mercoledì 25 aprile 2012

La storia vista da Maurizio Prestieri

All'inizio si era pensato ha dividere gli affari senza spargimenti di sangue,parola di Maurizio Prestieri boss del rione monte rosa e alleato dei di Lauro,oggi uno dei collaboratori di giustizia più attendibili.Ecco come racconta uno spaccato della sua vita criminale,e le ragioni che hanno portato irrimediabilmente alla sanguinosa scissione all'interno del clan di Lauro.Il suo racconto inizia ritornando indietro con la memoria,quando il braccio destro di Paolo Di Lauro era il fratello Raffaele Prestieri,gestore anche di tutte le piazze di spaccio di scampia.Poi ancora ricordi su un dubbio che per tutta la vita la segnato nel più profondo del suo animo,la cattiveria e le gelosie che secondo lui i fratelli Raffaele,Antonio e Guido Abbinante hanno represso per anni con un abile doppio gioco nei confronti della famiglia prestieri.Infatti sempre secondo il suo racconto,quando nel 1994 Antonio Ruocco piombo' a capo di un gruppo di uomini nel bar fulmine a secondigliano,li presenti c'erano anche Antonio e Guido Abbinante a godersi la scena del massacro in cui perirono Raffaele e Rosario Prestieri insieme ad altre quattro persone.Ne uscirono illesi solo i fratelli abbinante,da allora Maurizio Prestieri vive con questo tarlo nel cervello chiedendosi ancora oggi perché e come mai non furono ammazzati a loro volta,visto che Antonio Ruocco li conosceva bene,sapeva che erano elementi importanti del clan.Un dubbio che ancora oggi sconvolge Maurizio Prestieri che si pone da anni la stessa domanda,erano loro i basisti?domanda che ancora oggi non gli ha permesso di darsi una risposta.Poi parla del rapporto di affetto che Paolo Di Lauro aveva
nei confronti di suo fratello Raffaele che con il passare del tempo ha riposto in lui.I viaggi
all'estero le donne e i fiumi di denaro perso al tavolo verde.Poi ricordi sempre più recenti fino alla distruttiva scissione che difatti ha squadernato gli assetti del clan con
arresti eccellenti e il formarsi di un nuovo clan,più spietato senza nessuno in grado di impartire una giusta lezione di vita che significa rispetto della vita e delle persone.Infatti secondo il racconto di Maurizio Prestieri,il clan degli scissionisti ammazzava per qualunque banalità senza ammettere ne regole ne ripensamenti.Poi racconta anche la strategia omicida degli scissionisti,massacrare sistematicamente anche nel corso degli anni tutti gli affiliati dei di Lauro che hanno commesso o collaborato negli agguati costati la vita ad affiliati e parenti degli stessi scissionisti.Mentre per tutti coloro che non avevano ne ammazzato ne collaborato co i killer,il perdono e la possibilità di entrare nel nuovo gruppo.Ma forse tra le tante dichiarazioni di Maurizio Prestieri che meritano di essere riportate ci sono quelle antecedenti alla faida,che fanno capire meglio al lettore,come e' nata l'idea di scindersi dai di Lauro e il perché.Secondo le sue dichiarazioni la decisione di creare un gruppo autonomo che non dipenda dai di Lauro nasce nelle varie aule dei tribunali sparsi un po' in tutta Italia,durante i processi,poche parole per decidere il corso della scissione possibilmente senza spargimenti di sangue.Infatti secondo Maurizio Prestieri i futuri capi scissionisti hanno ancora una grande considerazione e rispetto per Paolo Di Lauro,vogliono metterlo al corrente della loro decisione accompagnata anche dalle tante lamentele sulla gestione che il figlio Cosimo sta facendo all'interno del clan.Purtroppo Paolo Di Lauro e' latitante e loro sono detenuti,diventa difficilissimo concordare un summit con il ras,e in più il figlio Cosimino inizia a dubitare e sospettare qualcosa.La causa secondo Maurizio Prestieri sta nel fatto che Raffaele Amato e il cognato Cesare Pagano sono stati allontanati con la forza da Napoli,mandati in asilo forzato a Barcellona in Spagna.Tutto rimane momentaneamente come e',Cosimo Di Lauro e il nuovo capo e tutti recitano alla perfezione a farglielo credere.Ma viene sottovalutato e anche molto Cosimo Di Lauro,che secondo il racconto di Maurizio Prestieri aveva intuito tutto aspettando il momento opportuno per agire.L'occasione si presenta quando Luigi Aliberti alias o luongo capo piazza delle piazze di spaccio più remunerative inizia ha sgarrare mandando poco o niente al clan di Lauro che pretende ogni mese una tassa su ogni singola piazza di droga.Luigi