martedì 30 ottobre 2012

Ammazzato perché aveva offeso il nipote del boss Carmine Pagano (angioletto)

Luigi Berretta era un giovane emergente del clan degli scissionisti Amato-Pagano,e nonostante la sua giovane eta' ventidue anni,era considerato un ragazzo serio e di polso.Era cresciuto a melito di Napoli e si era fatto notare dai capi degli scissionisti per le sue doti organizzative nello spaccio di droga.La 219 di Melito gli era stata affidata direttamente per ordini di Cesare Pagano e Raffaele Amato,la 219 e' la nota piazza di spaccio che si trova a melito paragonabile per organizzazione e introiti a quelle di scampia,stesso modello.Dunque Gino era stimato e benvoluto da tutti,ma molte volte avere coraggio specie nella malavita organizzata puo' costare caro,Gino lo ha capito a sue spese.Il suo corpo fu trovato dopo appena 24 ore dalla sua scomparsa nelle campagne di crispano,da un primo esame risultava chiarissimo che lo avevano prima percorso e poi sparato in piu parti del corpo,con il solito rituale del colpo di grazia alla testa.Si ipotizzarono tante piste che a distanza di 7 anni si sono rivelate tutte sbagliate,infatti gli inquirenti pensavano che fosse caduto in un imboscata preparata dai di Lauro per riprendersi melito saldamente nelle mani degli scissionisti.Oggi quel cadavere quella morte forse avrà giustizia grazie a Biagio Esposito che come un computer sta svelando tutti i segreti gli agguati avvenuti tra secondigliano casavatore e melito prima durante e dopo la faida.Biagino svela il perché fu ammazzato Luigi Berretta e per quale motivo,il suo sbaglio fu quello di mancare di rispetto a Carmine Pagano detto (angioletto)nipote prediletto di Cesare Pagano diventato insieme al cugino acquisito Raffaele Amato junior capo indiscusso di Melito.Ripeto fu un banale litigio e la frase che Luigi Barretta rivolse a Carmine Pagano a decretare la sua morte.Io non ho paura di te,basta questo per morire a Napoli quando si dice vicino al parente di un boss.Mi viene in mente Gianluca Cimminiello estraneo a questo contesto camorristico morto per un tatoo che non aveva neanche tatuato.Vittima innocente della camorra che non ci pensarono due volte per mandargli i killer a fargli la festa.Che schifo la camorra e che schifo questi scissionisti dimostratosi peggiori anche di quelle belve dei di Lauro .

Salvatore Petriccione fece ammazzare sui nipote.

