mercoledì 21 marzo 2012

Blitz contro gli scissionisti,arrestati esecutori e mandanti del duplice omicidio Montanino -Salerno

I carabinieri insieme alla squadra mobile stanno eseguendo da stamattina 22 ordinanze di custodia cautelare contro il clan degli scissionisti,e più precisamente contro i mandanti e gli esecutori materiali del duplice omicidio di Fulvio Montanino e di suo zio Claudio Salerno.
Omicidio che segno' la rottura tra i di Lauro e i suoi colonnelli che si unirono nel gruppo dei cosiddetti scissionisti.Il blitz e' stato possibile anche grazie ai collaboratori di giustizia che stanno ricostruendo con dovizia di particari tutta la fase organizzativa e la successiva scissione a suon di morti ammazzati.Tra tutti i collaboratori di giustizia che stanno collaborando nelle indagini vanno menzionati Biagio Esposito e Maurizio Prestieri,i due ras che stanno svelando decine e decine di omicidi.Del blitz al momento non si conosce molto visto che gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo,ma come sempre questo blog e il primo in assoluto ha sapere le notizie più censurate,e proprio per la stima
che abbiamo con i lettori che vi anticipiamo alcuni stralci delle dichiarazioni di Biagio Esposito che a reso possibile questo spettacolare blitz.Va precisato che gli arrestati sono cinque,gli altri erano già detenuti per altri resti,ha commettere l'agguato costato la vita a Fulvio Montanino e lo zio Claudio Salerno furono in dieci,li massacrarono in via limitone di arzano mettendo da parte la diplomazia e affrontare direttamente i di Lauro.Sia gli esecutori che i mandanti decisero come ultima ipotesi di ammazzare Montanino-Salerno-infatti la loro strategia prevedeva di ammazzare direttamente Paolo Di Lauro e i suoi figli.Cosimo Di Lauro entrava in questa priorità degli scissionisti che addirittura volevano decapitarlo dopo averlo ammazzato e buttare la sua testa fuori il portone della villa dei di Lauro,per dare un monito a tutti gli altri affiliati dei di lauro.Come esecutori materiali che parteciparono a l'agguato contro montanino-Salerno figurano Gennaro Marino,Arcangelo Abete,Vittorio Notturno,Massimiliano Cafasso come esecutori.Mandanti Cesare Pagano-Raffaele Amato-Giacomo Migliaccio-Raffaele Abbinante-Rosario Pariante e altri.Questi nomi vengono fuori da mie delucidazioni visto che ci sono stati altri collaboratori ad accusare i citati camorristi nel duplice omicidio Montanino-Salerno,ma al momento non si conosce per certo i nomi degli arrestati.Si sa comunque che dopo il duplice omicidio ancora con i vestiti sporchi di sangue di Montanino-Salerno si recarono nel covo dove attendevano la notizia i capi degli scissionisti per accertarsi della avvenuta esecuzione..

