giovedì 28 aprile 2011

Ammazzati Giuseppe Ferrara o'capellon e Giuseppe Parisi O' nason

Le batterie di fuoco tornano a sparare a secondigliano dove oggi pomeriggio sono stati massacrati Giuseppe Parisi detto o' nason e Giuseppe Ferrara detto o'capellon entrambi un tempo affiliati dei di lauro.I due sono stati massacrati mentre si trovavano all'interno di un salone di barbiere in via abate desiderio,tutto si e' consumato in una manciata di minuti,i killer almeno due sono piombati all'esterno del salone,uno in moto l'altro e' sceso e con il viso nascosto da un casco integrale ha fatto fuoco

Napoli, tornano gli agguati di camorra Due uomini uccisi a Secondigliano Killer dal barbiere: come nei film

Si è trattato di un agguato in perfetto stile mafia italoamericana quello in cui stasera a Napoli hanno perso la vita due persone. Come nei film il sicario, con in testa un passamontagna, è entrato in azione nel salone di barbiere di via Abate Desiderio, a Secondigliano, dove si trovavano Giuseppe Ferrara, di 55 anni e Giuseppe Parisi, di 48 anni, entrambi affiliati al clan dei «Scissionisti».

lunedì 18 aprile 2011

Costanzo Apice accusato da Biagio Esposito di essere l'autore di almeno altri tre omicidi...

Anche se la sua posizione come collaboratore di giustizia e' piu' che privilegiata tanto che anche se si e' accusato di 8 omicidi nei suoi confronti non e' stata intrapresa nessuna misura cautelare resta il fatto che sta rivelando anni e anni di crimine organizzato nell'area a nord di Napoli e non solo.Biagio Esposito fino ad adesso ha fatto verbalizzare centinaia di verbali che raccontato nei dettagli omicidi lupare bianche estorsioni faide e chi piu' ne ha piu' ne metta.Sta costruendo una montagna che quando franera' travolgera' moltissime persone e sicuramente almeno una meta' di questi difficilmente vedranno riaprirsi le porte del carcere.Sono

L'assurda vicenda di Biagio Esposito ex ras degli scissionisti

Una storia incredibile,paradossale che non ha eguali nel mondo,ma che ancora una volta lascia perplessi di fronte ha una legge che molte volte suo malgrado non va applicata correttamente.La storia in particolare e' quella di Biagio Esposito ex boss degli scissionisti e oggi un collaboratore di giustizia ha tutti gli effetti.Una storia che apre tante parentesi e lascia molti vuoti e

Ancora dubbi sull'agguato mortale ai danni di Antonello Faiello

Si fa sempre piu' strada l'ipotesi di una purga interna per la barbara uccisione di Antonello Faiello uno degli uomini di punta di Marco Di Lauro,secondo le ultime indiscrezioni Faiello e' stato ammazzato proprio dai suoi amici per scongiurare un possibile pentimento.Tutto lascia presagire che le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia ex killer

venerdì 15 aprile 2011

Ucciso Antonello Faiello epurazione interna?

Vige un punto interrogativo sull'agguato di ieri sera costato la vita ad Antonello Faiello e del ferimento non grave di Luigi De Lucia entrambi affiliati al clan di lauro.I due sono stati raggiunti dai sicari mentre percorrevano a bordo di una moto transalp una strada adiacente al corso Italia zona off limits per i dilauriani da quando Salvatore Petriccione o'

Napoli: torna la faida di Secondigliano sgarro al clan Di Lauro, ucciso emergente

Un pregiudicato di 29 anni, Antonello Faiello, è stato ucciso ieri sera, poco prima delle 21, a Corso Italia, a Secondigliano. L’uomo viaggiava su una moto Honda Transalp insieme a un altro pregiudicato, il trentacinquenne Luigi De Lucia, quando è stato raggiunto da alcuni proiettili esplosi da ignoti. Faiello è morto sul colpo, mentre De Lucia è rimasto ferito alla spalla e all’inguine ed è stato trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco. Non sarebbe in pericolo di vita.

mercoledì 13 aprile 2011

Napoli, i segreti del boss-pentito: così informavo la polizia.