Aliberti conosce bene cosa stanno preparando Arcangelo Abete,Gennaro Marino e i fratelli Notturno,e da la sua disponibilità a creare un gruppo autonomo.Dal carcere Rosario Pariante insieme a Raffaele Abbinante danno il loro consenso alla scissione,ma c'e un'altro fattore significativo raccontato da il pentito Carmine Cerrato,durante la festa di piazza che ogni anno si celebra miezz all'arc in onore di sant'Anna molti affiliati dei di Lauro si prendono gioco e offendono i parenti di Raffaele Amato e di suo cognato Cesare Pagano.Si racconta che perfino dal palco due comici si facevano beffa della fuga in Spagna die due cognati,troppo per Cesare Pagano che appena informato decide di rientrare in Italia e farla pagare ai di lauro.Nel frattempo Cosimo Di Lauro da mandato a Fulvio Montanino per assassinare Luigi Aliberti,erano anni che fulvietto aveva
In mente di ammazzare o luongo per prendere possesso di quasi tutte le piazze di spaccio di scampia,che divideva proprio con Aliberti.Fulvio Montanino non si lascia pregare e massacra Luigi Aliberti senza pietà,pochi mesi dopo Cesare Pagano fa il suo rientro in Italia e si rifugia in una villa di varcatura incominciando ha guadagnarsi i primi consensi di chi e' stufo di come Cosimino sta gestendo il clan.Sempre più giovani affluisce nel nuovo clan senza comunque abbandonare il clan di lauro aspettando che Cesare Pagano dia il via alla faida.Tra i tanti che acconsente alla scissione c'e anche Federico Bizzarro,infatti zio fester come viene chiamato e stufo di dividere gli introiti e assecondare a tutte le follie di Cosimino,decide così di cacciare via da melito il suo paese natale tutti gli appartenenti secondiglianesi dei di Lauro proclamandosi il nuovo ras.Sfortunatamente per lui la struttura degli scissionisti non si e' ancora deliniata e il neo gruppo può far ben poco per proteggerlo.Infatti viene massacrato da killer dei di Lauro che spacciandosi poliziotti lo raggiungono nella camera
dell'hotel villa giulia dove e' in compagnia della sua amante.Poche parole per farlo alzare dal letto e fallo avvicinare alla porta d'ingresso,ha sparare sono diverse pistole,lo massacrano senza pietà.Cosimo Di Lauro anche se per certo capisce cosa sta succedendo non cerca il massacro,vuole intimorire gli avversari e fargli abbandonare il folle progetto.Cesare Pagano Capisce che e' giunto il momento di reagire proponendo l'eliminazione fisica dei figli maggiorenni di Paolo Di Lauro,interviene Gennaro Marino che propone di ammazzare Fulvio Montanino per mandare un messaggio a Cosimino e forse anche al padre che sicuramente interverrà.Infatti Maurizio Prestieri spiega che l'idea degli scissionisti era quella di ammazzare un paio di affiliati dei di Lauro per far si che lo stesso Paolo intervenisse per discutere insieme come dividersi senza inutili spargimenti di sangue.Dunque Gennaro Marino propone di ammazzare montanino per mandare un messaggio al clan di lauro,l'idea sembra buona anche per il carisma e la posizione che lo stesso marino alias o mkey oppure o sicco ricopre all'interno del clan.Uomo di fatti non di parole,infatti il suo rione le case celesti diventano le basi per organizzare killer e motociclette per l'omicidio montanino.I fratelli Notturno insieme ad Arcangelo Abete lo stanno facendo pedinare da tempo e conoscono ogni minimo spostamento di Fulvio Montanino,infatti tramite loro infiltrati sono i primi a sapere che Fulvio Montanino insieme a suo zio Claudio Salerno sono stati invitati da Cosimo Di Lauro a un summit,sanno il percorso e l'ora esatta di come e dove colpire.E' il primo omicidio che gli scissionisti preparano in danno al clan di Lauro,per essere sicuri di non sbagliare si organizzano in dodici tra specchiettisti organizzatori e killer.Arcangelo Abete come unica clausola ha imposto che a sparare a Fulvio Montanino dovrà essere lui e basta,tanto e' l'odio che a nei confronti della vittma.Infatti quel pomeriggio Gennaro Marino e Massimiliano Cafasso sono su una Honda transalp mentre Ciro Mauriello e Arcangelo abete sono nascosti in un fiorino aspettando il momento opportuno per colpire,intanto tutto intorno sono dislocati gli altri killer pronti ad entrare in azione in caso qualcosa andasse storta.Corre Montanino mentre guida la sua fiammante Honda transalp con il vento che gli accarezza i capelli,suo zio si trova dietro,le braccia ben serrate intorno al busto di fulvietto che corre veloce come se avesse intuito qualcosa.Intanto in via Cupa dell'arco i killer sono pronti,appena