Vengono fuori particolari raccapriccianti dalle dichiarazione di Biagio Esposito ex boss degli scissionisti,oggi collaboratore di giustizia e grande accusatore dei ras della scissione.Grazie a lui se oggi gli inquirenti stanno mettendo nero su bianco su nomi e mandanti di decine di omicidi avvenuti prima e dopo la faida di scampia.Nei suoi ricordi affiorano particolari aberranti,come quel Salvatore Petriccione considerato da molti il ras della venella grassi che non si fece il minimo scrupolo nel far ammazzare suo nipote Luigi Magnetti detto o mocill.Per molti infatti l'ascesa del clan della venella grassi si deve al coraggio di Luigi Magnetti o mocill e Luigi Giannino detto cutaletta,i primi due a ribellarsi al potere dei di Lauro per passare nelle fila degli scissionisti.Il loro primo omicidio che servi' come prova di fedeltà agli scissionisti fu quello di Giuseppe Pica detto peppeniello massacrato nel rione dei fiori,dopo circa mezz'ora sempre i due uccisero anche il guardaspalle di pica Francesco Cardillo detto coccodrillo.Poi fu la volta di Lucio De Lucia detto cap e chiov ammazzato sempre dalla venella grassi,poi si susseguirono quello di Antonio Siviero detto o menar ucciso sempre dalle venella grassi e Carmine Fusco sempre eliminato dai vinelliani.Una guerra cruenta scoppiata nel 2007 che servi' alla paranza della venella grassi di farsi notare per l'organizzazione e per il gruppo di fuoco ben compatto e organizzato.Ma Luigi Magnetti non intendeva sottostare agli ordine dello zio Salvatore Petriccione,e così tra un agguato e un'altro prese in considerazione l'idea di sbarazzassi dello zio e prendere il suo posto di comando nella zona della venella.I di Lauro nel frattempo non rimasero con le mani in mano e sentendosi minacciati dai loro ex amici della venella passarono al contrattacco massacrando Patrizio De Vitale detto pepesc e decisero di massacrare anche Luigi Giannino e Luigi Magnetti per frenare l'ascesa e l'ambizione dei due che puntavano dritti a prendersi il rione dei fiori unica piazza rimasta al
clan di Lauro.Infatti i di Lauro potevano contare ancora su un gruppo di fuoco assai bene organizzato guidato da Nunzio Talotti e Mario Buono sicari spietati del clan,a loro fu dato il compito di frenare le ambizioni dei venelliani e massacrare il prima possibile o mocill e cutaletta.L'occasione si presento' quando i due ribelli sostarono in via largo macello intrattenendosi a parlare con Salvatore Barbato detto mezzanotte massacrato poche settimane fa proprio in largo macello per ironia della sorte.Mentre erano intenti a chiacchierare arrivarono Mario Buono,Raffaele Musolino Antonello Faiello e Maisto Ciro che
Subito aprirono il fuoco riuscendo a massacrare soltanto Luigi Giannino mentre Luigi Magnetti riuscì a scappare salvandosi appena in tempo.Ma un destino piu tragico non si poteva augurare a Luigi Magnetti che anticipando le mosse dei dilauriani si reca nel rione berlingieri con l'idea di ammazzare Paolo De Lucia e suo figlio Luigi che di solito sostavano fuori il bar mery.Quando Luigi Magnetti arrivo' si disse che appena pochi minuti prima sia Paolo che suo figlio Luigi erano andati via,al loro posto Magnetti trovo' Salvatore Ferrara e il nipote dei de Lucia Ugo omonimo di ugariello uno dei miglior killer dei di Lauro.Salvatore Ferrara non ebbe nemmeno il tempo di capire chi lo stava ammazzando,infatti fu subito crivellato di colpi,mentre ugo il figlio di Sergio De Lucia ebbe il tempo di fuggire nel retro del bar nel bagno.Fu raggiunto e colpito alla schiena,tuttora si dice sia rimasto sulla sedia a rotella.Da chi fu accompagnato Luigi Magnetti fuori al bar meri resta tuttora un mistero,infatti i killer arrivarono a bordo di uno scooter sh300,con tute da ginnastica e cappellini con visiera.Carlo Capasso il collaboratore di giustizia affiliato ai di Lauro dice che l'altro complice fu un tale dett o gemello,altri dicono che fu Rosario Guarino detto jo banana,non si riesce comunque a capirlo con certezza.Fu questo omicidio secondo Biagio Esposito a dare input a Salvatore Petriccione di sbarazzarsi del nipote,infatti con grande astuzia fece arrivare le sue lamentele a Cesare Pagano sul fatto che il nipote aveva ammazzato un ragazzo che con i morti della faida in atto non centrava nulla.In piu' aveva agito a volto scoperto facendosi riconoscere da tanti affiliati del clan di Lauro,che se avessero spifferato quando visto alle forze dell'ordine si comprometteva il corso della scissione in atto.In piu Salvatore Peteiccione sempre secondo le accuse di Biagio Esposito fece presente che aveva saputo che il nipote lo voleva fare fuori e che se ciò fosse avvenuto gli esiti sarebbero stati drammatici visto anche l'alleanza sancita tra gli scissionisti e la venella grassi.Fece enormi pressioni in poche parole su Cesare Pagano affinché il nipote fosse tolto dalla circolazione.Ripeto sono accuse che Biagio Esposito ha rivolto a Salvatore Petriccione,accuse tutte da provare naturalmente.Commentate e ditemi che ne pensate di questa storia grazie.

domenica 28 ottobre 2012

Svelata una lupara bianca: «“Spasiello” fu strangolato»

L’omicidio di Gaetano De Pasquale, nipote di secondo grado di Paolo Di Lauro e quindi cugino di Cosimo e Marco, sarebbe stato compiuto dagli Amato-Pagano per vendicare la morte violenta di Salvatore De

Cosi' ammazzammo Massimo Frascogna e Ruggiero Lazzaro.

