sabato 29 dicembre 2012

Il suicidio dei clan in guerra...

Duro colpo per le famiglie in guerra dei Notturno-Abbinante-Abete che con gli arresti di ieri si e' visto ridimensionare di colpo il suo direttorio.Ciò grazie anche ai collaboratori di giustizia che stanno dando una mano importantissima agli inquirenti nel ricostruire il ruolo di ognuno degli arrestati e a chiarire le dinamiche sfociate poi nella nuova faida.Un blitz importantissimo quello di ieri che ancora una volta ha fatto capire ai cosiddetti uomini del sistema che e' inutile che si scannano tra di loro per guadagnare qualche metro in piu' di marciapiede,chi comanda e' lo stato e il blitz di ieri ne e' stata l'ennesima prova.Gli arrestati sono tutti accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e alcuni anche di omicidio come lo stesso boss Arcangelo Abbinante che insieme ad Armando Ciccarelli e accusato dell'omicidio di Gennaro Riccio ammazzato ad agosto nella vela celeste.Due schieramenti potenti in guerra entrambi decapitati dalle forze dell'ordine,si sono così suicidati sia gli Abbinate-Notturno-Abete che i girati della venella grassi che insieme ai Marino e i Leonardi avevano iniziato questa nuova faida.Con l'arresto di Montenera con Arcangelo Abete detenuto da tempo al 41bis insieme ai cugini del clan Notturno si puo' ben ipotizzare che anche questo gruppo con il tempo si disintegrerà.Delucidazioni che nascono anche dagli arresti eccellenti avvenuti nel clan Abbinante e l'arresto di ieri ne e' la prova,con Arcangelo Abbinante in prigione sicuramente verra' applicato anche a lui il 41 bis anche il clan Abbinante e stato messo fuori dai giochi.Il papa' Antonio detenuto da tempo al 41bis insieme ai fratelli Guido e Raffaele difficilmente vedranno un giorno le porte del carcere riaprirsi visto le accuse gravissime di cui sono accusati.Ergastolani rinchiusi in una bara di cemento.Senza dimenticare che allo stesso modo sono finiti anche i Girati i Leonardo e i Marino quest'ultimi senza piu' nessuna guida carismatica dopo il barbaro assassino del loro capo Gaetano Marino ammazzato a Terracina nel mese di agosto.I girati della venella grassi era un gruppo ben egemone e organizzato,ma anche loro forse piu' di altri sono stati sconfitti dallo stato democratico che in piu' blitz ha decapitato il gruppo definitivamente.Non hanno piu' capi ne killer a disposizione,resiste solo Antonio Mennetta anche lui braccato sconfitto con accuse gravissime che se arrestato lo terranno per tantissimi anni fuori dai giochi del sistema.Discorso a parte per il gruppo dei Leonardo che ha finanziato i girati durante il conflitto,il loro gruppi e' machiavellico e si puo' bene ipotizzare che dopo l'arresto del loro capo Antonio Leonardi e quando anche Antonio Mennetta verra' arrestato saliranno sul carro del nuovo vincitore,coloro che prenderanno il posto dei killer capi e gregari che si sono suicidati con le loro mani.L'attenzione dunque va oltre i confini di scampia,tra Melito Arzano e Mugnano dove gli Amato-Pagano si sono rinforzati in maniera significativa e sanno benissimo che solo una situazione confusionale come questa attuale puo' fertilizzare il terreno per una nuova venuta.Dico così perché gli Amato-Pagano furono cacciati da scampia e secondigliano proprio dai gruppi in guerra che pian piano lo stato sta distruggendo.Ma l'attenzione va anche al clan Di Lauro che puo' adesso come non mai cercare di alzare di nuovo la testa e in qualche modo tessere nuove alleanze.Non bisogna farsi ingannare dalla giovane eta' di Marco Di Lauro,che e' un grande stratega ciò lo dimostra anche il modo di gestire la sua latitanza,dal 2005 irreperibile un fantasma sparito nel nulla dove anche gli investigatori piu' esperti si stanno scontrando con un muro di gomma impenetrabile che rende molto difficile la sua cattura.Pensate che latitanti esperti piu' anziani di Marco Di Lauro vengono arrestati nel giro di pochi mesi,lui dal 2005 a fatto perdere le sue traccia vi sembra poco?

Gli accordi segreti tra i girati e riccio...

Si pensava che in questa nuova faida di camorra le famiglie Pagano-Amato non si erano fatto coinvolgere,non si erano schierati ne con la venella grassi ne con gli Abete-Abbinante-Notturno.Si erano fatti cautamente da parte,ma il nuovo pentito degli Amato-Pagano Giovanni Illiano sta riferendo agli inquirenti dettagli e resoconti che mostrano il contrario.Gli Amato-Pagano sottobanco stanno aiutando la venella grassi,questo secondo Giovanni Illiano pentitosi dopo pochi mesi al suo arresto per aver ammazzato una persona a Melito.Secondo Giovanni Illiano Antonio Mennetta tramite Rosario Guarino suo cugino,organizzo' un incontro con il latitante Mariano Riccio genero di Cesare Pagano,per chiedere appoggio in caso il suo gruppo(la venella grassi)insieme ai Marino avesse attaccato frontalmente gli Abete-Abbinante-Notturno.Subito i due babyboss non riuscirono a trovare un accordo visto che sia Mariano Riccio che Antonio Mennetta non si fidavano l'uno dell'altro.In virtu' del fatto che Mariano Riccio si era rifiutato di appoggiare Antonio Mennetta quando questo ammazzo' Antonello Faiello,poi ancora un'altro episodio che rischio' di compromettere in modo serio i

Gaetano Marino venne picchiato da noi due..

Sono stato io l'esecutore materiale del duplice omicidio Stanchi-Monto' massacrati e i loro cadaveri dati alle fiamme vicino il cimitero di Melito.Inizia cosi' il racconto di Gianluca Giugliano ex braccio destro di Gaetano Marino oggi collaboratore di giustizia.All'inizio gli inquirenti non lo avevano preso troppo in considerazione,quando subito dopo l'agguato avvenuto a Terracina in cui fu massacrato Gaetano Marino,inizio' la sua collaborazione con gli inquirenti.Oggi invece la posizione di Gianluca Giugliano e' cambiata dopo che si e' accusato del

venerdì 28 dicembre 2012

Sette arresti per omicidio, colpiti gli «Scissionisti» in guerra a Scampia

Ancora una brutta mazzata per i clan in guerra di scampia,le forze dell'ordine con uno spettacolare blitz hanno arrestato uno dei gruppi di fuoco della famiglia Abete-Abbinante-Notturno tra cui lo stesso boss Arcangelo Abete..Sette presunti esponenti del clan Abate-Abbinante-Notturno, coinvolto nella cosiddetta faida di Scampia, sono stati fermati dalla squadra mobile di Napoli. la polizia ha eseguito un provvedimento emesso dalla Dda. Sono stati catturati Arcangelo Abbinante, ritenuto il capo dell' omonima cosca, Giovanni Carriello, Giuseppe

Spunta la lista della morte



«Quando ci indicarono
come si voleva fare la guerra, ci
dissero che bisognava uccidere
Arcangelo Abbinante, figlio di Antonio Abbinante; Giovanni Esposito, lo zio di quest’ultimo; Raffaele Aprea e Antonio Leonardi». A
svelare il piano degli “scissionisti
dagli scissionisti” è stato nell’interrogatorio del 10 ottobre scorso
Gianluca Giugliano, il pentito che
sta aiutando di più gli investigatori a ricostruire scenari e vicende

Omicidio Faiello, le vittime dovevano essere due


Al raid nella “Vanella Grassi” del gruppo del clan Di
Lauro, terminato con l’omicidio di Antonello Faiello “Al Pacino” e
scaturito dal desiderio di vendicare due ragazze picchiate da
Antonio Mennetta, partecipò anche un congiunto di Marco Di Lauro
che fu “risparmiato” dai “Girati” grazie al cognome.
Successivamente i due latitanti, “Er Nino” e “Marcuccio” si
incontrarono per chiarire e da allora i rapporti tra i due clan sono di
non belligeranza; anzi, secondo alcuni inquirenti e alcuni

L'omicidio di Antonello Faiello raccontato nei particolari.