Due faide di camorra e gli affari dei clan come nessuno le aveva ancora mai raccontate. I retroscena della cattura di boss dell’Alleanza, e poi ancora il ruolo di informatore svolto per conto della polizia: c’è anche questo nei verbali depositati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nell’udienza preliminare che si svolge davanti al gup Carlo Modestino nella quale è imputato con l’accusa di traffico di droga l’ex boss di Miano Salvatore Lo Russo.

Napoli, condannato a 26 anni, rimesso in libertà il boss del Vomero Caiazzo

Nel primo pomeriggio di oggi il boss della camorra del Vomero, quartiere collinare di Napoli, Antonio Caiazzo ha lasciato il carcere di Novara dove si trovava rinchiuso da tempo. Detenuto in regime di 41 bis, il camorrista ha ricevuto in cella l'ordine di scarcerazione firmato dal Tribunale del Riesame di Napoli. La notizia della scarcerazione è stata resa nota dai legali di Caiazzo, avvocati Vittorio Trupiano e Lello Della Pietra. 

martedì 12 aprile 2011

«Così fu fuso il Pallone d'Oro di Diego» Un pentito: chiese aiuto, arrivai tardi

 I rapporti con Diego Armando Maradona, le amicizie pericolose del «Pibe» a Napoli, le intercessioni della camorra per favorire al campione argentino la restituzione di numerosi orologi, ma soprattutto il caso del Pallone d’Oro, che gli venne rubato nel 1989.

domenica 10 aprile 2011

In fuga tre mesi, preso ras dei Di Lauro


di Luigi Sannino giornalista del quotidiano il roma
È stato arrestato ieri mattina, dopo tre mesi di latitanza. L’aria di Napoli non era più buona per lui, ma non per la faida di Scampia in cui
era stato coinvolto e i cui strascichi non si sa quando finiranno. Per Ferdinando Emolo di Secondigliano soprannominato “Nanduccio”, restare in città rappresentava un pericolo di altro genere: dal 7 gennaio scorso infatti le forze dell’ordine lo cercavano per arrestarlo in seguito a una

sabato 9 aprile 2011

«Così Apice uccise Bacioterracino»


di Fabio Postiglione giornalista e fonte autorevole del giornale il roma..
Era voltato di spalle in un sito riservato. Biagio Esposito, uno dei capi del
clan Amato-Pagano, è stato sentito ieri dalla quinta Corte d’Assise, dove è
testimone per il processo contro Costanzo Apice, accusato di essere l’assassino di Mariano Bacioterracino, il pregiudicato ammazzato nel clamoroso
agguato dei Vergini, ripreso dalle telecamere di sicurezza. Il video fece il giro d’Italia perché diffuso dalla Procura che voleva così stimolare chi aveva
vista a fare il nome dell’assassino. In realtà era un modo anche per provocare reazioni nelle decine di persone intercettate tra i quali, gli affiliati al clan
Sacco-Bocchetti di San Pietro a Patierno. Ieri Biagio Esposito, ha ricostruito
passaggio dopo passaggio le fasi che hanno portato a quell’omicidio, o meglio quello che era a sua conoscenza di quel delitto. Una storia fatta di messaggi in codici, di piaceri che un clan fa all’altro e di soldi che girano.

Luciano Sarno ricusa i giudici e i fratelli,non mi pentiro' mai...