I capitoni ci ricambiarono il piacere ammazzando due nostri affiliati che stavano creando parecchi problemi a Mugnano,inizia cosi' il racconto di Biagio Esposito che fa luce su altre due lupare bianche avvenute nel 2007 e mai del tutte risolte visto che ancora oggi i corpi non sono stati ancora ritrovati.Era il 7 agosto del 2007 quando alcune donne si presentano alla caserma dei carabinieri di Mugnano per denunciare la scomparsa dei loro mariti usciti di casa un pomeriggio qualunque e mai piu' ritrovati.I due Massimo Frascogna detto o nir e Ruggiero Lazzaro detto o pazzariello invece

Cosi' massacrammo o doberman il figlio e il loro accomagnatore..

C'era anche Biagio Esposito nel gruppo di fuoco che uccise Francesco Russo(o' doberman)suo figlio Ciro e Vincenzo Moscatelli affiliati alla famigerata famiglia dei capitoni di miano.Ecco cosa racconta Biagio Esposito  a proposito di questo triplice omicidio con i cadaveri fatti sparire e mai ritrovati.I tre affiliati dei capitoni furono massacrati per ordine di Antonio Lo Russo che chiese il piacere a Cesare Pagano,mentre mi trovavo al lotto G di scampia ricorda Esposito venne qualcuno che adesso non ricordo a chiamare

«Condannate tutti i boss della Vanella»



Il pubblico ministero aveva chiesto il giudizio immediato, gli imputati hanno optato per il rito abbreviato. Così,
a distanza di nove mesi dal blitz contro dieci esponenti
di primo piano del clan della Vanella Grassi, l’accusa ha
avanzato le richieste di condanne per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La più dura è per il ras
Salvatore Petriccione, “Totore ’o marinaro”: 20 anni di reclusione. Nell’inchiesta non compare l’altro boss del gruppo di mala, Antonio Mennetta detto “er Nino”, che era

sabato 27 ottobre 2012

Ammazzai il fratello del ragazzo che aveva picchiato Giuseppe Pica

Biagio Esposito l'ex ras degli scissionisti e'una miniera d'oro per gli investigatori,infatti sta svelando decine e decine di omicidi che sicuramente sarebbero stati archiviati con la solita dicitura senza colpevole.Pensate che si e' autoaccusato di un omicidio commesso piu' di sedici anni fa,avvenuta nella zona di arzano-casandrino in cui fu assassinato un ragazzo trentenne che alcune settimane prima

Svelati i nomi dei killer di Marco Maisto e Giovanni Irollo..

Un tatuaggio per festeggiare il suo primo omicidio,rendere indelebile sulla pelle e nella mente il battesimo di fuoco che prima o poi tutti i capi camorra chiedono ai proprio affiliati,per saggiare la loro fedelta' ma anche il sangue freddo per commettere omicidi.E' un fiume in piena Biagio Esposito l'ex ras degli scissionisti oggi collaboratore preziosissimo di giustizia,che sta mettendo nero su bianco su almeno cinquanta omicidi avvenuti prima durante e dopo la faida di scampia.

venerdì 26 ottobre 2012

E' fra i cinque baby boss di scampia ma per il riesame non va arrestato....

NAPOLI - Per il ministero dell'Interno è uno dei cinque «wanted» da arrestare, uno dei cinque protagonisti di una faida che in pochi mesi ha provocato venti omicidi, compreso quello di un ragazzo estraneo alla camorra.Per la Procura è il capo di una potente piazza di spaccio, quella della «Vannella grassi» (una sorta di crocicchio diventato in pochi anni l'ago della bilancia nella guerra tra Di lauro e scissionisti), un uomo ritenuto alleato addirittura di Marco Di Lauro, insomma uno da arrestare al più presto.