Montanino e suo zio imboccano la curva che li separa dalla villa bunker di Cosimo di Lauro,Abete e Mauriello entrano in azione,con il fiorino bloccano il passaggio della moto,interviene anche marino che scarica la sua pistola contro l'inerme Claudio Salerno senza colpire volutamente montanino che deve essere ucciso da abete.Abete infatti da un calcio alla moto e fa sbandare Fulvio che nel frattempo aveva tentato di fuggire,gli punta la pistola contro e con cattiveria scarica l'intero caricatore su quel corpo inerme.Questo e' il primo duplice omicidio commesso dagli scissionisti per dire basta al clan di Lauro,sia l'agguato che la ricostruzione sono ampiamente raccontate da Maurizio Prestieri e da Biagio Esposito che vanno anche oltre raccontando che il gruppo una volta massacrati montanino e suo zio,con gli abiti ancora intrisi di sangue si recarono a varcaturo a dare la lieta notizia a Cesare Pagano che con ansia aspettava l'esito della loro prima spedizione di morte.Poche ore dopo un gruppo di ragazzi fedeli al clan di Lauro si reca nelle case celesti in prossimità di una sala giochi sparando all'impazzata urlando slogan a favore dei di Lauro e dei loro affiliati.Nel periodo della sanguinosa faida tra i di Lauro e gli scissionisti,Maurizio Prestieri era detenuto,dal carcere ordina ai suoi nipoti reggenti del clan,di mettersi a disposizione di Cosimo di Lauro,fornendo uomini armi e supporto logistico al clan di Lauro.I Prestieri fanno sapere che si sono schierati al fianco dei di Lauro,per loro commettono anche alcuni omicidi,tuttavia questa alleanza termina quando Cosimino inizia a fare ammazzare donne e gente innocente che nulla a che vedere con la camorra.I nipoti fanno sapere allo zio detenuto che non intendono più seguire quella belva di Cosimino e Maurizio non può fare altro che acconsentire ricucendo lui dal carcere e i nipoti in libertà lo strappo con i suoi ex amici scissionisti.C'e anche un piccolo aneddoto che Maurizio Prestieri racconta quando era detenuto nel carcere calabrese insieme ad Enrico D'avanzo cognato di Paolo di Lauro e vero numero due del clan.Quando Enrico D'avanzo scopri' che anche i fratelli abbinante si erano buttati tra le braccia degli scissionisti,era in attesa di un processo nelle celle di transito del tribunale di Napoli.Poco dopo la custodia porto in cella di Enrico D'avanzo Antonio Abbinante,enricuccio gli mise le mani intorno al collo e se gli agenti di custodia non fossero intervenuti in tempo sicuramente enricuccio avrebbe strangolato abbinante.Questo episodio fa capire il clima di tensione che c'era dentro e fuori,poi la vittoria degli scissionisti e il patto con gli abbinante per sterminare tutti i Prestieri.Troppo per Maurizio che per preservare la sua vita e quella dei suoi familiari arriva a intraprendere una decisione estrema,collaborare con lo stato,in cambio protezione a lui e tutti i suoi familiari.Oggi per fortuna le cose si sono evolute in maniera diversa,tutti i capi sia dei di Lauro che degli scissionisti sono tutti reclusi in regime di carcere duro.Con i nuovi collaboratori che si aggiungono hai vecchi difficilmente si apriranno un giorno le porte del carcere per tutti i protagonisti di questa assurda guerra.Basti pensare a Gelsomina Verde e Carmela Attrice massacrate senza pietà,senza riguardo e senza più regole.Senza dimenticare Dario Scherillo che ancora oggi i familiari aspettano giustizia per uno stupido errore di queste belve imbottite di droga.Vittima innocente della camorra,vittima di una società atipica,rassegnata senza riguardi e senza più sogni.E Attilio Romano' altra giovane vittima innocente della camorra,per fortuna i suoi killer e mandanti sono stati condannati al carcere a vita.Questo blog non lucra ne inneggia la camorra,al contrario ne denuncia gli agguati i boss e le loro storie per informare le masse a stare lontani da questi farabutti.E quei poveri imprenditori strozzati sia dallo stato che dalla camorra,denunciate,non subite più soprusi,ribellatevi per rendere la nostra bella regione più viva più civile.Se pensiamo che grazie alla camorra e grazie al clan dei cadalesi i tumori sono raddoppiati in maniera allarmante,abbiamo liberato il nord e avvelenato il sud.Per una Campania libera dalle mafie e per una Napoli più civile diciamo no alla camorra.