Così ammazzammo Cosimo Cerino e Ciro Ottaviano

Ci sono voluti diciassette anni per far luce sull'agguato avvenuto nel luglio del 1994 in cui furono massacrati Cosimo Cerino e il suo guardaspalle Ciro Ottaviano.Un duplice omicidio che a l'epoca fece molto scalpore per lo spessore criminale di Cosimo Cerino,boss dei licciardi entrato in contrasto con Pierino Licciardi,subentrato dopo la morte del fratello Gennaro Licciardi a scigna,alla guida del clan.Fu un agguato che gli investigatori inquadrarono fin da subito nella faida interna scoppiata dopo la morte di Gennaro Licciardi per il controllo delle attività criminali.Sono passati diciassette anni per incastrare gli esecutori e i mandanti di quel barbaro massacro,che molti imputavano a Vincenzo Esposito detto o principino,nipote prediletto di a scigna.C'e voluto il pentimento e le successive accuse Claudio Sacco per incastrare Pierino Licciardi e Gaetano Bocchetti detto nana' alle proprie responsabilità di mandanti,mentre lo stesso Claudio Sacco si autoaccusa di essere stato uno degli organizzatori e autori di quel duplice omicidio.Furono chiamati i miglior killer per ammazzare Cosimo Cerino,in cinque lo massacrarono senza pietà,Eugenio Nardi Gennaro Sacco Claudio Sacco e Salva Giovanni furono gli esecutori materiali mentre un'altra persona fece da esca.Ricordo che Cosimo Cerino era uno dei primissimi ras dei licciardi,aveva importanti agganci sia a Napoli che all'estero,erano frequenti i suoi viaggi in città del Messico dove aveva stipulato importanti contratti con i più potenti nercotrafficanti per importare fiumi di droga che poi venivano smerciati in tutta Napoli sotto lo stretto controllo dei licciardi che facevano il buono e il cattivo tempo nel decidere prezzi e le commesse.Cosimo Cerino si era stabilito stabilmente di nuovo stabilmente a secondigliano dopo l'arresto di Giovanni Cesarano,gestendo lui gli affari e al mantenimento dello stesso Cesarano e dei suoi affiliati.Fu in questo periodo che Cosimo Cerino conosce Ciro Ottaviano,rimane strabiliato nel constatare l'abita che cicciotto aveva nel guidare scooter e moto di grossa cilindrata.Era una persona carismatica cerino e Subito trovo il modo di avvicinare Ciro Ottaviano e farlo diventare in poco tempo il suo uomo e autista di fiducia.Sempre in quel periodo Cosimo Cerino era entrato in contrasto con Pierino Licciardi,che con quel suo carattere autoritario si stava facendo odiare un Po da tutto gli affiliati.Cerino stava formando un proprio gruppo,aveva capito che Pierino licciardi lo voleva ammazzare,infatti i due si erano in più occasioni lasciati in malo modo,e cerino non perdeva occasione di criticare apertamente Pierino licciardi nella gestione del clan e nella spartizione dei profitti,che
Ad alcuni affiati venivano aumentati mentre a lui e pochi altri erano stati diminuiti drasticamente.Cerino non si faceva vedere più per secondigliano,aveva
Capito che lo volevano far fuori,aveva manifestato la volontà di metterai in proprio mandando un suo emissario a comunicare questa sua decisione ai licciardi.I Licciardi buttarono l'esca e Cosimo Cerino abbocco',lo invitarono ad una riunione proprio nella loro roccaforte,il rione masseria cardone.Stranamente cerino accetto' l'invito che doveva servire ha chiudere in amicizia la loro collaborazione.Lo ammazzarono insieme a Ciro Ottaviano mentre si recava
a chiarire la sua posizione in quella fantomatica riunione....

La magistratura caccia da Napoli Antonio Mennetta detto ennino...

Amara sorpresa per Antonio Mennetta detto ennino,nipote di Salvatore Petriccione e' attuale reggente del clan della venella grassi.Su richiesta della direzione investigativa antimafia,la procura di Napoli ha dato parere favorevole al divieto di dimora in tutti i comuni della Campania per Antonio Mennetta ritenuto soggetto pericoloso.Una sorte di esilio forzato per ennino,che oltre alla venella grassi e all'alleanza con i marino-notturno-pariante stava partendo all'assalto di melito di Napoli,comune sotto lo stretto controllo degli Amato-Pagano.Infatti fonti investigative confermano la ferma volontà di questo nuovo sodalizio criminale di scansare e prendersi le zone controllate dagli Amato-pagano.Ennino insieme a Rosario Guarino detto joe banana e Fabio Magnetti si erano accaparrati anche le zone del rione berlingieri e di San Pietro a patierno.Comunque visto il grande lavoro delle forze dell'ordine Sara difficile rimanere compatti per il gruppo della venella grassi,dopo le ultime mazzate investigative,infatti il clan e' stato frantumato dopo gli arresti dei capi,e la latitanza dei reggenti Rosario Guarino e Fabio Magnetti,più l'esilio forzato per Antonio Mennetta che sicuramente non lo rispetterà fino in fondo.Visto anche gli interessi il volume di affari che stava costruendo....