Per i giudici del Tribunale del Riesame, invece, le cose non stanno proprio così. Anzi. Destino controverso per Antonio Mennetta, uno dei cinque nomi inseriti nelle indagini sulla faida 2.0: la sua foto è nelle auto di polizia e carabinieri, come uno dei latitanti da acciuffare per smorzare i venti di faida, per il Riesame di Napoli, invece, non ci sono gli estremi per tenerlo in cella. Dunque in poche parole se anche carabinieri polizia lo arrestano non ci sono gli estremi per tenerlo in cella,e andrebbe scarcerato subito.

martedì 23 ottobre 2012

Ennesimo agguato a secondigliano massacrato Gennaro Spina


Un uomo, Gennaro Spina, 26 anni, è stato ucciso in via dello Stelvio, nel quartiere di Secondigliano, periferia di Napoli. Era in strada, a piedi. Ritrovati almeno quattro bossoli. . Secondo quanto al momento hanno accertato i carabinieri, Gennaro Spina aveva appena parcheggiato la sua automobile quando i killer, che lo stavano aspettando, lo hanno ucciso. Il 26enne viveva nella IV traversa di Corso Italia, poco distante da dove è avvenuto l'agguato
Stando ai primissimi accertamenti l'uomo sarebbe vicino al clan dei "Vanella Grassi", protagonisti della faida di camorra in atto tra Scampia e Secondigliano.

domenica 21 ottobre 2012

In 18 accusano il ras latitante Leonardi(chiappellone)


Altro che semplice trafficante di droga. Dall’ordinanza di custodia cautelare
emessa nei confronti di Antonio Leonardi e di altri dieci indagati, viene fuori un ritratto del boss soprannominato “chiappellone” da brividi: 21 capi d’imputazione, 18 pentiti contro, accuse di omicidio da parte di un collaboratore

sabato 20 ottobre 2012

Lo stato mostra i muscoli e blinda scampia..


La lettera e gli appelli che la famiglia di Pasquale Romano il giovane incensurato massacrato a marianella perché scambiato per un pusher finito sul libro nero dei clan,ha avuto l'esito sperato.Già ieri il ministro dell'interno cancellieri di persona si e' recata a casa dei genitori di Pasquale Romano per fargli le condoglianze e la promessa che sara' fatto tutto il possibile per assicurare alla giustizia le belve che hanno massacrato un giovane inerme,di buona famiglia e che con i clan in guerra e la camorra non a niente a che vedere.Già oggi il ministro cancellieri che ieri usci' con gli occhi lucidi e molto scossa

Giovane trucidato, vertice con Manganelli: «Chiudere cerchio attorno ai baby-boss» Diffuse le foto di 5 pregiudicati latitanti


«Chiudere il cerchio attorno ai boss emergenti della camorra». È questo l'obiettivo che il capo della polizia Antonio Manganelli ha chiesto di raggiungere ai responsabili dell'investigazione presenti al Viminale per il vertice sulla sicurezza a Napoli. Si sta ora quantificando il rafforzamento degli uomini sul territorio. La decisione di convocare il vertice è arrivata dopo l'omicidio di Pasquale Romano, rimasto vittima di uno scambio di persona da parte di un killer.

venerdì 19 ottobre 2012

Individuato il vero bersaglio dei killer


Copiato dal giornale il roma,articolo scritto da LUIGI SANNINO...
 Il mistero è spiegato, almeno secondo la maggior parte
degli investigatori. Lunedì sera i
sicari che hanno ucciso sul corso
Marianella l’innocente Pasquale
Romano, probabilmente miravano a stroncare la vita di un pregiudicato per droga ritenuto vicino ad ambienti dei Lo Russo. Un