martedì 24 aprile 2012

Così ammazzammo Attilio romano'

Quella sera io e Mario Buono fummo convocati tramite Ciro Maisto,ci disse che ci dovevamo recare immediatamente fuori al bar rispoli sito in mezzo all'arco.Presi il mio tmx e andai a prendere Mario Buono,quando arrivammo ci accorgemmo subito della grande confusione che regnava,scooter moto e diversi tmx uguale al mio partivano tutti in direzioni diverse.Subito non capimmo cosa stava succedendo,successivamente Ciro Maisto ci venne incontro dicendoci che Cosimo di Lauro aveva voluto riunire tutto i killer del clan di Lauro per impartire lui stesso gli ordini di morte senza servirsi di ambasciatori.Ci informo anche che Cosimino impartiva gli ordini e i killer partivano immediatamente per commettere omicidi,una scena surreale.Infatti Cosimino discuteva con due persone alla volta senza farli scendere nemmeno dalle moto,ordinava e bisognava partire immediatamente sperando di intercettare un familiare o meglio ancora uno scissionista e abbatterlo immediatamente,premio tremila euro in contanti.Dopo che ci aveva informato di cosa stava succedendo,Ciro Maisto ci fece segno di seguirlo all'interno del bar rispoli,dove nel frattempo ci aspettava Francesco Cardillo altro killer dei di Lauro,sorbimmo un caffè e subito dopo Ciro Maisto ci informo che si doveva assassinare il nipote di Rosario Pariante,uno dei capi del cartello degli scissionisti,la vittima era Salvatore De Luise che aveva da poco aperto un negozio di telefonia alle spalle del corso secondigliano.Ci informo'anche che una persona di sua fiducia aveva fatto diversi sopralluoghi e che la vittima proprio in quel momento si trovava all'interno del negozio,poi ci disse se c'e la sentivamo di partire immediatamente ad ammazzarlo.Ci diede ancora qualche indicazione e si allontano',io e Mario Buono ci armammo e partimmo alla volta del negozio per commettere l'omicidio,strada facendo ci mettemmo d'accordo su chi dei due avrebbe sparato,e visto che io stavo guidando il tmx Mario Buono mi disse che sarebbe entrato lui ad ammazzare Salvatore De Luise,così ci accordammo.Questa che sto riportando e la ricostruzione dell'omicidio di Attilio Romano vittima innocente della camorra,ammazzato perché quella maledetta sera si trovo' nel posto sbagliato al momento sbagliato,la ricostruzione e stata fatta in base alle dichiarazioni rese da Vincenzo Lombardi killer pentito del clan di Lauro e grande accusatore del clan.Ecco il suo racconto che continua minuziosamente per ricostruire il barbaro assassino.Strad facendo domandai a Mario Buono se si era fatto dare qualche indicazione in più per riconoscere nei dettagli la vittima,nel frattempo eravamo arrivati a pochi metri dal negozio,bisognava solo attraversare la strada,Mario Buono mi fece cenno con la mano di fermare lo scooter,mi informo' che non era il caso fare tutti il giro dello sparti traffico,mi disse di aspettarlo la avrebbe attraversato a piedi la strada.Così fece,preparo l'arma e lo vidi attraversare la strada,poi di corsa nel negozio e sentii due tre spari,vidi di nuovo Mario Buono correre verso di me gridando a gran voce che a secondigliano comandavano i di Lauro.Fuggendo via Mario Buono mi racconto di come aveva ucciso Salvatore de Luise dandogli il classico colpo finale alla testa,fuggimmo miezz a l'arc e fermai di nuovo fuori al bar rispoli Mario Buono che si diresse nel portone dove si trovava il nostro covo,li' dove si decidevano gli agguati e la strategia per massacrare quanti più scissionisti possibili.Io mi diressi direttamente a casa di Ciro Maisto per informarlo che l'agguato era andato a buon fine,ci abbracciammo e stavamo commentando le fasi dell'agguato quando ci raggiunse di corsa Francesco Cardillo che ci informo che avevamo ammazzato la persona sbagliata,forse il commesso del negozio estraneo alla faida in atto e agli ambienti camorristici.Poi mi consiglio'di nascondermi e non farmi vedere in giro per un paio di settimane.

