratori di giustizia che collocano la responsabilità di Antonio Lo Russo a ben altro ruolo rispetto a quello stabilito dai giudici che lo hanno condannato all'ergastolo.Tra questi anche lo zio Salvatore Lo Russo ha contribuito a ricostruire i ruoli effettivi del commando di killer partiti da miano.Anzi racconta che inizialmente lui credesse che l'agguato era stato commesso da quelli della sanità,ma poi racconta che subito dopo l'agguato si presento' a casa sua il genere ferito e dolorante e gli racconto' nei dettagli come erano andate esattamente le cose.

Arrestato Mariano Abete il baby boss

Ennesima operazione brillante dei carabinieri,eseguita con meticolosità chirurgica,finalmente e' finita la latitanza del giovane boss Mariano Abete arrestato stamane nella casa materna.Dalle prima frammentarie informazioni sembra che i carabinieri sono giunti a casa della mamma per eseguire ancora una volta l'ennesima perquisizione con la speranza di trovare il rampollo del clan.Proprio uno dei militari si e' accorto che una delle pareri della cucina era un po piu' curva rispetto alle altre.Così si e' inginocchiato ed a ha iniziato con piccoli colpetti della mano per capire se dava il classico rumore del vuoto al suo interno.Infatti l'intuizione del militare era giusta,la parete una volta controllata e puntellata dava l'impressione che al suo interno nascondesse un'altro vano.Così si sono preparati per sfondarla ma la mamma del giovane rampolli,a quel punto a cacciato dalla tasca un minuscolo telecomando che serviva a far scivolare la piccola parete mobile e consentire al figlio di uscire.Non si e' voluta far sfondare la parere,ma anzi una volta aperta la parete a chiamato il figlio dicendogli di uscire perché questa volta la fuga era finita per davvero.Il giovane rampollo figlio di Arcangelo Abete si nascondeva nella sua abitazione potendo sfruttare al massimo quello che la nuova tecnologia offre,infatti il suo piccolo rifugio bunker era davvero ben fatto,con al suo interno tutti i confort di
cui si ha bisogno.Un sistema mobile fatto in maniera eccellente costosissimo da un punto di vista tecnico,infatti sia dove era stato realizzato che gli elementi usati erano di ottima qualità.Mariano Abete era ricercato per associazione mafiosa traffico internazionale di stupefacenti e altri reati,oltre al fatto che era ritenuto dagli inquirenti uno dei fautori della nuova faida di scampia.Ancora una volta le forze dell'ordine si stanno impegnando al massimo delle forze per arrestare i latitanti e mettere una volta per tutte la parola fine a una guerra che da anni sta insanguinando l'area a nord di Napoli.Dunque un'altro colpo ai nuovi boss della faida,ricordiamo che il primo arrestato della lista dei baby boss e' stato Rosario Guarino indicato da inquirenti e pentiti come il reggente del gruppo della venella grassi,ora e' toccato a Mariano Abete e sicuramente nelle prossime settimane cadranno anche Antonio Mennetta e Mariano Riccio anche loro insieme a Marco Di Lauro sono entrati in un programma speciale del Viminale per catturarli.Fra gli ultimi baby boss il piu' imprendibile comunque resta Marco Di Lauro latitante dal 2004 accusato di innumerevoli reati tra cui una sentenza in primo grado all'ergastolo per l'omicidio del povero Attilio Romano' altra vittima innocente della
camorra.Resta comunque preoccupazione e interesse ha capire
come anno fatto questi cinque ragazzi tutti ventenni a mettere da parte i vecchi uomini di sistema e scatenare una guerra feroce che in pochi mesi e' divampata in tutta l'area nord di
Napoli.Ma rimane anche una domanda che al momento forse e' difficile rispondere,che ha vinto questa guerra?il cartello Di Lauro-Mennetta-Leonardi oppure il cartello rivale degli Abbinante-Abete-Notturno,e ancora gli agguati avvenuti nel quartiere di miano storica roccaforte dei capitoni sono da collegare a questa faida?Il gruppo tanto sponsorizzato dai giornali,il gruppo che sempre secondo i media potevano spostare l'ago della bilancia nella zona di tutta secondigliano a vinto realmente?.Quelli della venella dopo gli arresti gli agguati le vendette sono riusciti nel loro intendo di sogno di potere oppure tutta questa guerra e' stata combattuta solo per rancori personali senza vincitori ne vinti?Una cosa comunque e chiara gli unici vincitori come sempre restano sempre le divise.Grazie ragazzi per tutto quello che fate e speriamo che un giorno il vostro lavoro venga gratificato non sono economicamente ma anche moralmente quando tutta questa feccia sparisce per sempre.