Arrestato il boss Francesco Avolio


Da qualche giorno il cerchio si stava stringendo sempre di più intorno
a lui. Fino a quando i carabinieri della compagnia Vomero hanno fatto
irruzione in un appartamento a Scampia e hanno arrestato il latitante
Francesco Avolio, 38enne soprannominato “Tyson”, esponente di spicco del clan Licciardi e nipote del ras Gennaro Trambarulo “’o montato”,
coinvolto nella stessa inchiesta.
Francesco Avolio, napoletano di via Labriola, era ricercato dal 6 giugno
scorso , quando riuscì a darsi alla macchia sfuggendo all’arresto nel corso di un’operazione dei carabinieri del Ros contro il cartello di clan chiamato “Gruppo Misto” e composto da affiliati  ai Mallardo di Giugliano,

giovedì 18 ottobre 2012

Identificate i killer Pasquale Romano

Si sta mobilitando tutta l'opinione pubblica civile sul vile agguato di qualche giorno fa in cui fu massacrato Pasquale Romano vittima innocente della camorra.Secondo le indiscrezioni che arrivano dagli organi inquirenti,l'unica colpa di Lino e' stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato,dunque un clamoroso errore di persona che ha ingannato i killer che forse sapevano solo l'auto in cui la loro vittima si muoveva.Le indagini

martedì 16 ottobre 2012

Massacrato senza nessuna colpa,errore di persona..


Le indagini dei carabinieri sull'omicidio di Pasquale Romano, ucciso lunedì sera a Marianella, si indirizzano sempre più decisamente verso l'errore di persona. Commesso da sicari sotto l'effetto della cocaina
di IRENE DE ARCANGELIS

Spasiano voleva salvare marino e gli invio' un segnale in codice...



I Massimo Marino prese
sotto gamba quello che sembrò
proprio un aiuto. E pur avendogli
un suo amico fatto un segno di
morte, forse per metterlo in guardia, rimase nel cortile della sua abitazione a Casavatore a innaffiare
le piante come facile bersaglio. Era
circa le 16 dell’11 dicembre 2004;
mezz’ora dopo il 37enne fu ammazzato da un killer che si sporse
dall’esterno fin dentro lo spiazzo.
Cinque colpi di pistola e per il cugino del boss detenuto Gennaro

Presi i killer di Massimo Marino

 Non fu Giovanni De Luise l’11 dicembre 2004 a uccidere Massimo Marino, estraneo alla camorra ma con una “colpa” non cancellabile: era il cugino del boss “scissionista” Gennaro Marino detto “Genni Mecchei”. Perciò il clan, secondo la strategia decisa dal reggente Cosimo Di Lauro, oggi 38enne, organizzò l’agguato. E a compierlo materialmente sarebbe stato Gennaro Puzella,

Faida Scampia/ Ucciso 30enne incensurato i killer lo colpiscono 14 volte


 Un incensurato di 30 anni, Pasquale Romano, originario di Cardito è stato ucciso in un agguato a Napoli. Il cadavere dell'uomo è stato ritrovato in piazza Marianella, nell'omonimo quartiere. Stando alle prime notizie, Romano era alla guida della sua auto quando è stato avvicinato dai killer che gli hanno sparato contro diversi colpi di arma da fuoco. Sull'episodio indagano i carabinieri della stazione Vomero.

lunedì 15 ottobre 2012

Guerra di Scampia, nuova ordinanza per Di Lauro jr sull'omicidio Marino


Nuova ordinanza di custodia cautelare per il boss di Scampia Cosimo Di Lauro, già detenuto per altre ragioni. L'ordinanza è stata emessa dal gip presso il tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico.

Un piano per uccidere il babyras

Dall’inchiesta contro i Licciardi gli inquirenti hanno anche scoperto il motivo della scissione interna al clan,
che nel 2007 provocò la formazione di un nuovo gruppo
di mala: i Cesarano-Sacco-Bocchetti-Feldi. Una guerra
fratricida a colpi di fucili e pistole, alla base pure di un
clamoroso agguato fallito ai danni di Pietro Licciardi (figlio del defunto padrino Gennaro “'a scigna” e reggente della Masseria Cardone mentre lo zio Vincenzo “’o