sabato 10 marzo 2012

Terremoto nel clan di Lauro

Carlo Capasso e'stato l'ultimo in ordine di tempo ha collaborare con la giustizia.Il killer bambino del clan di Lauro,visto che i primi omicidi li ha commessi da minorenne,appena quindicenne.Della famiglia di Lauro conosce molti segreti,tra cui i killer e mandanti dei tanti omicidi commessi durante la faida di scampia.Quando si seppe della sua collaborazione fu il terremoto nel clan di Lauro,un fiume in piena difficile da fermare.Basta pensare che si e' autoaccussato di decine di omicidi,ma sta aiutando gli investigatori anche sul fronte opposto al suo,sta collaborando alacremente anche sui tanti omicidi commessi dagli scissionisti,che lo hanno visto da carnefice ha vittima.Ma il vero colpo che rischia di squadernare quel che restandei di Lauro gli investigatori lo stanno raccogliendo da Vincenzo Lombardi,il nuovo collaboratore di giustizia che sta riportando nei minimi dettagli fatti e misfatti dei di lauro.Anche lui nel clan di Lauro ha una militanza abbastanza lunga,visto che e'entrato a far parte del clan quando era appena adolescente.E stato un killer spietato che non si e risparmiato sia durante la faida con gli scissionisti che dopo nella seconda guerra contro i girati.Si e' anche lui autoaccussato di decine di omicidi,sta svelando complici e mandanti degli agguati più cruenti avvenuti nella zona di secondigliano.Un vero fiume in piena che senza reticenza sta dimostrando grande affidabilità e credibilità visto che la procura lo ritiene come uno dei più credibili collaboratori.Comunque oltre Vincenzo Lombardi e Carlo Capasso c'e anche il ras Biagio Esposito che sta dando un contributo notevole nell'individuare killer e mandanti dei tanti omicidi avvenuti durante la faida.Va precisato che Biagio Esposito da uomo libero si andò ad accusare di crimini orrendi commessi da lui e dai suoi amici.Dimostro' grande intelligenza e lucidità quando si andò ha costituire alzando subito la posta facendo arrestare Cesare Pagano e dopo pochi giorni Elio Amato gli ultimi capimdella famiglia amato pagano che curavano gli affari del clan.Intanto si spera che questi nuovi collaboratori diano nuova linfa per individuare gli assassini di chi durante la faida di scampia fu ammazzato senza aver nulla che fare con i clan in guerra.Ricordiamo tra i tanti Dario Scherillo,ammazzato a casavatore probabilmente vittima di uno scambio di persona.Ma rimane anche il mistero su chi uccise il patrigno di Biagio Esposito,arrivato in ospedale comm.le ossa frantumate.Ma ci sono anche quattro lupare bianche che a distanza di anni non si e saputo ancora niente,mi riferisco alla sparizione del nipote del boss Paolo Di Lauro,mentre ci sono le più recenti sparizioni che riguardano Paolo Guarracino,Massimo Frascogna e Ruggiero Lazzaro.Ma anche i tanti agguati avvenuti durante la faida di cui non di conosce ne i nomi dei killer ne quelli dei mandanti.Sotto riporto i nomi dei tanti ragazzi massacrati che ancora oggi aspettono giustizia.
Emanuele Leone ammazzato nel rione berlingieri
Antonio Orefice ammazzato nel rione berlingieri
Antonio vizzaccaro detto Vito ammazzato nel rione berlingieri
Il triplice omicidio di casavatore
Antonio landieri ammazzato a scampia
Antonio de Luise ucciso a melito
Il padre di Ferdinando emolo
Carmine Fusco ucciso nel mercatino di secondigliano
Lucio de Lucia ucciso miezz a l'arco
E tanti altri di cui adesso non ricordo il nome,che comunque le famiglie aspettano ancora giustiza quella della legge no della violenza...