venerdì 23 novembre 2012

È caccia al babyboss Mariano Riccio



di Andrea Acampa
e Angelo Covino Copiato da il roma..

Caccia al babyboss Mario detto ”Mariano” Riccio. Ieri, così come la settimana scorsa, nuovi controlli a tappeto a Marano. Il Comune a nord di
Napoli è stato risvoltato come un calzino dai carabinieri per una nuova
operazione ”Alto impatto”. Per ore è stato ”cinturato” tutto il corso Mediterraneo - la scorsa settimana i controlli avvennero al corso Europa -
zona frequentata da giovani pregiudicati.
Controlli anche ai centri scommesse, ai circoli ricreativi e agli avventori dei bar. In azione oltre quaranta militari dell’Arma con numerose auto, tra cui tre Jeep blindate, e un elicottero che con il fascio di luce puntato sui palazzi, sulle finestre delle abitazioni e sulla gente, dava la caccia all’astro nascente della camorra della zona nord di Napoli. Riccio,

Omicidio Masiello, in manette i killer


Due arresti ed un lungo interrogatorio durato tutta la notte per un terzo sospettato messo stotto torchio. Si è chiuso il cerchio sulle indagini per l’omicidio di Vincenzo Masiello, il pregiudicato assassinato ai Quartieri Spagnoli nel corso di un agguato di chiaro stampo camorristico. In manette, dopo
l’indagine “lampo” condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato Montecalvario, sono finiti Gennaro Ricci ed Emanuele Pipoli. Il primo al carcere di Latina, il secondo al carcere di Secondigliano. Manuele Radice, il terzo sospettato dell’omicidio è stato interrogato

mercoledì 21 novembre 2012

«Dieci i componenti del commando»


Mariano Grimaldi il 31 luglio 2009 parlò del duplice omicidio dell’ambulanza. Le sue dichiarazioni sono considerate molto importanti dalla procura antimafia in
quanto il pentito si è accusato di
aver partecipato all’agguato e
quindi si tratta di un contributo diretto all’inchiesta. Ecco alcuni passaggi, con la consueta premessa
che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.
«Un gruppo di cinque persone uccise Giuseppe D’Amico, rientrando subito a Miano, mentre altri
quattro seguirono l’ambulanza uccidendo Salvatore Manzo. Il gruppo che uccise D’Amico era composto da me, che guidavo la mia

La svolta grazie a due “gole profonde”


Agli atti dell’inchiesta ci
sono anche i verbali di interrogatorio degli ultimi due pentiti del clan
Lo Russo: Mario Centanni ed Emanuele Ferrara. Il primo ha riferito agli
inquirenti i racconti fattigli in carcere da Marco Salvati e Vincenzo
Bonavolta, una volta tornato libero.
Mentre il secondo ha parlato di presunte circostanze apprese da Francesco Russo detto “Dobermann”,
uno dei componenti il commando

Duplice omicidio, altri cinque arresti


I. È un’inchiesta infinita quella sul duplice omicidio cosidetto dell’ambulanza, costato la vita a
Giuseppe D’Amico e Salvatore Manzo. Era quest’ultimo, vicino al clan
Stabile di Piscinola, l’obiettivo dei
sicari dei Lo Russo che il 1 giugno
del 2004 entrarono in azione in viale Colli Aminei. Gli esecutori, nella
ricostruzione della Dda e per alcuni
di essi anche della magistratura giudicante, furono almeno dieci, ma
l’ordinanza di custodia cautelare

martedì 20 novembre 2012

Massacrato per una frase....