Clan Licciardi, cancellata metà sentenza

di Fabio Postiglione
In parte e tutto da rifare, per altri invece è iniziato il
conto alla rovescia per lasciare il carcere perché la sentenza è diventata definitiva. Ma per i boss del clan Licciardi la sentenza riparte dalla Corte d’Appello. Ecco
nel dettaglio cosa hanno deciso i giudici della Suprema Corte. Per Giovanni Esposito (difeso dall’avvocato

Patto per la faida siglato al ristorante


di Luigi Sannino
NAPOLI. La nuova alleanza tra i Di
Lauro e il clan della “Vanella Grassi” (Mennetta-PetriccioneMagnetti-Barretta) fu stipulata a
tavola, in un rinomato ristorante
che si affaccia sul golfo a Pozzuoli. Era il 26 marzo 2012 e la cena
servita comprendeva antipasto ai
frutti di mare, spaghetti a vongola,
frittura di calamari e dolce. Ma i
commensali furono disturbati dai
poliziotti della squadra mobile della questura, impegnati in un’operazione d’intelligence che è servita successivamente alla Dda per

mercoledì 10 ottobre 2012

Vite Parallele Paolo Di Lauro MaurizioPrestieri

Ripropongo e copio interamente l'articolo del bravissimo Roberto Saviano che qualche anno fa fece al boss della camorra Maurizio Prestieri amico fraterno e braccio destro di Paolo Di Lauro.I due come racconta Saviano si incontrarono in una caserma dei carabinieri entrambi con la propria scorte,e li Maurizio Prestieri racconto' un pezzo di storia della camorra secondiglianese entrando nei dettagli della vita del suo padrino Paolo Di Lauro raccontando episodi e aneddoti davvero inediti.Iniziando della latitanza del padrino che durante e dopo la faida stava ancorato in un lussuoso yacht a margellina,o quando corre fino in russia per riconquistare forse la vera e unica donna che gli fece dimenticare figli moglie e malavita......

Botta e risposta a secondigliano..

Sembra quasi certo che i due agguati avvenuti nelle ultime 48 ore nella zona di secondigliano siano da collegare alla faida in corso tra le famiglie criminali degli Abete-Abbinante-Notturno che si stanno difendendo con le unghie e con i denti dall'attacco sferrato dai girati della venella grassi appoggiati dai Di Lauro e dai Leonardo che puntano a prendersi tutto il business delle piazze di droga di scampia.Una guerra costellata da colpi di scena,nuove alleanze e tradimenti che stanno mettendo a dura prova tutto il direttivo criminale di secondigliano che non riescono a mediare per intavolare trattative che mette fine a questa assurda guerra.Una guerra scatenata dopo che il clan degli scissionisti si e' frantumato in piu' parti e dopo gli arresti eccellenti dei capi delle famiglie Pagano-Amato e parecchi affiliati di spessori arrestati nell'operazione c3,ovvero l'indagine che decapito' il clan degli scissionisti con ben 102 arresti.Un clan egemone che dopo la guerra vinta contro i Di Lauro aveva man mano preso il controllo totale di

Massacrato Salvatore Barbato 27 anni

Al momento non si sa ancora se l'agguato di oggi costato la vita a Salvatore Barbato 27enne affiliato ai Di Lauro sia da mettere in relazione con l'agguato di ieri avvenuto a chiaiano in cui e' rimasto ucciso Mario Perrotta anche lui 27enne massacrato con

Scampia, assassinio nella notte 5 colpi per uccidere un 27enne

Agguato mortale di stampo camorristico a Napoli, poco dopo le 23 di ieri, tra Chiaiano e Scampia: un ventisettenne, Mario Perrotta, già noto alle forze dell'ordine, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco subito dopo essere sceso dalla sua auto che aveva parcheggiato in garage di piazza Marianella.

martedì 9 ottobre 2012

Secondo agguato a secondigliano ucciso Salvatore Barbato...