Vincenzo Lombardi,Gianluca Giugliano,i fratelli Carmine e Gaetano Annunziata e Giovanni Illiano,sono solo alcuni dei collaboratori di giustizia che si son pentiti ultimamente e che stanno ricostruendo decine di omicidi avvenuti tra secondigliano e scampia.Il blitz di Natale contro esponenti dei di lauro e della venella grassi e' avvenuto proprio grazie alle loro minuziose ricostruzioni di omidici tra cui quello di Antonello Faiello ammazzato nel bel mezzo di una spedizione punitiva.L'attuale faida in corso tra i girati e il gruppo Abete-Abbinante-Notturno e' legato proprio a questo omicidio e al mancato appoggio degli Amato Pagano alla venella grassi.Tutto inizia per una storia di donne,due ragazze del rione berlingieri che uscivano con piu' esponenti del clan dei di lauro,quando Antonio Mennetta lo venne a sapere,il capo dei girati prima le minaccio' e poi le picchio' violentemente.Questo per precauzione,visto che i girati dopo il duplice omicidio Parisi-Ferrara e di Francesco Feldi detto tufano si erano impossessati del rione berlingieri,e visto che le due ragazze erano proprio del rione berlingieri furono picchiate e costrette a non frequentare nessun affiliato al clan dei di lauro.L'attuale reggente della venella grassi credeva che i di lauro tramite queste ragazze potevano raccogliere informazioni e abitudini dei girati per colpirli sottobanco.Con queste ragazze oltre a Nunzio Talotti usciva anche Antonello Faiello,quando al pacino venne a sapere che Ennino aveva picchiato queste due ragazze monto' su tutte le furie e insieme al Talotti Nunzio e Raffaele Di Lauro decisero di dare una lezione al gruppo della venella grassi.Quando Marco Di Lauro lo venne a sapere prese un po' di tempo ma raccomando' ai suoi fedeli killer di fare un paliatone a un certo paoluccio affiliato alla venella grassi,questo paoluccio a sentire Vincenzo Lombardi stava creando molti problemi al clan dei di lauro.Minacciava gli affiliati piu' giovani dei di lauro e in piu' occasioni aveva organizzato delle vere e proprie spedizioni punitive nel terzo mondo feudo dei di lauro.Cosi' il clan di lauro organizzo' una vera e propria caccia all'uomo con persone messe apposta per pedinare paoluccio,i risultati non tardarono ad arrivare e il bersaglio fu avvistato in via del cassano a bordo di una moto.Dal rione dei fiori partirono quattro moto honda transalp,una guidata da un certo Silvestri con Antonello Faiello dietro,l'altra con Luigi De Lucia e un'altro esponente dei di lauro.Quando intercettammo Paoluccio racconta il collaboratore di giustizia Vincenzo Lombardi,questo capi' le nostre intenzioni che tuttavia non erano quelle di ammazzarlo ma solo di picchiarlo e mandarlo in ospedale,inizio' a guardarsi intorno e corse via a bordo della moto.Fu inseguito fin dentro il corso Italia ma riusci' a far perdere le sue tracce e rifugiarsi proprio nella zona della venella grassi.Quando i quattro rientrarono nel rione dei fiori gli esponenti piu' in vista dei di lauro si infuriarono e si domandavano come era possibile che un ragazzetto era riuscito a seminarli.Al gruppo si aggiunsero Vincenzo Lombardi,Raffaele Musolino e Raffaele Di Lauro e partirono diretti fin dentro la venella grassi per ammazzare il primo esponente dei girati avvistato.Nel feudo della venella grassi atterrarono ben sei motociclette con altrettanti dilauriani pronti a tutti per riaffermare il loro dominio.Ma proprio in mezzo alla venella,a pochi metri dalle abitazione dei capi dei girati,vicino al bar ariston si fece trovare in forza tutti gli esponenti dei girati,c'erano Antonio Menneta,Fabio Magnetti,Giuseppe Magnetti,Joanderson Monaco,Rosario Guarino,Umberto Accurso e Lucarelli Gennaro.Alcune telecamere poste all'esterno di vari esercizi commerciali ripresero la scena,quando arrivarono fuori al bar ariston Antonio Mennetta ando' incontro ad Antonello Faiello e a Silvestro e gli grido' cosa erano venuti a fare visto che non erano nessuno.Ci fu una discussione molta accesa tra Antonello Faiello e Antonio Mennetta fin quando ennino si rese conto della presenza di Raffaele Musolino detto papele e di Vincenzo Lombardi,conosceva entrambi anche per il fatto che la sua carriera criminale era iniziata proprio nel gruppo di fuoco dei di lauro in cui sia Lombardi che Musolino erano assai temuti per la loro spietatezza.Racconta il pentito Vincenzo Lombardi testimone oculare dei fatti e colui che ha reso possibile il blitz che ha fatto chiarezza sull'agguato costato la vita ad Antonello Faiello e fatto arrestare gli esecutori e complici di questo brutale omicidio.Racconta Lombardi che Antonio Mennetta fini' di discutere con Faiello e stava per dirigersi verso loro due
,quando sentimmo tre o quattro colpi di pistola che colpirono alla schiena Antonello Faiello che tuttavia non mori' subito ma continuava a imprecare contro i girati.Io racconta Lombardi ero osservavo Antonio Mennetta e quando sentii i colpi e vidi Faiello e silvestri per terra dissi a Raffaele Musolino di ammazzare Mennetta,papele sparo cinque sei colpi in direzione di Antonio Mennetta che riusci' a ripararsi dietro un'auto in sosta,nel frattempo anche Luigi De Lucia era stato ferito a l'inguine e ad una spalla e stava per terra e sanguinava copiosamente.Stavamo per scappare quando vidi Antonio Mennetta che sparava in faccia a Faiello dandogli il classico colpo di grazia.Quando Antonello Faiello fu ammazzato Antonio Mennetta ando' a chiedere protezione in caso di guerra agli Amato-Pagano che tuttavia si rifiutarono di aiutare lui e il gruppo della venella grassi,anzi gli consigliarono di tenere gli occhi ben aperti perche' la vendetta dei di lauro non si sarebbe fatta aspettare.Il mancato aiuto e appoggio alla venella grassi fu la causa scatenante del conflitto tuttora in atto tra scampia e secondigliano.Da quel momento Antonio Mennetta inizia una subdola cospirazione contro gli Amato-Pagano coinvolgendo le famiglie Abete-Leonardi-Abbinate-Gervasio-Marino che avevano anche loro parecchio risentimento contro la famiglia degli Amato-Pagano capi degli scissionisti detenuti.Tramite ambasciatori comunque Antonio Mennetta temendo la reazione dei di lauro vuole chiarire l'episodio con Marco Di Lauro personalmente e sancire una volta per tutte una tregua che serve a non creare piu' tensioni tra i due clan.Infatti i due si incontrarono e Marco Di Lauro grande stratega forse intuendo le ambizioni di Antonio Mennetta acconsenti' a risolvere i contrasti con una stretta di mano e la promessa che qualsiasi problema futuro sarebbe stato discusso senza partire subito con mitra e pistola.La tregua fu siglata ma sicuramente Marco Di Lauro capi' fin da subito che le ambizioni di Antonio Mennetta avrebbero scatenato un conflitto che sicuramente avremme frantumato sia il clan della venella grassi sia quello capeggiato dalla famiglia Abete dello baku'.Cosa che effettivamente si sta avverando con l'arresto di tutti i capi e i killer sia dei girati che degli scissionisti,realta' prevista fin da subito da Marco Di Lauro che in fatti di strategie e furbizia non ha niente da invidiare al padre Paolo Di Lauro.Fin da subito infatti si credeva che anche il clan dei di lauro stesse attivamente partecipando al conflitto in corso,mentre invece si stanno tenendo cautamente da parte aspettando chi vincera' e sicuramente allearsi con i vncitori.In tutto questo chi sta vincendo sono solo gli Amato-Pagano che insieme ai Di Lauro sta aspettando su quale carro salire...