Arrestato Giuseppe polverino

Arrestato in Spagna Giuseppe Polverino
Il suo «tesoretto»? Un miliardo di euro
La polizia spagnola e i carabinieri italiani lo hanno fermato a Jerez de la Frontera. Era insieme a un affiliato



Giuseppe Polverino detto Peppe 'o barone
NAPOLI - I carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli insieme a personale dell'Uco (Unidad Central Operativa) della Guardia Civil hanno catturato in Spagna, poco dopo le 22 di martedì, un latitante inserito nell'elenco dei ricercati di massima pericolosità: Giuseppe Polverino, detto «Peppe 'o barone» 53enne,a capo dell'omonimo clan camorristico che, partendo dalla zona di Marano (comune a nord di Napoli), controlla un impero valutato da 1 miliardo.

CARTA D'IDENTITA' FALSA - Lo hanno bloccato a Jerez de la Frontera, località andalusa nota per il circuito automobilistico e ancor di più per la produzione del liquore sherry. Polverino era insieme a un affiliato di spiccodel clan anch'egli ricercato, il 48enne Raffaele Vallefuoco. I due hanno tentato di evitare l'arresto mostrando una carta d'identità intestata ad altra persona, ma il tentativo è andato a vuoto. A Polverino e Vallefuoco, che erano ricercati in tutta Europa, i carabinieri hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea.

RICERCATO IN TUTTA EUROPA - Il boss della camorra di Marano era latitante dal 2006 per una condanna a due anni e ricercato dal 2011 per associazione camorristica. Gli investigatori negli ultimi mesi hanno lavorato molto sulla camorra maranese, accertando l'esistenza di un patto tra i Polverino, i Nuvoletta e i Casalesi. Nel corso di una maxi operazione della Guardia di Finanza scattata alla fine di febbraio scorso è stato anche sequestrato un complesso turistico-alberghiero sul litorale domizio riconducibile ai Nuvoletta.

LE ACCUSE - Una volta in Italia Giuseppe Polverino dovrà rispondere di numerose accuse come: associazione mafiosa, estorsioni, usura, traffico internazionale di stupefacenti, spaccio di droga e riciclaggio dei proventi del clan.

IL «TESORO» - Oltre 100 appezzamenti di terreni, 175 appartamenti, 19 ville, 141 tra box auto, negozi e magazzini. E ancora, 43 società tra cui alberghi, gioiellerie e aziende agricole oltre a 117 autovetture, 62 autocarri, 23 motocicli. È il tesoro da circa un miliardo di euro che i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli avevano sequestrato in via preventiva lo scorso maggio a personaggi ritenuti affiliati o prestanome del clan Polverino. La cosca è egemone nelle città di Marano di Napoli, Villaricca, Quarto, Qualiano, Pozzuoli e nel quartiere Camaldoli di Napoli. Sotto il suo controllo attività imprenditoriali e commerciali in Italia e in Spagna, in particolare a Barcellona, Alicante e Malaga. Secondo i Carabinieri del comando provinciale di Napoli «si tratta di attività commerciali e imprenditoriali che comprovano la centralità assunta da Polverino nello scenario criminale campano e la sua pervasiva capacità di infiltrazione nel mondo economico e imprenditoriale, per il controllo in regime pressoché monopolistico della produzione e in molti casi la distribuzione in numerose zone della provincia di prodotti alimentari (farine, pane, carni - pollame e bovini-, uova, caffè) nonchè di importanti attività nel settore delle costruzioni edili e del calcestruzzo. Tutte attività sostenute grazie al riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti che vede il gruppo camorristico operare costantemente sull'asse Marano-Spagna meridionale».

IL MINISTRO CANCELLIERI - Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha così commentato: «Grande soddisfazione per l'arresto di Polverino che rappresenta un'altra affermazione dello Stato contro la camorra, grazie a un successo investigativo di altissimo livello conseguito con il prezioso lavoro delle Forze dell'ordine e della magistratura».

DE MAGISTRIS - «Oggi è un giorno importante per la democrazia - afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris - È fondamentale, per vincere questa battaglia contro le mafie, quella rivoluzione culturale di cui parlavano Falcone e Borsellino. L'antidoto più incisivo contro il veleno del crimine organizzato sono infatti le cittadine e i cittadini, la mobilitazione delle loro coscienze, la loro azione vigile e quotidiana».