Secondo una prima ricostruzione, due killer in moto avrebbero avvicanato Salvatore Barbato di 27 anni, uccicendolo e ferito gravemente Luigi Russo di 42 anni. I due stavano insieme. Russo è ora in rianimazione all'ospedale Cardarelli. Indaga la squadra mobile che ritiene che possa trattarsi di un agguato nell'ambito della faida di Scampia.

venerdì 5 ottobre 2012

«Il boss Pagano ordinò quattro omicidi»


Articolo copiato da il roma scritto da Andrea Acampa...
Quattro omicidi dietro i quali c’è il nome del boss degli scissionisti Cesare Pagano. Ancora pentiti a ricostruire un omicidio. Ecco quando è accaduto ieri
in Corte d’Assise nel corso del processo a carico di Cesare Pagano, accusato
di essere il mandante di quattro differenti delitti. Ad accusare il capoclan è il
collaboratore di giustizia Luca Menna che ha confessato di aver preso parte
a due omicidi e ad un duplice omicidio. Il pentito non ricordava i nomi di tutte le vittime, ma soltanto il soprannome di qualcuno. Tutti omicidi ordinati dal
capoclan Pagano. Fatti di sangue risalenti al 2009, quando a Mugnano fu ucciso Salvatore Caianiello detto ”manomozza”, il 65enne freddato a novembre
di tre anni fa da 4 colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata, tre dei quali
lo hanno raggiunto al volto, l’ultimo quello letale alla testa. Poi c’è l’omicidio a
giugno 2009 di Antonio Matrullo detto ”o’nano”, ed infine il duplice omicidio
risalente al 2007 di Vincenzo Vitale e Angelo Esposito. Un delitto commesso
insieme a Francesco Attrice, il 30enne di Scampia attirato in una trappola da
un uomo del clan e ammazzato ad agosto di due anni fa. Tra il 2004 e il 2005
la guerra per il predominio dei territori a nord di Napoli fece contare più di 70
morti ammazzati. Menna ha raccontato la sua carriera criminale iniziata con
il clan Di Lauro nel 2004, per la cosca di ”Ciruzzo o’ milionario” vendeva la droga. Poi, con la faida i due cognati di Menna, Biagio Esposito e Carmine Cerrato, oggi entrambi pentiti, si schierarono con gli scissionisti, lui, per paura di
essere ucciso interruppe la semilibertà alle ”case celesti” e si fece arrestare,
si consegnò alle forze dell’ordine dopo un anno, per scampare alla guerra di camorra e non finire sotto i colpi dei killer. Nel 2006 venne scarcerato e riprese
a fare affari con la droga, però, in proprio. Questo è quanto ha raccontato in aula Menna che non ha fatto riferimento all’omicidio Dell’Oioio del quale ha detto di non sapere nulla. Insieme a Menna dovevano essere ascoltati i pentiti
Luigi Secondo che non è stato sentito ancora e Biagio Esposito che non ha
preso parte all’udienza per motivi di salute. Il giorno precedente erano stati
sentiti Carlo Capasso detto “capassiello” e Carmine Cerrato. Quest’ultimo ha
riferito che i mandanti del delitto sono stati Cesare Pagano (difeso dagli avvocati
Luigi Senese e Saverio Senese) e Raffaele Amato, quest’ultimo non imputato
per il delitto. Ha detto di aver appreso la circostanza dallo stesso Pagano, che
gli aveva parlato del piano di uccidere tutti quelli del gruppo di Mugnano. Inoltre ha detto di aver parlato dell’omicidio anche da Enzo Notturno e di aver saputo da lui alcuni dettagli sulla fase esecutiva. Quanto alla fase esecutiva ha
tirato in ballo per la prima volta Giovanni Esposito “‘o muort”, degli Abbinante, nome che sino ad ora non era stato fatto da altri pentiti. L’avvocato Saverio Senese aveva chiesto di poter ascoltare proprio Esposito come teste di riferimento, ma quest’ultimo si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Corte ha sollecitato il pm a depositare gli atti con le dichiarazioni di Menna, atti
inediti, mai depositati che incastrano il boss Pagano. L’udienza è stata rinviata al 16 ottobre, mentre il 6 o il 12 novembre saranno sentiti Menna per il
controesame della difesa e gli altri due pentiti Secondo ed Esposito.