Arrestato il latitante Antonio Leonardi(chiappellone)


Gli agenti sono intervenuti non lontano dalla stazione ferroviaria di piazza Garibaldi. L'uomo era ricercato dalla scorsa estate perchè ritenuto uno dei responsabili del traffico di droga nella zona compresa tra Secondigliano e Scampia. E proprio

giovedì 27 dicembre 2012

Arrestati gli esecutori e organizzatori dell'omicidio di Antonello Faiello..

Il blitz come previsto e' scattato nel giorno di Natale,i migliori reparti dei carabinieri si sono preparati minuziosamente per stringere il cerchio intorno agli assassini di Antonello Faiello ammazzato il 14 aprile dell'anno scorso.Gli indagati ancora con lo stomaco pieno dell'abbuffata della vigilia di Natale non immaginavano che di li a poco i carabinieri in assetto antisommossa li andavano ha prelevare di buon ora fin dentro il letto.Gli arrestati sono otto,sei fanno parte del gruppo di fuoco della venella grassi,mentre altri due sono affiliati al clan Di Lauro,tutti accusati a vario titolo di questo truce omicidio che segno' la svolta nella nuova faida di scampia ancora in atto.Ecco i nomi degli arrestati con la premessa che devono essere ritenuti innocenti fino ad una eventuale condanna definitiva,Guarino Rosario, 29 anni,

giovedì 6 dicembre 2012

Molte ipotesi ma nessun riscontro obiettivo...

Un vero rompicapo per gli investigatori che non riescono ancora a collocare che con ferocia e sangue freddo ha ammazzato il ventisettenne Mirko Romano braccio destro del baby ras latitante Mariano Riccio genero di Cesare Pagano e reggente della famiglia che sta spostando le sue mire espansionistiche anche nel comune di Marano di Napoli dove decine di scissionisti non si sono fatti nessuno scrupolo a formare ronde armate.Mirko Romano era diverso,una personalita' e un modo di gestirsi non comune negli ambienti che

Ennesimo agguato a scampia...

Camorra sempre più spavalda e sanguinaria. La faida di Scampia per la droga fa l’ennesima vittima e questa volta i killer dei “girati” non hanno esitato a sparare nell’ingresso di una scuola materna, la “Eugenio Montale” di via Fratelli Cervi, nel cuore di Scampia, dove i piccoli alunni erano intenti a provare i canti natalizi. A cadere sotto il piombo assassino è stato il pregiudicato 50enne Luigi Lucenti, considerato molto vicino alla famiglia degli Abbinante. L’uomo, che nell’81 fu coinvolto in una rapina dove fu ammazzato un ex poliziotto, è stato ferito in strada e poi ha cercato riparo nell’asilo, dove gli assassini lo hanno giustiziato con almeno 8 pallottole, quasi tutte alla testa. Scene di disperazione dei parenti mentre una donna incitava gli uomini della famiglia a «muoversi per cercare chi era stato».Questa volta davvero si e' andati oltre,una scuola elementare con decine di bimbi intenti ha recitare la canzonetta di natale.E' arrivato il momento che lo stato ora piu' che mai davvero mostra i muscoli,andare casa per casa arrestare questo manipolo di killer che non si ferma davanti a nulla.Lo stato deve intervenire,con forza,non si puo' rimanere indifferenti davanti alla tantissima brava gente che abita a scampia e che con forza chiede piu' presenza sul territorio delle forze dell'ordine,e impreca anche che una volta per tutte arrestano questi camorristi che stanno superando ogni segno.Bisogna militarizzare scampia,ventiquattro ore su ventiquattro senza sosta,indagini a 360 gradi per inchiodare alle loro responsabilita' questi balordi.Ripeto non si puo' ammazzare senza nessun rispetto per la vita umana...

lunedì 3 dicembre 2012

Identificato il corpo dell'uomo trovato con il cranio sfondato..

Ci e' voluta tutta la giornata per svelare l'enigma dell'uomo trovato stamattina con il cranio sfondato sulla perimetrale di Melito,esattamente allo svincolo di Giugliano.Si tratta di Mirko Romano 27 anni affiliato al cartello Amato-Pagano-braccio destro del babyboss latitante Mariano Riccio genero di Cesare Pagano ritenuto il capo della cupola

Ancora un agguato riconducibile alla faida di scampia

Ancora un tragico epilogo nell'infinita guerra che da scampia divampa in tutta l'area a nord di Napoli,stamane sulla superstrada perimetrale di Melito,all'uscita dello svincolo per Giugliano i carabinieri sono intervenuti a seguito di alcune segnalazioni e hanno trovato un uomo con il cranio sfondato da un proiettile di grosso calibro.Al momento si pensa che la vittima sia da collegare alla faida di scampia,molto probabilmente la vittima era vicino agli ambienti malavitosi delle famiglie Amato-Pagano diventate fortissime in provincia di Napoli e dintorni.I carabinieri hanno escluso anche l'ipotesi di una rapina finita male,visto che l'uomo momento del ritrovamento aveva moltissimi soldi in tasca e un preziosissimo orologio rolex tutto oro.Non si conosce ancora al momento l'identita della persona uccisa visto che era sprovvista di documenti.

Il pentito: «L'uomo che doveva morire al posto di Lino è un miracolato. Ci è già sfuggito tre volte»


Questa è la storia di un uomo che visse tre volte. O, per meglio dire, che sopravvisse tre volte. È il racconto che illustra una triste verità, dimostrando come la sorte sorrida a volta ai malvagi e si accanisca, invece, contro i buoni. È la ricostruzione testuale delle dichiarazioni rese da Carmine Annunziata - uno dei due figli di Anna Altamura, la «specchiettista» che lavorava per gli scissionisti di Scampia e che oggi collabora con la giustizia - il quale alle cinque del mattino del 24 novembre (il sabato successivo alla nottata in cui sua madre, Anna Altamura, si consegnò al commissariato di polizia di Scampia chiedendo protezione) ha detto molto, consentendo agli inquirenti di far chiarezza anche su altri delitti, oltre all’omicidio del povero Lino Romano.

giovedì 29 novembre 2012

Omicidio di Lino, l'arresto e la pentita Quella notte vittime e carnefici erano tutti a cena nello stesso palazzo


di Rosaria Capacchione
NAPOLI - Anna è tutto tranne che anormale. È una donna ancora giovane, madre di due giovanotti, zia di una ragazza poco più che adolescente che ha un fidanzato impiegato nel Sistema.
La dote più spaventosa di Anna è quella di essere una persona dei suoi tempi - tempi di faida - e del suo quartiere, anche lei nel Sistema o, almeno, con figli e tanti amici nel Sistema. Solo che questi son

Il boss Licciardi va in caserma a firmare con la scorta armata: arrestato


Il boss della camorra Pietro Licciardi, 32 anni, ritenuto uno dei capi dell'omonimo clan di Secondigliano, è stato arrestato dai carabinieri insieme ad un pregiudicato armato che gli faceva da scorta.
Licciardi - che era sottoposto all'obbligo di firma dopo essere stato scarcerato nei giorni scorsi - era stato notato dai militari mentre si recava nella stazione di Secondigliano scortato da guardaspalle a bordo di una moto.