Ma chi ciruzz chill ca sta chius a rint,basta una frase come questa per morire come un cane sparato al cranio da distanza ravvicinata,solo perche' ti sei permesso di dire sta chius a rint.Viene fuori pure questo schifo dalle dichiarazioni di Biagio Esposito che sta raccontando nei minimi dettagli tutto cio' che conosce sui tanti agguati    commessi in oltre vent'anni di militanza tra il clan della famiglia Di Lauro e quello successivo degli scissionisti.Gennaro Esposito abitava nel rione dei fiori detto anche terzo mondo feudo della famiglia di Paolo Di Lauro che da li' parti' inaugurando la sua prima piazza di spaccio per espandersi man mano in quasi tutti i comuni limitrofi, che da secondigliano arrivano fino a Melito,Casavatore,Mugnano,Arzano e altri piccoli centri.Come dicevo Gennaro Esposito abitava nel terzo

venerdì 16 novembre 2012

Joe Banana confida: «Questa guerra durerà altri 50 anni»


 Le braccia muscolose le ha piene di tatuaggi. Parla in dialetto in slang stretto, alternato a frasi forzate in italiano. Rosario Guarino fa parte della generazione figlia di quei capi che animarono la prima faida di Scampia. A Vanella Grassi lo chiamano Joe Banana da quando era adolescente. Niente a che vedere con il famoso boss americano Joseph Bonanno, detto Bananas, dei primi del Novecento. Il soprannome affibbiatogli dai «compagni» è legato al film di Steno del 1982 Banana Joe, interpretato da Bud Spencer. Mangiava molte banane, Guarino, ed era anche molto grasso, così gli amici gli dissero: «Uà, ti stai facendo troppo chiatto. Mangi troppe banane, come a Bud Spencer nel film». Il soprannome è etichetta duratura, che identifica in certi ambienti più di un nome anagrafico. Da anni, Rosario Guarino è Joe Banana. Quando gli agenti lo hanno arrestato, non si è scomposto. Si è lasciato però andare, con pacatezza, a

giovedì 15 novembre 2012

Ammazzato a vent'anni per una lite.

Secondigliano violenta,come violenta e' questa realtà che ammazza figli e figlie vittime di un degrado e di una periferia dimenticata da dio,una discarica sociale dove si trova di tutto e di piu'.Di solito i miei post parlano di camorra e camorristi ma non si puo' rimanere indifferenti quando a perdere una vita e' un ventunenne con tanta voglia di vivere e tantissimi sogni nel cassetto chiuso da questi balordi che fanno della violenza il loro unico strumento.Vincenzo Priore ventunenne incensurati e' stato trovato stamattina alle 4.30 accasciato su se stesso in una pozza di sangue,il suo cadavere e' stato trovato presso una stradina che taglia a meta' il confine della masseria cardone e scampia a secondigliano.Poco dopo al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni bosco sono giunti altri due ragazzi ventotto e diciannove anni feriti e scioccati da quando accaduto poco prima.infatti molto probabilmente i due si trovavano in compagnia di Vincenzo Priore quando inseguiti e impauriti sono stati raggiunti dai loro aggressori che non hanno esitato a freddare con numerosi colpi di arma da fuoco alla schiena il povero Vincenzo Priore mentre loro sono stati risparmiati anche se picchiati e feriti.Tutto sembra essere cominciato in in locale di Aversa dove i tre amici stavano trascorrendo una serata all'insegna del divertimento,un banale litigio e subito gli animi si scaldono,volano parole e spintoni poi la lite degenera in una vera e propria rissa.Il pronto intervento della sicurezza del locale ha evitato il peggio solo momentaneamente,il peggio e' successo fuori.I tre forse sono stati inseguiti fin dentro il loro quartiere per vendicare lo smacco la voglia di dire io sono appartengo e non posso subire.Una mentalità malata e perversa che viene inculcata a questi giovani di periferia fin da piccoli.Una periferia quella di secondigliano dove l'età media arriva massimo a trent'anni vittime e carnefici di una discarica sociale che da anni non si riesce a bonificare.Vincenzo Priore era solo un ragazzo,ventunenne un'eta difficile ma anche la piu bella fatti di sogni speranze e divertimento spezzata da questi balordi che ad ogni piccola provocazione rispondono a colpi di pistola.Un'altro figlio di una Napoli degradata volato in cielo,speriamo almeno per la famiglia che abbia giustizia.R.i.P