giovedì 19 aprile 2012

Così ammazzammo Ciro Maisto (o mellon)

Per non farlo insospettire mandarono il suo migliore amico a citofonarlo fino a casa,con la scusa di provare la moto da poco comprata doveva portarlo direttamente dietro i giardinetti del terzo mondo,dove mimetizzato tra i cespugli ben nascosto c'era il suo killer pronto a sfondargli il cranio a tradimenti,di spalle.E già a tradimento,perché Ciro Maisto o mellon era diffidente come lo sono pochissime persone,non si fidava di nessuno e per giunta era sempre armato,difficile affrontarlo frontalmente senza il concreto rischio di beccarsi una pallottola.Ma era deciso,o almeno così avevano deciso il nuovo gruppo dirigente del clan di Lauro,che dopo la scissione portata avanti anche da parte degli ex amici della venella grassi ormai non si fidavano più di nessuno.Ciro Maisto era una di quelle persone che per il clan di Lauro non era più affidabile,e tramite Nunzio Talotti il reggente del clan Marco Di Lauro aveva dato il suo benestare nel massacrare o mellon.Quando nel 2008 Ciro Maisto venne ammazzato inquirenti e media avevano collocato quel barbaro omicidio nella guerra in atto tra i di Lauro e gli scissionisti,senza minimamente immaginare che tutto era stato organizzato dallo stesso clan di Lauro che riuscirono anche a depistare le indagini all'inizio.Oggi invece la verità e venuta a galla grazie alle dichiarazioni rese dal nuovo pentito del clan di Lauro Vincenzo lombardi che insieme a Carlo Capasso altro killer pentito dei di Lauro stanno confessando decine e decine di omicidi.La morte di Ciro Maisto avvenne senza neanche avvertire tutti gli altri affiliati dei di Lauro,infatti molti credevano che ad ammazzare o mellon erano stati gli scissionisti,senza immaginare che invece il movente e i killer erano proprio i loro stessi amici.A decidere l'eliminazione di Ciro Maisto furono Nunzio Talotti e un Certo papele,che in un primo momento avevano convocato Vincenzo lombardi per commettere l'omicidio,fu proprio Nunzio Talotti che in modo molto esplicito gli domando' se,se la sentiva a fare un pezzo per lui,accompagnando tale paroli con ampi gesti delle mani facendo poi il segno della pistola.Quando Vincenzo lombardi diede la sua disponibilità gli fu detto che lo avrebbero informato loro quando e dove procedere,cosa che non avvenne in quando poi successivamente o mellon venne ammazzato da Antonello Faiello ucciso a sua volta diversi mesi fa.Ritornando alle fasi dell'omicidio Ciro Maisto fu mandato a prendere con l'inganno dal duo migliore amico,girarono un Po per il rione dei fiori poi la moto si diresse nei pressi della villa comunale del rione dei fiori,Antonello Faiello era nascosto tra i cespugli impugnando una pistola
9x21 aspettando il momento propizio di prenderlo di spalle.Come convenuto con il complice la moto si fermo nei pressi di un bar,o mellon sedeva dietro,l'amico con la scusa di andare a fare la pipi' ferma la moto e si allontana rimanendo o mellon a guardi della moto.Frazioni di secondi,Antonello Faiello esce pian piano e si avvicina alle spalle di Ciro Maisto,gli punta la pistola dietro il cranio e fa fuoco diverse volte,scappa via mentre o mellon a terra in un lago di sangue ha il corpo convulso in tanti spasmi.Una morte violenta assurda e da vile,ci son voluti diversi anni,ma la verità e venuta fuori...