I carabinieri hanno arrestato insieme a Licciardi il 23enne Raffaele Fiore, già denunciato in passato, trovato con una pistola calibro 9 con il colpo in canna e 14 cartucce nel caricatore. L'arma è risultata rubata in provincia di Frosinone nel 2009. Altri due componenti della scorta, un 49 enne e un 35 enne, ritenuti affiliati al clan Licciardi, sono stati denunciati.Al momento non si capisce bene per quale motivo il boss Pietro Licciardi abbia deciso di farsi scortare visto che la sua famiglia si e' ben defilata prendendo le distanze dalle due frazioni in lotta per le piazze di spaccio di scampia...

lunedì 26 novembre 2012

Il babyboss come il padre: al carcere duro


 Vivere e morire da camorristi. Se un uomo desse importanza alla parola «vita», se riuscisse a capire che ogni giorno della propria esistenza va coniugato con un'altra parola - libertà - allora certamente rinuncerebbe a far parte di qualunque clan. Perché l'epilogo di chi interpreta il ruolo di protagonista in ogni storia criminale porta verso due strade: la morte violenta o il carcere.

domenica 25 novembre 2012

Arrestato il baby boss di Torre Annunziata ..

Purtroppo non esiste solo scampia dove si spaccia si ammazza e si fanno soldi a palate sulle spalle dei tanti poveri disgraziati schiavi di una criminalità volgare e predente.Oggi e' stato arrestato Mariano Abete,inserito nella lista dei cinque baby boss di scampia inseriti nello speciale programma di ricerca delle forze dell'ordine.La camorra respira vive e dilaga ovunque nelle zone della Campania,così si apprende che simultaneamente i carabinieri di torre Annunziata hanno arrestato il reggente del clan Gionta che a soli vent'anni aveva stretto a se le retini di uno dei
clan della camorra piu potenti dell'intera zona della provincia.Salvatore Paduano era un boss a tutti gli effetti,lo dimostra il curriculum criminale e i suoi tre anni passati da latitante.Forse uno dei giovani boss piu carismatici e spietati della camorra,un carisma criminale molto piu elevato rispetto ai cinque baby ras di scampia.Infatti era ricercato per associazione mafiosa,traffico internazionale di stupefacenti,detenzione illegale di arma da guerra rapina e con l'accusa piu' grave quella che da minorenne aveva partecipato all'agguato costato la vita ad un affiliato di un clan rivale.Un ragazzo inquieto che andava fermato ad ogni costo,intelligente e spietato tanto che in pochi anni era riuscito a dettare legge per quasi tutta torre Annunziata.

sabato 24 novembre 2012

Si riaccende la speranza per Antonio Lo Russo

Si riaccende una luce nel buio per Antonio Lo Russo condannato in via definitiva all'ergastolo per l'agguato dell'ambulanza in cui furono massacrati due uomini del clan rivale degli Stabile acerrimi nemici dei Lo Russo in guerra da oltre vent'anni.L'altro ieri sono stato arrestati altri cinque componenti del commando di killer che sullo svincolo della tangenziale di
Napoli all'altezza di capodimonte ammazzarono due affiliati del clan stabile.Dunque c'e la possibilità concreta che Antonio Lo Russo possa chiedere di essere giudicato di nuovo con una revisione del processo,questo grazie anche alle dichiarazioni di ben dodici collaboratori di giustizia che collocano la responsabilità di Antonio Lo Russo a ben altro ruolo rispetto a quello stabilito dai giudici che lo hanno condannato all'ergastolo.Tra questi anche lo zio Salvatore Lo Russo ha contribuito a ricostruire i ruoli effettivi del commando di killer partiti da miano.Anzi racconta che inizialmente lui credesse che l'agguato era stato commesso da quelli della sanità,ma poi racconta che subito dopo l'agguato si presento' a casa sua il genere ferito e dolorante e gli racconto' nei dettagli come erano andate esattamente le cose.

Arrestato Mariano Abete il baby boss

Ennesima operazione brillante dei carabinieri,eseguita con meticolosità chirurgica,finalmente e' finita la latitanza del giovane boss Mariano Abete arrestato stamane nella casa materna.Dalle prima frammentarie informazioni sembra che i carabinieri sono giunti a casa della mamma per eseguire ancora una volta l'ennesima perquisizione con la speranza di trovare il rampollo del clan.Proprio uno dei militari si e' accorto che una delle pareri della cucina era un po piu' curva rispetto alle altre.Così si e' inginocchiato ed a ha iniziato con piccoli colpetti della mano per capire se dava il classico rumore del vuoto al suo interno.Infatti l'intuizione del militare era giusta,la parete una volta controllata e puntellata dava l'impressione che al suo interno nascondesse un'altro vano.Così si sono preparati per sfondarla ma la mamma del giovane rampolli,a quel punto a cacciato dalla tasca un minuscolo telecomando che serviva a far scivolare la piccola parete mobile e consentire al figlio di uscire.Non si e' voluta far sfondare la parere,ma anzi una volta aperta la parete a chiamato il figlio dicendogli di uscire perché questa volta la fuga era finita per davvero.Il giovane rampollo figlio di Arcangelo Abete si nascondeva nella sua abitazione potendo sfruttare al massimo quello che la nuova tecnologia offre,infatti il suo piccolo rifugio bunker era davvero ben fatto,con al suo interno tutti i confort di
cui si ha bisogno.Un sistema mobile fatto in maniera eccellente costosissimo da un punto di vista tecnico,infatti sia dove era stato realizzato che gli elementi usati erano di ottima qualità.Mariano Abete era ricercato per associazione mafiosa traffico internazionale di stupefacenti e altri reati,oltre al fatto che era ritenuto dagli inquirenti uno dei fautori della nuova faida di scampia.Ancora una volta le forze dell'ordine si stanno impegnando al massimo delle forze per arrestare i latitanti e mettere una volta per tutte la parola fine a una guerra che da anni sta insanguinando l'area a nord di Napoli.Dunque un'altro colpo ai nuovi boss della faida,ricordiamo che il primo arrestato della lista dei baby boss e' stato Rosario Guarino indicato da inquirenti e pentiti come il reggente del gruppo della venella grassi,ora e' toccato a Mariano Abete e sicuramente nelle prossime settimane cadranno anche Antonio Mennetta e Mariano Riccio anche loro insieme a Marco Di Lauro sono entrati in un programma speciale del Viminale per catturarli.Fra gli ultimi baby boss il piu' imprendibile comunque resta Marco Di Lauro latitante dal 2004 accusato di innumerevoli reati tra cui una sentenza in primo grado all'ergastolo per l'omicidio del povero Attilio Romano' altra vittima innocente della
camorra.Resta comunque preoccupazione e interesse ha capire
come anno fatto questi cinque ragazzi tutti ventenni a mettere da parte i vecchi uomini di sistema e scatenare una guerra feroce che in pochi mesi e' divampata in tutta l'area nord di
Napoli.Ma rimane anche una domanda che al momento forse e' difficile rispondere,che ha vinto questa guerra?il cartello Di Lauro-Mennetta-Leonardi oppure il cartello rivale degli Abbinante-Abete-Notturno,e ancora gli agguati avvenuti nel quartiere di miano storica roccaforte dei capitoni sono da collegare a questa faida?Il gruppo tanto sponsorizzato dai giornali,il gruppo che sempre secondo i media potevano spostare l'ago della bilancia nella zona di tutta secondigliano a vinto realmente?.Quelli della venella dopo gli arresti gli agguati le vendette sono riusciti nel loro intendo di sogno di potere oppure tutta questa guerra e' stata combattuta solo per rancori personali senza vincitori ne vinti?Una cosa comunque e chiara gli unici vincitori come sempre restano sempre le divise.Grazie ragazzi per tutto quello che fate e speriamo che un giorno il vostro lavoro venga gratificato non sono economicamente ma anche moralmente quando tutta questa feccia sparisce per sempre.

venerdì 23 novembre 2012

È caccia al babyboss Mariano Riccio



di Andrea Acampa
e Angelo Covino Copiato da il roma..