Arrestato Rosario Guarino Joe Banana

Finalmente lo hanno arrestato,dopo una lunga e faticosa attivita' investigativa la polizia verso le quattro di stamattina ha fatto irruzione in via Santa Giustina, una stradina a ridosso tra secondigliano e Arzano ammanettando Rosario Guarino detto joe banana inserito nella lista dei trenta latitanti piu' pericolosi.Il boss si

Arrestato joe banana capo della venella grassi


Alle prime luci dell’ alba, i poliziotti del Commissariato di Polizia “Frattamaggiore” hanno arrestato Rosario Guarino detto “Joe Banana” 29enne, pregiudicato, latitante dal Marzo 2011 al vertice del clan del gruppo dei “Girati”. A seguito di attività investigativa, gli agenti hanno rintracciato l’ uomo in un covo segreto alla Vico Santa Giustina in Arzano.Rosario Guarino è stato arrestato in un appartamento situato ad Arzano, popoloso centro a nord di Napoli. Gli agenti del commissariato di Frattamaggiore hanno fatto irruzione nel covo del presunto boss e lo hanno arrestato. Guarino non ha opposto resistenza e si è subito arreso ai poliziotti. Poi il capo dei cosiddetti girati, in guerra con gli scissionisti per il predominio sulle piazze di spaccio a Scampia e Secondigliano, è stato condotto in questura. Guarino, detto Joe Banana, verrà trasferito nel carcere di Poggioreale.

«Sono io Rosario Guarino, mi arrendo, non sparate». Così è finita la latitanza del boss dei girati arresosi senza opporre resistenza. Nell'appartamentino non c'erano altre persone né armi. Subito dopo l'irruzione della polizia nel covo del latitante Guarino è stato portato via ammanettato e condotto in Questura.

domenica 11 novembre 2012

Tante ipotesi per spiegare un delitto....

Sono tante le ipotesi che gli inquirenti stanno prendendo in considerazione sul feroce agguato dell'altro ieri costato la vita a Ciro Esposito(o"baccalaiuol).Ipotesi che aprono tanti scenari e complicano ancora di piu' l'attività investigativa che si sta rivelando un vero rompicapo per gli investigatori.Primo fra tutti il curriculum criminale della vittima che potremmo definire quasi nullo,secondo,le modalità dell'agguato efferato da non lasciare via di scampo alla vittima.Perché ammazzarlo così in modo sprezzante infierendo con cattiveria su un personaggio quasi sconosciuto alle cronache e ai media?infatti il lo a colpito prima alla schiena e poi con lucida freddezza criminale gli ha conficcato tre pallottole nel cranio chiudendo in modo plateale

sabato 10 novembre 2012

Ancora un morto nel bar mery del rione berlingieri..

Non se l'aspettava Ciro Esposito "o' baccalaiuolo di morire cosi',una morte atroce quando le pallottole trapassano la carne e scheggiano le ossa.Eppure anche se ferito ha tentato una inutile e disperata fuga verso il bagno del bar mery,ma non e' riuscito a sfuggire ai killer che sono andati con il solo scopo di ucciderlo,il killer o i killer hanno puntato le loro armi dritto al petto e alla testa di Ciruzz o baccalaiuolo

venerdì 9 novembre 2012

Omicidio Marino, il Riesame: fuori Puzella, non è il killer


Ordinanza di custodia cautelare annullata. Così Gennaro Puzella da
killer spietato è tornato in meno di due settimane una persona
libera. Era accusato di essere l'assassino di Massimo Marino il
cugino di Gennaro “'o Macckey”, capo dell’ala scissionista dei Di
Lauro. Era stato accusato da Vincenzo Lombardi di essere
l'esecutore materiale. Lo stesso pentito si era ricucito un ruolo