Mai nessuno avrebbe scommesso un solo euro sulla determinazione di Luciano Sarno a sopportare il regime carcerario del 41bis nonostante tutti i suoi fratelli sono passati a collaborare con la giustizia.Una determinazione e una sopportazione che va oltre ogni logica visto che gli stessi fratelli lo hanno accusato di essere mandante ed esecutore materiale di

mercoledì 6 aprile 2011

Il killer dagli occhi di ghiaccio

Era cresciuto con i figli del boss Paolo Di Lauro,per loro avrebbe massacrato un battaglione di uomini se solo gli fosse stato ordinato,era uno dei killer piu' spietati e fidati della famiglia di lauro.Eppure per gli investigatori era un perfetto sconosciuto se non fosse stato per qualche fermo insieme a vari pregiudicati della cosca di lauro.Eppure Mario Buono era uno di quei killer che una volta partito portava a compimento

martedì 5 aprile 2011

«Di Lauro fece ritrattare supertestimone»


Una testimonianza importante, una ritrattazione a sorpresa e un giallo
che adesso potrebbe essere svelato in Corte d’Assise d’Appello dove a
fine mese si celebrerà il processo a carico di Luigi Buono, condannato
all’ergastolo per l’omicidio Nunzio Cangiano. Era il truce omicidio al parco acquatico Magic World e una delle fasi più cruente della cosidetta
“seconda faida di Scampia”. Ebbene uno dei killer, Carlo Capasso, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia, ha raccontato ai pm della Dda un retroscena inquietante maturato nel corso del dibattimento.
Secondo il racconto del collaboratore di giustizia Marco Di Lauro, il superlatitante figlio di Ciruzzo “’o milionario” avrebbe ottenuto da Raffaele Amato la ritrattazione della supertestimone minorenne e di sua madre che aveva visto in faccia l’assassino. E così fu. In aula madre e figlio

lunedì 4 aprile 2011

Inizia il processo d'appello per Mario Buono

Inizia domani il processo d'appello per il killer dei di lauro Mario Buono accusato di essere l'esecutore materiale dell'agguato mortale ai danni di Nunzio Cangiano ucciso nel 2007 fuori il parco acquatico magic world.Mario Buono (topolino)fu accusato e

venerdì 1 aprile 2011

Mazzata storica per i clan di secondigliano

La settimana scorsa era toccato al clan degli scissionisti di secondigliano subire l'onda d'urto della magistratura che ha condannato capi e gregari a pene detentive durissime.La mazzata in primis era arrivata per Raffaele Amato insieme ai cognati Cesare e Domenico pagano che si sono visti infliggere 20 anni di carcere a testa per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.Tutti condannati e reclusi al 41 bis sparpagliati per

Faida, chiesti undici ergastoli

Donne uccise e uomini bruciati vivi in una faida durata tre anni con oltre 20 omicidi. Per sicari e mandanti di sette di quegli agguati consumati nel corso della cosiddetta “faida” di Mugnano, il pm ha chiesto 11 ergastoli. Era la guerra tra clan scatenata negli anni Novanta dai Di Lauro contro i Ruocco per il controllo dei traffici illeciti della zona. Il massimo della pena è stato invocato, tra gli altri, per i ras del narcotraffico di Secondigliano, Paolo Di Lauro, Raffaele Amato, Raffaele Abbinante, suo fratello Guido, Rosario Pariante e Tommaso Prestieri, il boss con la passione per la pittura e la letteratura. Tra gli omicidi ricostruiti ci sono quelli di due donne: quello di Elena Moxedano, moglie di Sebastiano Ruocco, fratello del capoclan Antonio, avvenuto il 19 ottobre del 1991; e quello di Angela Ronga, madre di Antonio Ruocco detto "'o capececcia", poi passato a collaborare con la giustizia. Nel processo anche il truce delitto di Alfredo Negri, che fu torturato in una cantina e bruciato vivo il 27 luglio del 1992.Dunque periodo bruttissimo per i boss della camorra secondiglianese che anche se si fanno difendere da legali con cognomi storici del foro napoletano poco possono di fronte alla scure della giustizia che si abbatte con violenza sulle teste dei capi camorra.