Caccia al babyboss Mario detto ”Mariano” Riccio. Ieri, così come la settimana scorsa, nuovi controlli a tappeto a Marano. Il Comune a nord di
Napoli è stato risvoltato come un calzino dai carabinieri per una nuova
operazione ”Alto impatto”. Per ore è stato ”cinturato” tutto il corso Mediterraneo - la scorsa settimana i controlli avvennero al corso Europa -
zona frequentata da giovani pregiudicati.
Controlli anche ai centri scommesse, ai circoli ricreativi e agli avventori dei bar. In azione oltre quaranta militari dell’Arma con numerose auto, tra cui tre Jeep blindate, e un elicottero che con il fascio di luce puntato sui palazzi, sulle finestre delle abitazioni e sulla gente, dava la caccia all’astro nascente della camorra della zona nord di Napoli. Riccio,

Omicidio Masiello, in manette i killer


Due arresti ed un lungo interrogatorio durato tutta la notte per un terzo sospettato messo stotto torchio. Si è chiuso il cerchio sulle indagini per l’omicidio di Vincenzo Masiello, il pregiudicato assassinato ai Quartieri Spagnoli nel corso di un agguato di chiaro stampo camorristico. In manette, dopo
l’indagine “lampo” condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato Montecalvario, sono finiti Gennaro Ricci ed Emanuele Pipoli. Il primo al carcere di Latina, il secondo al carcere di Secondigliano. Manuele Radice, il terzo sospettato dell’omicidio è stato interrogato

mercoledì 21 novembre 2012

«Dieci i componenti del commando»


Mariano Grimaldi il 31 luglio 2009 parlò del duplice omicidio dell’ambulanza. Le sue dichiarazioni sono considerate molto importanti dalla procura antimafia in
quanto il pentito si è accusato di
aver partecipato all’agguato e
quindi si tratta di un contributo diretto all’inchiesta. Ecco alcuni passaggi, con la consueta premessa
che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.
«Un gruppo di cinque persone uccise Giuseppe D’Amico, rientrando subito a Miano, mentre altri
quattro seguirono l’ambulanza uccidendo Salvatore Manzo. Il gruppo che uccise D’Amico era composto da me, che guidavo la mia

La svolta grazie a due “gole profonde”


Agli atti dell’inchiesta ci
sono anche i verbali di interrogatorio degli ultimi due pentiti del clan
Lo Russo: Mario Centanni ed Emanuele Ferrara. Il primo ha riferito agli
inquirenti i racconti fattigli in carcere da Marco Salvati e Vincenzo
Bonavolta, una volta tornato libero.
Mentre il secondo ha parlato di presunte circostanze apprese da Francesco Russo detto “Dobermann”,
uno dei componenti il commando

Duplice omicidio, altri cinque arresti


I. È un’inchiesta infinita quella sul duplice omicidio cosidetto dell’ambulanza, costato la vita a
Giuseppe D’Amico e Salvatore Manzo. Era quest’ultimo, vicino al clan
Stabile di Piscinola, l’obiettivo dei
sicari dei Lo Russo che il 1 giugno
del 2004 entrarono in azione in viale Colli Aminei. Gli esecutori, nella
ricostruzione della Dda e per alcuni
di essi anche della magistratura giudicante, furono almeno dieci, ma
l’ordinanza di custodia cautelare

martedì 20 novembre 2012

Massacrato per una frase....

Ma chi ciruzz chill ca sta chius a rint,basta una frase come questa per morire come un cane sparato al cranio da distanza ravvicinata,solo perche' ti sei permesso di dire sta chius a rint.Viene fuori pure questo schifo dalle dichiarazioni di Biagio Esposito che sta raccontando nei minimi dettagli tutto cio' che conosce sui tanti agguati    commessi in oltre vent'anni di militanza tra il clan della famiglia Di Lauro e quello successivo degli scissionisti.Gennaro Esposito abitava nel rione dei fiori detto anche terzo mondo feudo della famiglia di Paolo Di Lauro che da li' parti' inaugurando la sua prima piazza di spaccio per espandersi man mano in quasi tutti i comuni limitrofi, che da secondigliano arrivano fino a Melito,Casavatore,Mugnano,Arzano e altri piccoli centri.Come dicevo Gennaro Esposito abitava nel terzo

venerdì 16 novembre 2012

Joe Banana confida: «Questa guerra durerà altri 50 anni»


 Le braccia muscolose le ha piene di tatuaggi. Parla in dialetto in slang stretto, alternato a frasi forzate in italiano. Rosario Guarino fa parte della generazione figlia di quei capi che animarono la prima faida di Scampia. A Vanella Grassi lo chiamano Joe Banana da quando era adolescente. Niente a che vedere con il famoso boss americano Joseph Bonanno, detto Bananas, dei primi del Novecento. Il soprannome affibbiatogli dai «compagni» è legato al film di Steno del 1982 Banana Joe, interpretato da Bud Spencer. Mangiava molte banane, Guarino, ed era anche molto grasso, così gli amici gli dissero: «Uà, ti stai facendo troppo chiatto. Mangi troppe banane, come a Bud Spencer nel film». Il soprannome è etichetta duratura, che identifica in certi ambienti più di un nome anagrafico. Da anni, Rosario Guarino è Joe Banana. Quando gli agenti lo hanno arrestato, non si è scomposto. Si è lasciato però andare, con pacatezza, a

giovedì 15 novembre 2012

Ammazzato a vent'anni per una lite.

Secondigliano violenta,come violenta e' questa realtà che ammazza figli e figlie vittime di un degrado e di una periferia dimenticata da dio,una discarica sociale dove si trova di tutto e di piu'.Di solito i miei post parlano di camorra e camorristi ma non si puo' rimanere indifferenti quando a perdere una vita e' un ventunenne con tanta voglia di vivere e tantissimi sogni nel cassetto chiuso da questi balordi che fanno della violenza il loro unico strumento.Vincenzo Priore ventunenne incensurati e' stato trovato stamattina alle 4.30 accasciato su se stesso in una pozza di sangue,il suo cadavere e' stato trovato presso una stradina che taglia a meta' il confine della masseria cardone e scampia a secondigliano.Poco dopo al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni bosco sono giunti altri due ragazzi ventotto e diciannove anni feriti e scioccati da quando accaduto poco prima.infatti molto probabilmente i due si trovavano in compagnia di Vincenzo Priore quando inseguiti e impauriti sono stati raggiunti dai loro aggressori che non hanno esitato a freddare con numerosi colpi di arma da fuoco alla schiena il povero Vincenzo Priore mentre loro sono stati risparmiati anche se picchiati e feriti.Tutto sembra essere cominciato in in locale di Aversa dove i tre amici stavano trascorrendo una serata all'insegna del divertimento,un banale litigio e subito gli animi si scaldono,volano parole e spintoni poi la lite degenera in una vera e propria rissa.Il pronto intervento della sicurezza del locale ha evitato il peggio solo momentaneamente,il peggio e' successo fuori.I tre forse sono stati inseguiti fin dentro il loro quartiere per vendicare lo smacco la voglia di dire io sono appartengo e non posso subire.Una mentalità malata e perversa che viene inculcata a questi giovani di periferia fin da piccoli.Una periferia quella di secondigliano dove l'età media arriva massimo a trent'anni vittime e carnefici di una discarica sociale che da anni non si riesce a bonificare.Vincenzo Priore era solo un ragazzo,ventunenne un'eta difficile ma anche la piu bella fatti di sogni speranze e divertimento spezzata da questi balordi che ad ogni piccola provocazione rispondono a colpi di pistola.Un'altro figlio di una Napoli degradata volato in cielo,speriamo almeno per la famiglia che abbia giustizia.R.i.P