Scadono i termini: in libertà cinque boss


di Andrea Acampa
Scadono i termini di custodia cautelare: cinque boss del clan Licciardi
di Secondigliano ritornano a casa. La Corte d’Appello di Napoli composta dal presidente Carlo Maddalena, consigliere estensore Fernando Giannelli, consigliere Carlo Alifano ha emesso l’ordinanza di scarcerazione per
Paolo Abbatiello, Giuseppe Barbato, Giovanni Esposito, Gianfranco Leva e Gaetano Scancariello per decorrenza dei termini massimi di fase della custodia cautelare. Adesso i ras della cosca che ha come roccaforte

Massacrato Ciro Esposito

Nel settembre del 2007 Luigi Magnetti massacro' all'interno del bar mery Salvatore Ferrara piccolo spacciatore.Stasera sempre nello stesso bar e' stato ammazzato Ciro Esposito detto "o baccalaiuolo pregiudicato per vari reati senza tuttavia essere affiliato a nessun clan.Erano passate le 18.30 quando si sono sentiti i primi echi dei colpi di arma da fuoco,Ciro Esposito e' stato sorpreso all'interno del bar dai suoi carnefici e forse accortosi di cosa stava per accadere ha tentato una inutile fuga verso il banco.Al momento non e' ancora chiara la dinamica dell'agguato, ne come sono arrivati i killer ne quando ne erano,si sa solo che questo ennesimo agguato di sicuro e' da co

giovedì 8 novembre 2012

Il ribelle imitato...

Emergono racconti raccapriccianti che il collaboratore di giustizia Biagio Esposito sta verbalizzando davanti ai mastini della direzione investigativa antimafia.Fatti che risalgono dalla prima meta' degli anni 80 e che arrivano fino alla fine in cui da uomo libero decise di pentirsi.A leggere gli atti processuali c'e' davvero di tutto,uomini decapitati torturati strangolati impiccati bruciati e chi piu' ne ha piu' ne metta.Ma quello che davvero fa rabbrividire e' la ferocia la spregiudicatezza del capo dei capi degli scissionisti Cesare Pagano che  come mezzo risolutivo conosce solo l'eliminazione fisica dei suoi nemici.Lungimirante negli affari,gentile e garbato con i colletti bianchi,ma spietato omicida coni nemici che non

giovedì 1 novembre 2012

Paolo Guarracino ammazzato dallo zio e fatto sparire..


(In foto il presunto omicida)
«Mio cugino Paolo Guarracino, mentre gli dava le spalle,
 è stato ucciso da mio zio Giorgio Scarpato, a sua volta ammazzato ad Arzano per ordine degli Amato-Pagano».

Era il 3 agosto 2008 e Biagio Esposito, ex Di Lauro diventato fedelissimo della prima ora dei boss “scissionisti”, raccontò ai pm antimafia ciò che sapeva sulla morte di Paolo Guarracino, vittima della lupara bianca, e di
Giorgio Scarpato, assassinato ad Arzano il 18 luglio 2007.

Accuse anche a Ricci: «Ha ucciso lui Todisco»


Articolo copiato da il giornale il roma ...
Nei verbali che la Dda ha depositato al Riesame per Gennaro ed Enrico
Ricci ci sono accuse pesanti anche nei confronti del rampollo della
cosca: «È stato lui ad uccidere Todisco e questo sarebbe successo per
uno schiaffo». Ecco una parte del verbale di Ferdinando Adamo, ex

«Mario Savio non uccise il calabrese»


Articolo copiato dal giornale il roma scritto da Fabio Postiglione..
È un verbale di poche pagine e tutte omissate sapientemente dal pubblico ministero. Tutte tranne in una parte. Quella parte è quando il collaboratore Raffaele Scala detto “’o boss” racconta dell’omicidio di un calabrese
avvenuto negli anni Ottanta. Si tratta del delitto per il quale Mario Savio