mercoledì 18 aprile 2012

La lunga agonia di don Raffaele Cutolo

Sono quarantadue anni che Raffaele Cutolo,unico caso in Italia e detenuto con l'unica consapevolezza di finire i suoi giorni in carcere.Da oltre
Vent'anni lo tengono segregato nel più cupo isolamento,eppure e l'unico capocamorra che con grande dignità sta scontando interamente gli ergastoli collezionati nel corso della sua travagliata storia giudiziaria.Eppure la sua figura,il suo personaggio e il grande carisma ne hanno fatto uno dei boss più folcloristici di tutta Napoli,e' stato un boss spietato,ha ordinato centinaia di omicidi,eppure oggi e' una persona radicalmente cambiata,stanco,esausto dall'età avanzata e afflitto da diverse patologie anche gravi.Eppure nessuno osa pronunciare il suo nome,nessuno denuncia il suo stato di salute incompatibile con il regime carcerario applicato visto anche l'età avanzata.Sembra quasi che intorno alla sua persona,alla sua storia regni un tacito accordo che ha come unico scopo quello di far di tutto affinché il suo nome venga dimenticato insieme alla sua storia.Neutralizzare il suo sapere su apparati statali servizi segreti e camorra che negli anni 80 si coalizzarono per salvare la vita
a Ciro Cirillo assessore fedelissimo di gava.Una storia passata,che non ha
niente a che vedere con il cutolo di oggi,vecchio,malato e depresso che come unico desiderio,ha chiesto di poter finire gli ultimi giorni della sua vita a casa sua,insieme alla moglie e la figlia concepita tramite inseminazione artificiale.Anche su questo Raffaele Cutolo ha battuto ogni record,infatti e' stato il primo ergastolano in Italia che dopo una estenuante battaglia giudiziaria si e visto riconosciuto il diritto di diventare padre,attraverso l'inseminazione artificiale.Per dovere di cronaca e' doveroso ricordare che anche Luigi
Vollaro detto o califfo e detenuto da quasi trent'anni anche lui in regime di 41bis,e anche lui e campano anche lui un boss e anche lui e' un vacchio di quasi novant'anni che suo malgrado uscirà anche lui morto dall'interno delle nostre carceri.