Arrestato Rosario Guarino Joe Banana

Finalmente lo hanno arrestato,dopo una lunga e faticosa attivita' investigativa la polizia verso le quattro di stamattina ha fatto irruzione in via Santa Giustina, una stradina a ridosso tra secondigliano e Arzano ammanettando Rosario Guarino detto joe banana inserito nella lista dei trenta latitanti piu' pericolosi.Il boss si

Arrestato joe banana capo della venella grassi


Alle prime luci dell’ alba, i poliziotti del Commissariato di Polizia “Frattamaggiore” hanno arrestato Rosario Guarino detto “Joe Banana” 29enne, pregiudicato, latitante dal Marzo 2011 al vertice del clan del gruppo dei “Girati”. A seguito di attività investigativa, gli agenti hanno rintracciato l’ uomo in un covo segreto alla Vico Santa Giustina in Arzano.Rosario Guarino è stato arrestato in un appartamento situato ad Arzano, popoloso centro a nord di Napoli. Gli agenti del commissariato di Frattamaggiore hanno fatto irruzione nel covo del presunto boss e lo hanno arrestato. Guarino non ha opposto resistenza e si è subito arreso ai poliziotti. Poi il capo dei cosiddetti girati, in guerra con gli scissionisti per il predominio sulle piazze di spaccio a Scampia e Secondigliano, è stato condotto in questura. Guarino, detto Joe Banana, verrà trasferito nel carcere di Poggioreale.

«Sono io Rosario Guarino, mi arrendo, non sparate». Così è finita la latitanza del boss dei girati arresosi senza opporre resistenza. Nell'appartamentino non c'erano altre persone né armi. Subito dopo l'irruzione della polizia nel covo del latitante Guarino è stato portato via ammanettato e condotto in Questura.

domenica 11 novembre 2012

Tante ipotesi per spiegare un delitto....

Sono tante le ipotesi che gli inquirenti stanno prendendo in considerazione sul feroce agguato dell'altro ieri costato la vita a Ciro Esposito(o"baccalaiuol).Ipotesi che aprono tanti scenari e complicano ancora di piu' l'attività investigativa che si sta rivelando un vero rompicapo per gli investigatori.Primo fra tutti il curriculum criminale della vittima che potremmo definire quasi nullo,secondo,le modalità dell'agguato efferato da non lasciare via di scampo alla vittima.Perché ammazzarlo così in modo sprezzante infierendo con cattiveria su un personaggio quasi sconosciuto alle cronache e ai media?infatti il lo a colpito prima alla schiena e poi con lucida freddezza criminale gli ha conficcato tre pallottole nel cranio chiudendo in modo plateale

sabato 10 novembre 2012

Ancora un morto nel bar mery del rione berlingieri..

Non se l'aspettava Ciro Esposito "o' baccalaiuolo di morire cosi',una morte atroce quando le pallottole trapassano la carne e scheggiano le ossa.Eppure anche se ferito ha tentato una inutile e disperata fuga verso il bagno del bar mery,ma non e' riuscito a sfuggire ai killer che sono andati con il solo scopo di ucciderlo,il killer o i killer hanno puntato le loro armi dritto al petto e alla testa di Ciruzz o baccalaiuolo

venerdì 9 novembre 2012

Omicidio Marino, il Riesame: fuori Puzella, non è il killer


Ordinanza di custodia cautelare annullata. Così Gennaro Puzella da
killer spietato è tornato in meno di due settimane una persona
libera. Era accusato di essere l'assassino di Massimo Marino il
cugino di Gennaro “'o Macckey”, capo dell’ala scissionista dei Di
Lauro. Era stato accusato da Vincenzo Lombardi di essere
l'esecutore materiale. Lo stesso pentito si era ricucito un ruolo

Scadono i termini: in libertà cinque boss


di Andrea Acampa
Scadono i termini di custodia cautelare: cinque boss del clan Licciardi
di Secondigliano ritornano a casa. La Corte d’Appello di Napoli composta dal presidente Carlo Maddalena, consigliere estensore Fernando Giannelli, consigliere Carlo Alifano ha emesso l’ordinanza di scarcerazione per
Paolo Abbatiello, Giuseppe Barbato, Giovanni Esposito, Gianfranco Leva e Gaetano Scancariello per decorrenza dei termini massimi di fase della custodia cautelare. Adesso i ras della cosca che ha come roccaforte

Massacrato Ciro Esposito

Nel settembre del 2007 Luigi Magnetti massacro' all'interno del bar mery Salvatore Ferrara piccolo spacciatore.Stasera sempre nello stesso bar e' stato ammazzato Ciro Esposito detto "o baccalaiuolo pregiudicato per vari reati senza tuttavia essere affiliato a nessun clan.Erano passate le 18.30 quando si sono sentiti i primi echi dei colpi di arma da fuoco,Ciro Esposito e' stato sorpreso all'interno del bar dai suoi carnefici e forse accortosi di cosa stava per accadere ha tentato una inutile fuga verso il banco.Al momento non e' ancora chiara la dinamica dell'agguato, ne come sono arrivati i killer ne quando ne erano,si sa solo che questo ennesimo agguato di sicuro e' da co

giovedì 8 novembre 2012

Il ribelle imitato...

Emergono racconti raccapriccianti che il collaboratore di giustizia Biagio Esposito sta verbalizzando davanti ai mastini della direzione investigativa antimafia.Fatti che risalgono dalla prima meta' degli anni 80 e che arrivano fino alla fine in cui da uomo libero decise di pentirsi.A leggere gli atti processuali c'e' davvero di tutto,uomini decapitati torturati strangolati impiccati bruciati e chi piu' ne ha piu' ne metta.Ma quello che davvero fa rabbrividire e' la ferocia la spregiudicatezza del capo dei capi degli scissionisti Cesare Pagano che  come mezzo risolutivo conosce solo l'eliminazione fisica dei suoi nemici.Lungimirante negli affari,gentile e garbato con i colletti bianchi,ma spietato omicida coni nemici che non

giovedì 1 novembre 2012

Paolo Guarracino ammazzato dallo zio e fatto sparire..


(In foto il presunto omicida)
«Mio cugino Paolo Guarracino, mentre gli dava le spalle,
 è stato ucciso da mio zio Giorgio Scarpato, a sua volta ammazzato ad Arzano per ordine degli Amato-Pagano».

Era il 3 agosto 2008 e Biagio Esposito, ex Di Lauro diventato fedelissimo della prima ora dei boss “scissionisti”, raccontò ai pm antimafia ciò che sapeva sulla morte di Paolo Guarracino, vittima della lupara bianca, e di
Giorgio Scarpato, assassinato ad Arzano il 18 luglio 2007.

Accuse anche a Ricci: «Ha ucciso lui Todisco»


Articolo copiato da il giornale il roma ...
Nei verbali che la Dda ha depositato al Riesame per Gennaro ed Enrico
Ricci ci sono accuse pesanti anche nei confronti del rampollo della
cosca: «È stato lui ad uccidere Todisco e questo sarebbe successo per
uno schiaffo». Ecco una parte del verbale di Ferdinando Adamo, ex

«Mario Savio non uccise il calabrese»


Articolo copiato dal giornale il roma scritto da Fabio Postiglione..
È un verbale di poche pagine e tutte omissate sapientemente dal pubblico ministero. Tutte tranne in una parte. Quella parte è quando il collaboratore Raffaele Scala detto “’o boss” racconta dell’omicidio di un calabrese
avvenuto negli anni Ottanta. Si tratta del delitto per il quale Mario Savio

martedì 30 ottobre 2012

Ammazzato perché aveva offeso il nipote del boss Carmine Pagano (angioletto)

Luigi Berretta era un giovane emergente del clan degli scissionisti Amato-Pagano,e nonostante la sua giovane eta' ventidue anni,era considerato un ragazzo serio e di polso.Era cresciuto a melito di Napoli e si era fatto notare dai capi degli scissionisti per le sue doti organizzative nello spaccio di droga.La 219 di Melito gli era stata affidata direttamente per ordini di Cesare Pagano e Raffaele Amato,la 219 e' la nota piazza di spaccio che si trova a melito paragonabile per organizzazione e introiti a quelle di scampia,stesso modello.Dunque Gino era stimato e benvoluto da tutti,ma molte volte avere coraggio specie nella malavita organizzata puo' costare caro,Gino lo ha capito a sue spese.Il suo corpo fu trovato dopo appena 24 ore dalla sua scomparsa nelle campagne di crispano,da un primo esame risultava chiarissimo che lo avevano prima percorso e poi sparato in piu parti del corpo,con il solito rituale del colpo di grazia alla testa.Si ipotizzarono tante piste che a distanza di 7 anni si sono rivelate tutte sbagliate,infatti gli inquirenti pensavano che fosse caduto in un imboscata preparata dai di Lauro per riprendersi melito saldamente nelle mani degli scissionisti.Oggi quel cadavere quella morte forse avrà giustizia grazie a Biagio Esposito che come un computer sta svelando tutti i segreti gli agguati avvenuti tra secondigliano casavatore e melito prima durante e dopo la faida.Biagino svela il perché fu ammazzato Luigi Berretta e per quale motivo,il suo sbaglio fu quello di mancare di rispetto a Carmine Pagano detto (angioletto)nipote prediletto di Cesare Pagano diventato insieme al cugino acquisito Raffaele Amato junior capo indiscusso di Melito.Ripeto fu un banale litigio e la frase che Luigi Barretta rivolse a Carmine Pagano a decretare la sua morte.Io non ho paura di te,basta questo per morire a Napoli quando si dice vicino al parente di un boss.Mi viene in mente Gianluca Cimminiello estraneo a questo contesto camorristico morto per un tatoo che non aveva neanche tatuato.Vittima innocente della camorra che non ci pensarono due volte per mandargli i killer a fargli la festa.Che schifo la camorra e che schifo questi scissionisti dimostratosi peggiori anche di quelle belve dei di Lauro .

Salvatore Petriccione fece ammazzare sui nipote.

Vengono fuori particolari raccapriccianti dalle dichiarazione di Biagio Esposito ex boss degli scissionisti,oggi collaboratore di giustizia e grande accusatore dei ras della scissione.Grazie a lui se oggi gli inquirenti stanno mettendo nero su bianco su nomi e mandanti di decine di omicidi avvenuti prima e dopo la faida di scampia.Nei suoi ricordi affiorano particolari aberranti,come quel Salvatore Petriccione considerato da molti il ras della venella grassi che non si fece il minimo scrupolo nel far ammazzare suo nipote Luigi Magnetti detto o mocill.Per molti infatti l'ascesa del clan della venella grassi si deve al coraggio di Luigi Magnetti o mocill e Luigi Giannino detto cutaletta,i primi due a ribellarsi al potere dei di Lauro per passare nelle fila degli scissionisti.Il loro primo omicidio che servi' come prova di fedeltà agli scissionisti fu quello di Giuseppe Pica detto peppeniello massacrato nel rione dei fiori,dopo circa mezz'ora sempre i due uccisero anche il guardaspalle di pica Francesco Cardillo detto coccodrillo.Poi fu la volta di Lucio De Lucia detto cap e chiov ammazzato sempre dalla venella grassi,poi si susseguirono quello di Antonio Siviero detto o menar ucciso sempre dalle venella grassi e Carmine Fusco sempre eliminato dai vinelliani.Una guerra cruenta scoppiata nel 2007 che servi' alla paranza della venella grassi di farsi notare per l'organizzazione e per il gruppo di fuoco ben compatto e organizzato.Ma Luigi Magnetti non intendeva sottostare agli ordine dello zio Salvatore Petriccione,e così tra un agguato e un'altro prese in considerazione l'idea di sbarazzassi dello zio e prendere il suo posto di comando nella zona della venella.I di Lauro nel frattempo non rimasero con le mani in mano e sentendosi minacciati dai loro ex amici della venella passarono al contrattacco massacrando Patrizio De Vitale detto pepesc e decisero di massacrare anche Luigi Giannino e Luigi Magnetti per frenare l'ascesa e l'ambizione dei due che puntavano dritti a prendersi il rione dei fiori unica piazza rimasta al
clan di Lauro.Infatti i di Lauro potevano contare ancora su un gruppo di fuoco assai bene organizzato guidato da Nunzio Talotti e Mario Buono sicari spietati del clan,a loro fu dato il compito di frenare le ambizioni dei venelliani e massacrare il prima possibile o mocill e cutaletta.L'occasione si presento' quando i due ribelli sostarono in via largo macello intrattenendosi a parlare con Salvatore Barbato detto mezzanotte massacrato poche settimane fa proprio in largo macello per ironia della sorte.Mentre erano intenti a chiacchierare arrivarono Mario Buono,Raffaele Musolino Antonello Faiello e Maisto Ciro che
Subito aprirono il fuoco riuscendo a massacrare soltanto Luigi Giannino mentre Luigi Magnetti riuscì a scappare salvandosi appena in tempo.Ma un destino piu tragico non si poteva augurare a Luigi Magnetti che anticipando le mosse dei dilauriani si reca nel rione berlingieri con l'idea di ammazzare Paolo De Lucia e suo figlio Luigi che di solito sostavano fuori il bar mery.Quando Luigi Magnetti arrivo' si disse che appena pochi minuti prima sia Paolo che suo figlio Luigi erano andati via,al loro posto Magnetti trovo' Salvatore Ferrara e il nipote dei de Lucia Ugo omonimo di ugariello uno dei miglior killer dei di Lauro.Salvatore Ferrara non ebbe nemmeno il tempo di capire chi lo stava ammazzando,infatti fu subito crivellato di colpi,mentre ugo il figlio di Sergio De Lucia ebbe il tempo di fuggire nel retro del bar nel bagno.Fu raggiunto e colpito alla schiena,tuttora si dice sia rimasto sulla sedia a rotella.Da chi fu accompagnato Luigi Magnetti fuori al bar meri resta tuttora un mistero,infatti i killer arrivarono a bordo di uno scooter sh300,con tute da ginnastica e cappellini con visiera.Carlo Capasso il collaboratore di giustizia affiliato ai di Lauro dice che l'altro complice fu un tale dett o gemello,altri dicono che fu Rosario Guarino detto jo banana,non si riesce comunque a capirlo con certezza.Fu questo omicidio secondo Biagio Esposito a dare input a Salvatore Petriccione di sbarazzarsi del nipote,infatti con grande astuzia fece arrivare le sue lamentele a Cesare Pagano sul fatto che il nipote aveva ammazzato un ragazzo che con i morti della faida in atto non centrava nulla.In piu' aveva agito a volto scoperto facendosi riconoscere da tanti affiliati del clan di Lauro,che se avessero spifferato quando visto alle forze dell'ordine si comprometteva il corso della scissione in atto.In piu Salvatore Peteiccione sempre secondo le accuse di Biagio Esposito fece presente che aveva saputo che il nipote lo voleva fare fuori e che se ciò fosse avvenuto gli esiti sarebbero stati drammatici visto anche l'alleanza sancita tra gli scissionisti e la venella grassi.Fece enormi pressioni in poche parole su Cesare Pagano affinché il nipote fosse tolto dalla circolazione.Ripeto sono accuse che Biagio Esposito ha rivolto a Salvatore Petriccione,accuse tutte da provare naturalmente.Commentate e ditemi che ne pensate di questa storia grazie.