martedì 10 aprile 2012

Ecco chi uccise Giuseppe Pica


Erano stati costretti ha risarcire il clan di Lauro per una rapina commessa pochi anni prima.Luigi Magnetti insieme a Luigi Giannino si erano messi a rapinare i commercianti di via Dante e del corso Italia,amici sia dei di Lauro che degli scissionisti.Gli scissionisti chiedevano con insistenza di convocare una riunione con Marco Di Lauro per capire la posizione dei di Lauro e per scoprire cosa c'era dietro queste rapine,tutte in danno a commercianti vicini ai clan.Marco di Lauro era furioso con gli affiliati che ancora non erano riusciti a capire chi all'interno del clan rapinava questi commercianti,per questo aveva incaricato Giuseppe Pica il suo portavoce e capopiazza del rione dei fiori,di mettere a ferro e fuoco la zona della venella grassi e scoprire chi stava disobbedendo agli ordini del clan.Con il suo carisma e il suo carattere autoritario in meno di una settimana Giuseppe Pica venne a sapere che a commettere soprusi e rapine nella zona di via Dante erano Luigi Giannino e Luigi Magnetti,che senza il consenso del clan di Lauro si erano messi a rapinare e a fare estorsioni per conto loro.Vennero picchiati e costretti a risarcire il clan di Lauro che nel frattempo aveva restituito i soldi a tutti i commercianti rapinati,Giuseppe Pica andò anche oltre consigliando a Marco di Lauro di gambizzarli o mandarli via da secondigliano.Nel frattempo Marco Di Lauro aveva mandato a dire a Raffaele Amato il capo degli scissionisti che la faccenda era chiusa e che il clan di Lauro aveva provveduto a risarcire i commercianti e che rapine come quelle non sarebbero più accadute,messaggero fu un affiliato dei di Lauro detto quagliarella per la sua somiglianza con il calciatore.Da quel momento in poi Luigi Magnetti e Luigi Giannino furono sempre trattati in malo modo da Giuseppe Pica che non si risparmiava su nulla.Più il tempo passava più l'odio nei confronti di Giuseppe Pica aumentava,erano svegli Luigi Giannino e Luigi Magnetti appena vent'enni,pur di ammazzare Giuseppe Pica erano pronti a passare con gli scissionisti E gestirsi loro la piazza di spaccio della venella grassi,miniera d'oro rimasta dopo la faida di scampia saldamente nelle mani dei di Lauro.Una piazza di spaccio la venella grassi in grado di fatturare anche 150.000mila euro al giorno.E i ragazzi della venella grassi cavalcavano il malcontento per i pochi spiccioli guadagnati su una piazza gestita interamente da loro,anche se poi il guadagno andava tutto interamente alla famiglia di Lauro.Fu così che Luigi Magnetti Luigi Giannino e Rosario Guarino decisero di contattare i capi degli scissionisti per affiliarsi al loro cartello,come prova di fedeltà e per essere ammessi nel clan oltre ad abbandonare i di Lauro si impegnarono a massacrare tutti gli esponenti di rilievo rimasti ancora attivi nel clan di Lauro,uno tra tutti Giuseppe Pica che Sara la prima vittima di questa nuova guerra fratricida.
Quella notte dormirono pochissimo Luigi Giannino e Luigi Magnetti,erano tesi ma contenti di cacciare via tutto quel rancore represso nel tempo,finalmente la loro vendetta era pronta,bisognava solo servirla,massacrare Giuseppe pica.Entrambi indossavano tute da ginnastica e calzavano scarpette sportive,cappelli con visiera e lo scooter pronto,il mitico sh300 mezzo favorito insieme al tmx per commettere agguati.Si erano organizzati alla perfezione,Giuseppe Pica andava massacrato fin dentro il rione dei fiori,sfidando chiunque malauguratamente si fosse messo di traverso.Luigi Giannino era il guidatore mentre Luigi Magnetti occultava sotto la felpa la mitraglietta scorpion.Erano pronti,nessuno li avrebbe fermati,Giuseppe Pica come sempre era mattiniero,infatti era lui Ha organizzare i turni delle varie piazze di spaccio.Quella mattina si trovava vicino al bar all'interno del rione dei fiori a pochi passi dal comune,con lui oltre i soliti affiliati c'erano i suoi due guardaspalle tra cui un certo Damiano armato di pistola.Tutto si svolse in pochissimo tempo,una manciata di minuti,arrivarono solo scooter Luigi Giannino e Luigi Magnetti che con la mitraglietta ben in vista incomincio a sparare.Fu il fuggi Fuggi generale,scapparono tutti,anche killer di prima grandezza dei di Lauro se la diedero a gambe,Giuseppe Pica forse per la paura ritardo' la corsa,rimase stupito nel vedere cutaletta e o mocill entrare armati con tanta audacia fin dentro il terzo mondo.Quando realizzo' che il vero obiettivo era lui cerco di scappare facendo il giro dell'edificio,per entrare in quei portoni di ferro fatti costruire apposta in caso di blitz o di agguato.Erano tutti chiusi,ma successe una cosa assurda che forse ha a che fare con il destino o la fatalità.Mentre Luigi Magnetti lo puntava nell'istante di premere il grilletto la mitraglietta si inceppo',nel caos e nella fuga il guardaspalle di Giuseppe Pica Damiano aveva perso la pistola,e proprio con quella pistola Luigi Giannino la raccolse e sparo un solo colpo in faccia a Giuseppe Pica ammazzandolo sul colpo,oltre che sfugurarlo.Ammazzato con la pistola del suo guardaspalle,una fatalità che salvo sicuramente la vita a Luigi Giannino e Luigi Magnetti che subito dopo l'agguato se ne andarono soddisfatti e più leggeri abbandonando odio e rancore repressi per anni.Con questo omicidio fu siglato l'accordo e l'affiliazione con gli scissionisti,oltre che la nuova guerra tra i girati e i di Lauro.C'e da dire che i di Lauro sapevano perfettamente che Luigi Giannino e Luigi Magnetti stavano passando nelle fila degli scissionisti,tra i di Lauro erano già pronti Mario Buono Carlo Capasso Raffaele Musolino Antonello Faiello e Nunzio Talotti per frenare sul nascere le mire espansionistiche di Giannino e Magnetti,ma stranamente Giuseppe Pica li fermo' aspettando che l'ordine arrivasse direttamente da Marco Di Lauro prima di intraprendere qualsiasi decisione.Una fedeltà e una disciplina nei confronti del boss che costarono la vita oltre che a Giuseppe Pica,a tanti altri affiliati.

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