domenica 28 ottobre 2012

Svelata una lupara bianca: «“Spasiello” fu strangolato»

L’omicidio di Gaetano De Pasquale, nipote di secondo grado di Paolo Di Lauro e quindi cugino di Cosimo e Marco, sarebbe stato compiuto dagli Amato-Pagano per vendicare la morte violenta di Salvatore De

Cosi' ammazzammo Massimo Frascogna e Ruggiero Lazzaro.

I capitoni ci ricambiarono il piacere ammazzando due nostri affiliati che stavano creando parecchi problemi a Mugnano,inizia cosi' il racconto di Biagio Esposito che fa luce su altre due lupare bianche avvenute nel 2007 e mai del tutte risolte visto che ancora oggi i corpi non sono stati ancora ritrovati.Era il 7 agosto del 2007 quando alcune donne si presentano alla caserma dei carabinieri di Mugnano per denunciare la scomparsa dei loro mariti usciti di casa un pomeriggio qualunque e mai piu' ritrovati.I due Massimo Frascogna detto o nir e Ruggiero Lazzaro detto o pazzariello invece

Cosi' massacrammo o doberman il figlio e il loro accomagnatore..

C'era anche Biagio Esposito nel gruppo di fuoco che uccise Francesco Russo(o' doberman)suo figlio Ciro e Vincenzo Moscatelli affiliati alla famigerata famiglia dei capitoni di miano.Ecco cosa racconta Biagio Esposito  a proposito di questo triplice omicidio con i cadaveri fatti sparire e mai ritrovati.I tre affiliati dei capitoni furono massacrati per ordine di Antonio Lo Russo che chiese il piacere a Cesare Pagano,mentre mi trovavo al lotto G di scampia ricorda Esposito venne qualcuno che adesso non ricordo a chiamare

«Condannate tutti i boss della Vanella»



Il pubblico ministero aveva chiesto il giudizio immediato, gli imputati hanno optato per il rito abbreviato. Così,
a distanza di nove mesi dal blitz contro dieci esponenti
di primo piano del clan della Vanella Grassi, l’accusa ha
avanzato le richieste di condanne per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La più dura è per il ras
Salvatore Petriccione, “Totore ’o marinaro”: 20 anni di reclusione. Nell’inchiesta non compare l’altro boss del gruppo di mala, Antonio Mennetta detto “er Nino”, che era

sabato 27 ottobre 2012

Ammazzai il fratello del ragazzo che aveva picchiato Giuseppe Pica

Biagio Esposito l'ex ras degli scissionisti e'una miniera d'oro per gli investigatori,infatti sta svelando decine e decine di omicidi che sicuramente sarebbero stati archiviati con la solita dicitura senza colpevole.Pensate che si e' autoaccusato di un omicidio commesso piu' di sedici anni fa,avvenuta nella zona di arzano-casandrino in cui fu assassinato un ragazzo trentenne che alcune settimane prima

Svelati i nomi dei killer di Marco Maisto e Giovanni Irollo..

Un tatuaggio per festeggiare il suo primo omicidio,rendere indelebile sulla pelle e nella mente il battesimo di fuoco che prima o poi tutti i capi camorra chiedono ai proprio affiliati,per saggiare la loro fedelta' ma anche il sangue freddo per commettere omicidi.E' un fiume in piena Biagio Esposito l'ex ras degli scissionisti oggi collaboratore preziosissimo di giustizia,che sta mettendo nero su bianco su almeno cinquanta omicidi avvenuti prima durante e dopo la faida di scampia.

venerdì 26 ottobre 2012

E' fra i cinque baby boss di scampia ma per il riesame non va arrestato....

NAPOLI - Per il ministero dell'Interno è uno dei cinque «wanted» da arrestare, uno dei cinque protagonisti di una faida che in pochi mesi ha provocato venti omicidi, compreso quello di un ragazzo estraneo alla camorra.Per la Procura è il capo di una potente piazza di spaccio, quella della «Vannella grassi» (una sorta di crocicchio diventato in pochi anni l'ago della bilancia nella guerra tra Di lauro e scissionisti), un uomo ritenuto alleato addirittura di Marco Di Lauro, insomma uno da arrestare al più presto.

Per i giudici del Tribunale del Riesame, invece, le cose non stanno proprio così. Anzi. Destino controverso per Antonio Mennetta, uno dei cinque nomi inseriti nelle indagini sulla faida 2.0: la sua foto è nelle auto di polizia e carabinieri, come uno dei latitanti da acciuffare per smorzare i venti di faida, per il Riesame di Napoli, invece, non ci sono gli estremi per tenerlo in cella. Dunque in poche parole se anche carabinieri polizia lo arrestano non ci sono gli estremi per tenerlo in cella,e andrebbe scarcerato subito.

martedì 23 ottobre 2012

Ennesimo agguato a secondigliano massacrato Gennaro Spina


Un uomo, Gennaro Spina, 26 anni, è stato ucciso in via dello Stelvio, nel quartiere di Secondigliano, periferia di Napoli. Era in strada, a piedi. Ritrovati almeno quattro bossoli. . Secondo quanto al momento hanno accertato i carabinieri, Gennaro Spina aveva appena parcheggiato la sua automobile quando i killer, che lo stavano aspettando, lo hanno ucciso. Il 26enne viveva nella IV traversa di Corso Italia, poco distante da dove è avvenuto l'agguato
Stando ai primissimi accertamenti l'uomo sarebbe vicino al clan dei "Vanella Grassi", protagonisti della faida di camorra in atto tra Scampia e Secondigliano.

domenica 21 ottobre 2012

In 18 accusano il ras latitante Leonardi(chiappellone)


Altro che semplice trafficante di droga. Dall’ordinanza di custodia cautelare
emessa nei confronti di Antonio Leonardi e di altri dieci indagati, viene fuori un ritratto del boss soprannominato “chiappellone” da brividi: 21 capi d’imputazione, 18 pentiti contro, accuse di omicidio da parte di un collaboratore

sabato 20 ottobre 2012

Lo stato mostra i muscoli e blinda scampia..


La lettera e gli appelli che la famiglia di Pasquale Romano il giovane incensurato massacrato a marianella perché scambiato per un pusher finito sul libro nero dei clan,ha avuto l'esito sperato.Già ieri il ministro dell'interno cancellieri di persona si e' recata a casa dei genitori di Pasquale Romano per fargli le condoglianze e la promessa che sara' fatto tutto il possibile per assicurare alla giustizia le belve che hanno massacrato un giovane inerme,di buona famiglia e che con i clan in guerra e la camorra non a niente a che vedere.Già oggi il ministro cancellieri che ieri usci' con gli occhi lucidi e molto scossa